La partecipata pubblica Leonardo ha rilevato il 100% di Axiomatics, azienda svedese che fornisce soluzioni innovative nel campo della cybersecurity. L’operazione è in linea con il Piano industriale della società di difesa e aerospazio guidata da Roberto Cingolani e rientra nello sviluppo di iniziative strategiche con i Paesi della Scandinavia, in prima linea contro la Russia (la Svezia è diventata ufficialmente il 32esimo membro della Nato nel marzo del 2024) e al centro di una crescente militarizzazione.
Quella di Axiomatics è la terza operazione consecutiva di partnership ed M&A di società scandinave attive nel settore della sicurezza informatica. Nel giro di pochi mesi, Leonardo ha rilevato il 24,55% di SSH Communications Security (realtà finlandese con sedi a New York e Singapore, specializzata nella protezione delle comunicazioni remote e dei sistemi critici) e ha chiuso un accordo con la danese Arbit Cyber Defence Systems per sviluppare soluzioni di security e trasferimento veloce dei dati in operazioni multi-dominio.
In questo articolo:
- Leonardo rileva Axiomatics: cosa fa l’azienda svedese
- Chi c’è dietro Axiomatics e cosa vuole fare Leonardo
Leonardo rileva Axiomatics: cosa fa l’azienda svedese
Nata nel 2006, Axiomatics è l’unica azienda europea che garantisce una piattaforma in grado di abilitare un’architettura zero trust (un framework che richiede l’autenticazione di ogni richiesta d’accesso e anticipa le minacce di attacchi informatici) per la gestione delle autorizzazioni e la sicurezza dei dati. Il controllo degli accessi è dinamico e si fonda sul sistema ABAC (Attribute-Based Access Control), un modello flessibile e scalabile che adatta le politiche di controllo in base agli attributi dell’utente, della risorsa, dell’azione e dell’ambiente.
È l’avanguardia della cosiddetta trusted cybersecurity: il criterio di protezione per cui “la fiducia non è mai implicita, ma va sempre verificata”. L’approccio di Axiomatics è definito di orchestrated authorization, ovvero di autorizzazione orchestrata: i team di gestione delle identità e degli accessi che utilizzano i software dell’azienda, stabiliscono vincoli di accesso definiti dalle loro specifiche policy di controllo, consentendo agli sviluppatori, ai team DevOps e DevSecOps e ai proprietari delle applicazioni di creare, testare, distribuire e analizzare le policy.
Le soluzioni di Axiomatics si rivolgono soprattutto a organizzazioni mission-critical di difesa, alle agenzie governative e alle infrastrutture critiche quali impianti e reti idriche e energetiche, sistemi di comunicazione e reti informatiche, trasporti, finanza e pubbliche amministrazioni. Il quartier generale dell’azienda è a Stoccolma, ma la società svedese è operativa anche negli Stati Uniti con una sede a Chicago. Nella sua squadra operativa si contano oltre 60 dipendenti, divisi tra l’Europa e il Nord America. Il suo fatturato nel 2024 è arrivato a 70,8 milioni di corone svedesi, pari a circa 8 milioni di euro: in calo del 9,7% rispetto al 2023 (78,4 milioni di corone), ma in forte crescita sui 47,5 milioni del 2022. La perdita netta nel 2024 è stata di 12,16 milioni, simile a quella di 13,25 milioni del 2023, ma con un risultato netto migliorato.
Chi c’è dietro Axiomatics e cosa vuole fare Leonardo
Il fondatore e responsabile della strategia di Axiomatics è Babak Sadighi, manager ed ex ricercatore dello Swedish Institute of Computer Science con un background in ricerca sulla sicurezza IT. Sadighi è anche advisor di Industrifonden, fondo di venture capital svedese che investe in aziende early stage con un focus sulla tecnologia e il life science. Dal 2022 l’amministratore delegato e presidente di Axiomatics è Jim Barkdoll, veterano statunitense della data security con un passato dirigenziale in aziende di sicurezza informatica come Stealthbits e Titus. Completano il team il direttore tecnico David Brossard e il direttore operativo Alexander Nyblaeus.
Assistita da PwC, Leonardo non ha indicato il valore dell’operazione Axiomatics, il cui perfezionamento è ora soggetto al nullaosta dell’Inspectorate of Strategic Products (ISP), l’authority svedese in materia di investimenti da parte di soggetti esteri in società che operano nei settori della difesa e della cybersicurezza. L’acquisizione si inserisce nella strategia di Leonardo che punta a focalizzare il portafoglio prodotti nel settore cyber, facendo leva su big data e AI. L’obiettivo è diventare un punto di riferimento per il mercato che assicura un approccio security by design a prodotti come radar, elicotteri e velivoli.
In occasione del lancio della joint venture paritetica con Rheinmetall per produrre carri armati e veicoli da combattimento all’avanguardia in grado di comunicare con i satelliti e prendere decisioni rapide grazie a software di intelligenza artificiale, ribattezzata LRMV (Leonardo Rheinmetall Military Vehicles), Cingolani e l’amministratore delegato tedesco Armin Papperger hanno dichiarato che la digitalizzazione sarà l’elemento chiave per “non perdere le guerre del futuro”. È dal 2023 che Leonardo si muove su questo territorio, quando ha acquisito una quota della startup svedese CanaryBit per il confidential computing (la protezione dei dati durante il loro utilizzo) e la sicurezza dell’AI.









