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Lo yen ai massimi di due settimane sul dollaro USA, ecco perché

Lo yen sale al massimo di due settimane sul dollaro USA, ecco perché

Lo yen si è rafforzato nei confronti del dollaro USA, raggiungendo il massimo di due settimane. Il cambio USD/JPY oggi è arrivato a quotare 150,81 da 151,33 dell’ultima chiusura sui mercati valutari. Gli acquisti sulla valuta giapponese sono seguiti all’intervista rilasciata dal governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, il quale ha ventilato l’ipotesi di un altro aumento dei tassi di interesse oltre quello effettuato durante l’ultima riunione del 19 marzo.

Ueda ha affermato che l’aumento dei salari potrebbe incidere sull’inflazione nel periodo che va dall’estate all’autunno, il che ha fatto aumentare le speculazioni del mercato che la BoJ possa intervenire per stringere ancora sul costo del denaro. A partire dal 2 aprile i lavoratori hanno ottenuto aumenti salariali in media del 5,24% come risultato delle contrattazioni sindacali, i più ampi degli ultimi 30 anni. Ciò significa che l’obiettivo della Banca centrale giapponese di raggiungere un livello dei prezzi al consumo in crescita stabile è più vicino.

Il governatore della Bank of Japan ha inoltre ribadito che l’istituto da lui guidato reagirà ai movimenti dello yen qualora dovessero condizionare “il circolo virtuoso dei salari e la crescita dei prezzi” considerato che i tassi di cambio rappresentano un fattore importante in grado di influenzare l’inflazione e l’economia. A ulteriore supporto allo yen Ueda ha resto noto che la BoJ ha terminato il programma di allentamento monetario su larga scala.

 

Yen: il governo pronto a intervenire per contrastarne la debolezza

La moneta giapponese ha preso forza anche dall’ennesimo avvertimento verbale del ministro delle Finanze Shunichi Suzuki. L’esponente del governo nipponico ha ribadito che le autorità sono determinate a agire in modo appropriato per arginare brusche discese dello yen. “È importante che i tassi di cambio si muovano in modo stabile, riflettendo i fondamentali. Un’eccessiva volatilità non è auspicabile” ha dichiarato.

La scorsa settimana, il cambio USD/JPY si era spinto fino alle soglie dei 152 per dollaro, minimo degli ultimi 34 anni ma soprattutto livello considerato cruciale perché il governo intervenga direttamente sui mercati valutari acquistando massicciamente la valuta domestica. Le ultime mosse in tale direzione sono state effettuate a settembre e ottobre del 2022, con una potenza di fuoco di oltre 9.000 miliardi di yen. Alla lunga la presa di posizione non ha sortito gli effetti sperati, perché lo yen ha continuato a indebolirsi sul dollaro USA a causa della divergente politica monetaria della BoJ rispetto a quella della Federal Reserve. La Banca centrale del Sol Levante ha attuato per decenni una politica monetaria ultra-accomodante per combattere la deflazione, una delle piaghe che hanno condizionato l’economia del Paese. La Fed viceversa ha inanellato una serie di aumenti dei tassi di interesse a partire da marzo 2022 per tentare di abbattere l’inflazione più aggressiva degli ultimi quattro decenni. L’esecutivo giapponese però è tornato alla carica nonostante l’insuccesso della sua precedente sortita, tenendosi pronto a “compiere passi decisivi contro i movimenti speculativi dello yen”, ha dichiarato Suzuki.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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