La Leiden Collection, la più grande collezione privata di Rembrandt, potrebbe essere frazionata e offerta in Borsa. Ad annunciarlo è Thomas Kaplan in persona, l’imprenditore franco-statunitense proprietario di alcuni tra i più grandi capolavori del Secolo d’oro olandese, su tutti numerosi dipinti del maestro di Leiden, la sua autentica ossessione. Il collezionista ha cominciato a mettere insieme le opere nel 2003 e nel giro di pochi anni è arrivato a più di 200 tra tele e disegni.
Classe 1962, laurea in Storia a Oxford, un passato tra Golden Minerals, African Platinum e Leor Energy, Kaplan è il fondatore e responsabile degli investimenti di The Electrum Group, società newyorkese di consulenza finanziaria che investe nel settore minerario e delle risorse naturali. La sua passione per Rembrandt è iniziata ad appena sei anni ed è condivisa con la moglie Daphne Recanati, figlia del banchiere israeliano Leon Recanati e della regista Mira Recanati. La decisione di frazionare la collezione e offrire le opere come quote azionarie è legata proprio ai figli della coppia.
In questo articolo:
- Thomas Kaplan vuole rendere pubblica la sua collezione
- Il futuro di Rembrandt nel segno di Minerva
- La Leiden Collection frazionata e offerta in Borsa
Thomas Kaplan vuole rendere pubblica la sua collezione
Dal 2003 a oggi, la Leiden Collection ha raccolto centinaia di opere del Secolo d’oro olandese, realizzate da artisti del calibro di Johannes Vermeer, Pieter Brueghel, Gerrit Dou, Frans Hals, Jan Steen, Frans van Mieris il vecchio e Carel Fabritius. Il cuore della collezione sono ovviamente i 19 dipinti di Rembrandt, su tutti tre esemplari della serie giovanile Allegoria dei cinque sensi. Nel corso degli anni, i quadri sono stati ospitati da importanti istituzioni come il Louvre di Parigi, il Rijksmuseum e l’H’Art Museum di Amsterdam, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Museo Puškin di Mosca e il Museo nazionale della Cina a Pechino.
“Sto valutando la possibilità di rendere pubblica l’intera collezione”, ha rivelato Kaplan in un’intervista concessa a The Art Newspaper. “Credo che beni come le opere d’arte di grande valore si moltiplicheranno perché sono davvero rari, e ci sono così tanti soldi in circolazione che avranno bisogno di una collocazione: questa è un’ottima proposta di valore. A mio avviso, il modo migliore per diffondere il messaggio di Rembrandt è dare a milioni, forse decine di milioni di persone comuni l’opportunità di possedere un Rembrandt”.
Il futuro di Rembrandt nel segno di Minerva
La piattaforma immaginata da Kaplan ha già un nome: Project Minerva, come la divinità della saggezza, della guerra e delle arti che Rembrandt ha immortalato in un celebre dipinto del 1635, presente all’interno della collezione. L’investitore franco-statunitense, che nell’intervista si definisce un “evangelista di Rembrandt”, è padre di tre figli che per sua sfortuna non nutrono la passione dei genitori per i maestri olandesi e fiamminghi del Seicento.
“I miei figli non hanno alcun interesse per gli oggetti materiali e anche se pensano che quello che io e mia moglie abbiamo fatto con la collezione sia incredibile, non sanno che farsene di tutta questa arte. Sono stati loro a chiedermi di trovare una soluzione per il futuro”, ha spiegato Kaplan. Esposta per la prima volta al Louvre nel 2017, la Leiden Collection è a tutti gli effetti uno dei patrimoni privati più importanti al mondo. Per non correre il rischio di disperderlo, la soluzione è arrivata dalla tokenizzazione.
La Leiden Collection frazionata e offerta in Borsa
Durante la pandemia, Kaplan si è interessato alla tecnologia blockchain e al fenomeno degli Nft, connesso alle nuove forme di certificazione dell’autenticità e di proprietà delle opere nell’epoca della trasformazione digitale. L’imprenditore ha costruito la sua fortuna investendo in materie prime come l’oro e l’argento ed è convinto che la scarsità naturale sia un fattore fondamentale applicabile anche ai “brand” Rembrandt e Vermeer, trattabili come veri e propri franchise.
Nel 2020 Kaplan ha fatto richiesta per registrare i marchi Rembit e Rembitcoin, una sorta di Bitcoin di Rembrandt: potrebbero essere questi i token che saranno offerti come parte del piano di frazionamento. Non è ancora prevista una tempistica precisa, ma Kaplan spera di poter procedere con l’Ipo nella prima metà del 2026. L’idea è rendere le azioni emesse negoziabili sul mercato in una Borsa come quella di New York. La famiglia manterrebbe una partecipazione di controllo per garantire che venga rispettata la missione principale della Leiden Collection, ovvero quella di istituire una collezione pubblica dedicata agli antichi maestri.
Kaplan è convinto che il frazionamento risolverà tre problemi: la direzione futura della collezione, il trasferimento del suo patrimonio ai figli e l’eredità stessa di Rembrandt. “Questa soluzione potrebbe garantire i prossimi 400 anni di Rembrandt, ma anche portare il vecchio maestro olandese a un pubblico molto più ampio”, ha sottolineato. “Se riusciamo a far sì che le persone acquisiscano un interesse partecipativo nei confronti di Rembrandt, il pubblico, intrinsecamente, si interesserà a Rembrandt e questo è il modo in cui garantisco che Rembrandt rimarrà uno degli artisti più importanti di tutti i tempi. In questo modo, il progetto Minerva diventerà la massima espressione della mia capacità di restituire qualcosa al mondo”.









