Il presidente argentino Javier Milei è finito nella bufera per lo scandalo della crypto Libra. Il premier ha pubblicizzato sui social l’asset legato al progetto Viva la libertad generando una corsa agli acquisti, salvo poi cancellare il post promozionale pubblicato facendo crollare il valore della criptovaluta. Nonostante il leader di La Libertad Avanza continui a definire il suo coinvolgimento disinteressato e in buona fede, l’opposizione chiede l’impeachment, accusando Milei di frode e di quello che il deputato socialista Esteban Paulón ha bollato come “uno scandalo senza precedenti”.
Nel suo messaggio su X, Instagram e Facebook, postato alla chiusura dei mercati, Milei ha “sponsorizzato” Libra presentandola come una crypto parte di un ecosistema per finanziare startup e Pmi argentine. L’endorsement ha fatto gonfiare il prezzo del token del 1.200%, da 0,000001 a 5,20 dollari in 40 minuti con un volume di scambi che ha raggiunto 1,1 miliardi, fino a una capitalizzazione di mercato di 4,4 miliardi. Poche ore dopo la pubblicazione, il presidente ha però cancellato il messaggio, generando un crollo di valore dell’asset del 95%. Adesso si contano 250 milioni di dollari di perdite, con investitori, associazioni di consumatori e Ong pronte a denunciare il capo di Stato per associazione per delinquere, frode, truffa e violazioni dei doveri di pubblico ufficiale.
In questo articolo:
- Cos’è e a che serve Libra, la crypto argentina
- Chi c’è dietro la meme coin dello scandalo
- La reazione di Milei e la proposta di Kelsier
Cos’è e a che serve Libra, la crypto argentina
Creata il 14 febbraio 2025, Libra (il simbolo è $LIBRA) è una sorta di meme coin a scopo politico costruita sulla blockchain di Solana come parte integrante del progetto Viva la libertad, una piattaforma (il dominio del sito è stato registrato il giorno prima del lancio) che ambisce a “dare impulso all’economia argentina finanziando piccoli progetti e imprese locali, sostenendo coloro che cercano di far crescere le loro aziende e di contribuire allo sviluppo del Paese”. Viva la libertad si rivolge a piccole e medie imprese, startup, incubatori di talenti ed iniziative educative. “Ogni argentino con un’idea o un progetto può richiedere un finanziamento”, si legge sul portale.
Nome già usato dalla criptovaluta di Meta, scelto in questo caso “in onore delle idee libertarie di Javier Milei”, Libra si presenta come la crypto “progettata per rafforzare l’economia argentina dalle fondamenta, sostenendo l’imprenditorialità e l’innovazione”. Della sua tokenomics si sa poco e nulla, se non che la distribuzione dei token è destinata al 50% per la “crescita dell’Argentina”, al 30% per la liquidità e al 20% come riserva. Non si conoscono ulteriori dettagli sul progetto complessivo e sulla criptovaluta. Nel giro di poche ore dal tweet cancellato da Milei, Libra ha perso tutto il suo valore, generando però profitti enormi, pari a 286 milioni di dollari, per i pochi insider (i nove wallet fondatori collegati con il lancio) che hanno acquistato il token quando valeva zero per rivenderlo a prezzi record, prima che il suo valore crollasse.
Chi c’è dietro la meme coin dello scandalo
La piattaforma Viva la libertad è stata sviluppata da Kip Protocol, una società panamense attiva dal 2019 nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei dati. Il protocollo Kip è alla base di infrastrutture e pipeline mission-critical per gli sviluppatori di applicazioni AI che devono distribuire, connettere e monetizzare risorse di intelligenza artificiale nel Web3. L’amministratore delegato della compagnia è il singaporese Julian Peh, imprenditore con un’esperienza ventennale nel settore tecnologico. La responsabile delle tecnologie AI è Jennifer Dodgson, già fondatrice di Daobi e Ceo di Eigenform.
