M&A: Italia in controtendenza grazie a Opa Blackstone su Atlantia - Borsa&Finanza

M&A: Italia in controtendenza grazie a Opa Blackstone su Atlantia

Un manager

Il 2022 si conferma anno difficile da qualsiasi parte lo si guardi. Anche il mercato dell’M&A, dopo diciotto mesi di crescita ininterrotta, ha dovuto ammainare le vele di fronte ai venti contrari. L’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio, l’aumento dell’inflazione, la crescita dei prezzi delle materie prime soprattutto energetiche, gli squilibri sul mercato delle valute e i tassi in crescita sui finanziamenti hanno spento sul nascere l’ottimismo con cui il 2022 era iniziato. Tra le poche note positive l’Italia che è riuscita, nei primi nove mesi dell’anno, a difendere i livelli raggiunti nello stesso periodo dell’anno precedente.

 

I numeri dell’M&A 2022

I numeri contenuti nel PwC M&A Trends Italia & Mondo mostrano un calo nei volumi di operazioni annunciate del 18% nei primi nove mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2021. Ancora peggio è andata la misurazione sul controvalore delle operazioni che, nel complesso, si è attestato a 2.500 miliardi di dollari (-36%). Dunque meno operazioni e di dimensioni più piccole, come mostra il dato sui megadeal (valore superiore al miliardo di dollari) e gigadeal (valore superiore ai 5 miliardi di dollari), in calo rispettivamente a 395 da 692 e a 55 da 112, praticamente dimezzate in entrambi i casi.

Il maggior numero di deal ha riguardato il comparto Tmt (telecomunicazioni, media e tecnologie) trainato dai megadeal Activision/Microsoft e VMware/Broadcom.
Male anche il private equity che a livello mondiale ha registrato una contrazione del suo peso nell’ambito dell’M&A (41% del valore totale contro 44% nei primi tre trimestri del 2021 su volumi praticamente invariati, al 38% contro il 39%). Per Emanuela Pettenò, deals market leader e consumer markets leadeer di PwC Italia non è però solo una questione di venti contrari. Il benchmark di confronto, il 2021, è stato un anno record sul fronte dell’M&A grazie alla ripresa post-pandemica.

 

Italia in controtendenza grazie ad Atlantia

Il mercato dell’M&A in Italia, a differenza di quanto accaduto nel resto del mondo, ha tenuto nei primi nove mesi dell’anno le posizioni raggiunte nello stesso periodo del 2021. Sono state infatti 1.059 le operazioni concluse nel Belpaese contro 1.049 nel 2021. Risulta invece in aumento il valore dei deal, più che raddoppiato a 87,8 miliardi di dollari da 41,7 nei primi nove mesi dello scorso anno. Merito soprattutto del mega accordo Blackstone/Atlantia. Escludendo l’Opa di Blackstone il controvalore delle operazioni di fusione e acquisizione eseguite in italiana mostra una contrazione del 14%. Tra gli altri accordi rilevanti che hanno interessato il mercato italiano sono da ricordare IRCA/Advent, Yoox/Farfetch, Autogrill/Dufry, DOC Generici/TPG, Biofarma/Ardian, Facile/Silver Lake, Inwit/Ardian e Centrotec/Ariston.
Ma l’Italia è andata in controtendenza rispetto al resto del mondo anche per quanto riguarda gli accordi annunciati da investitori finanziari e gli accordi cross border. I primi sono tati 395, il 37% sul totale, con una crescita del 3,9% rispetto ai primi tre trimestri del 2021. I secondi sono ammontati a 450 dai 421 dei primi nove mesi dell’anno. Il dato globale si mostra invece allineato per entrambe le categorie rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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