Lira turca: la Banca Centrale interviene sul mercato monetario dopo 7 anni
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Lira turca: la Banca Centrale interviene sul mercato monetario dopo 7 anni

Lira turca: la Banca Centrale interviene sul mercato monetario dopo 7 anni

La Central Bank of Turkey fa sempre molto parlare di sé. Nelle ultime ore è intervenuta per la prima volta da 7 anni direttamente nel mercato monetario per frenare la debolezza della Lira, che ancora una volta ha aggiornato il livello storico più basso rispetto al Dollaro statunitense.

L’istituto guidato da Sahap Kavcioglu ha venduto valute estere in quantità massicce, a partire dal biglietto verde, senza tuttavia fornire cifre specifiche. Le stime da parte di operatori inside alla questione riportano un movimento di denaro che si aggira intorno a 1 miliardo di dollari. Da quel momento la divisa turca ha recuperato terreno salendo fino all’8,5% sul Dollaro, ma poi si è eclissata nuovamente tornando al punto di partenza.

 

Lira turca: sostegno della Banca Centrale inutile?

Il comportamento della Banca Centrale ha comunque un significato molto importante, al di là delle reazioni sul mercato valutario. Esprime in buona sostanza grande preoccupazione per l’andamento della Lira e pone interrogativi inquietanti, ovvero fino a quando l’istituto centrale, ispirato dal Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, potrà continuare ostinatamente a sostenere una politica monetaria così espansiva.

Da quando la Banca di Turchia ha iniziato a tagliare il costo del denaro a settembre, la valuta domestica è crollata di oltre il 30% e l’inflazione è salita alle stelle. La fuga di capitali che ne è conseguita ha fatto precipitare il Paese in una crisi da cui diventa sempre più difficile uscirne, ancor più fino a quando Erdogan continuerà a sostenere le proprie teorie sull’inflazione.

Il Premier turco da sempre è convinto che tassi alti comportano un costo di finanziamento più elevato per le imprese che poi viene trasferito sui beni di consumo. Questa tesi è smentita da tutti i banchieri centrali dal mondo, ma soprattutto dalla realtà dei fatti che dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che i prezzi nel Paese stanno andando fuori controllo.

Adesso la mossa di sostenere la moneta attingendo alle riserve valutarie potrà servire per tamponare la situazione, ma non potrà essere fatta con regolarità in quanto come sostiene Piotr Matys, analista di InTouch Capital, la Turchia non ha risorse sufficiente per vendere ogni volta quantità importanti di dollari. Attualmente la Banca Centrale ha 129 miliardi di dollari di riserve lorde, ma che si riducono fino a scendere in territorio negativo se si tolgono gli swaps e le riserve obbligatorie.

Alla fine questi interventi rischiano di rivelarsi controproducenti, perché fanno aumentare la frustrazione e il senso di impotenza di fronte a un fenomeno che forse richiederebbe altre vie per essere affrontato. L’ultima volta che la Banca di Turchia aveva fatto irruzione nel mercato monetario vendendo dollari non è un precedente molto confortante. All’epoca furono ceduti 3,1 miliardi di dollari ma la Lira non riuscì a stabilizzarsi, al punto che meno di una settimana dopo l’istituto centrale fu costretto a riunirsi d’emergenza per alzare il costo del denaro dal 5% al 10%.

 

Tayyip Erdogan: i tassi saranno abbassati fino al 2023

Le prospettive ora sono tutt’altro che rassicuranti, perché Erdogan giusto ieri ha dichiarato che i tassi d’interesse continueranno a essere abbassati fino alle elezioni del 2023. Stando alle sue parole, la Turchia sarà meno dipendente dai capitali esteri in questo modo e la sua economia prospererà sulla base della produzione interna e dell’export.

Lo sviluppo economico sarà sostenuto da un denaro meno caro che contribuirà a creare posti di lavoro e a dare spinta alle imprese. Alla fine secondo Erdogan l’inflazione si stabilizzerà e nel lungo termine passerà dal 20% attuale al 5%, obiettivo ufficiale del Paese. Alla luce di quanto sta succedendo nei mercati valutari non si può certo dire che gli investitori siano rimasti convinti dalle sue parole.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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