A gestire materialmente il lancio di Libra è stata Kelsier Ventures, una società che supporta progetti Web3 dall’ideazione al debutto sul mercato, guidata dall’amministratore delegato statunitense Hayden Mark Davis, sul cui conto non si conosce granché. Altre due persone legate a Libra sarebbero gli argentini Mauricio Novelli e Manuel Terrones Godoy, gli organizzatori del Tech Forum di Buenos Aires. Scoppiato lo scandalo, il governo argentino ha diffuso un comunicato ufficiale nel quale ha cercato di chiarire la vicenda, prendendo le distanze dagli sviluppatori. La nota, tuttavia, è stata smentita da Kip Protocol: la società ha negato qualsiasi tipo di coinvolgimento e soprattutto che Peh abbia mai incontrato Milei in diverse riunioni per discutere di progetti e tecnologie blockchain per lanciare token e finanziare iniziative private.
La reazione di Milei e la proposta di Kelsier
Schiacciato da quello che in patria è chiamato l’escándalo cripto, il premier argentino ha definito Libra “un progetto di iniziativa privata con il quale ovviamente non ho alcuna connessione”. Dopo aver detto di non essere realmente consapevole di come funzionasse l’operazione e di aver cancellato il post di supporto per questo motivo, Milei ha dichiarato in un’intervista al canale Todo Noticias che tutti gli investitori che hanno partecipato alla compravendita della crypto “lo hanno fatto volontariamente”. “Se vai al casinò e perdi soldi, qual è il reclamo se sapevi che aveva queste caratteristiche? È un problema tra privati, qui lo Stato non ha alcun tipo di responsabilità”, ha aggiunto.
Milei ha annunciato la creazione di una task force che avrà il compito di individuare i veri responsabili del lancio di Libra. Kelsier Ventures e Kip Protocol hanno invece raggiunto un accordo per trovare una soluzione al problema. I $SOL (i token Solana) raccolti verranno reimmessi sul mercato e nel pool di liquidità. Le commissioni derivanti dal lancio saranno destinate ad una fondazione argentina, che sarà creata ex novo e lavorerà come da progetto a sostegno dell’economia nazionale. Non ci sono riferimenti in merito ad eventuali risarcimenti per chi ha perso i fondi investiti nell’acquisto del token. Nel frattempo, il sito Bubblemaps ha rivelato che ci sarebbe un legame tra chi ha lanciato Libra e il team dietro Official Melania Meme, la seconda meme coin della famiglia Trump.
Durante un’intervista concessa al cryptocurrency journalist Coffeezilla, Hayden Davies ha confermato il suo coinvolgimento nel lancio di $MELANIA e di altre meme coin come In Memes We Trust ($TRUST) e Robinhood ($HOOD). Non solo: in un post su X, Davies si è presentato come “consulente” di Milei, ha accusato il presidente argentino e i suoi collaboratori di aver “ritirato il loro sostegno” al progetto “nonostante gli impegni precedenti” (secondo l’analista statunitense Nick O’Neill il premier lavorava da settimane al lancio) e ha promesso di raccogliere tutti i dollari possibili per “reiniettarli” in Libra.
La ricerca della verità su quanto accaduto è ora affidata all’Uti (Unidad de tareas de investigación), un nuovo dipartimento chiamato a investigare su quella che CoinDesk ha definito “la più grande e rapida distruzione di ricchezza nella storia del mercato”. Non solo: l’ex procuratore federale Tim Treanor sta preparando una class action per frode e manipolazione di mercato da presentare a New York, mentre il procuratore Eduardo Taiano e la giudice federale Sandra Arroyo Salgado stanno indagando sul patrimonio di Milei e dei suoi più stretti assistenti. Nel frattempo, su ordine delle Corti distrettuali degli Stati Uniti, Circle ha congelato 57 milioni di dollari legati al lancio di Libra su rete Solana.









