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Mar Rosso: per Bankitalia c’è un serio rischio di shock dei prezzi

Mar Rosso: per Bankitalia c'è un serio rischio di shock dei prezzi

Le tensioni nel Mar Rosso rischiano di riaccendere pericolosi focolai inflazionistici. L’allarme è stato lanciato dal direttore della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini in un intervento alla Vienna University of Economics and Business. L’alto funzionario di Bankitalia ha parlato di tensioni mondiali in alcune aree strategiche che potrebbero portare a nuovi shock dei prezzi. I quali arriverebbero in un momento in cui non è chiaro quanto la politica monetaria restrittiva attuata dalla Banca centrale europea abbia avuto effetto sull’economia.

Contestualmente, il Bollettino economico di Bankitalia ha avvertito che le catene di produzione italiane sono a forte rischio, dal momento che sulle navi mercantili sottoposte nel Mar Rosso agli attacchi degli Houthi transita il 16% delle merci importate dall’Italia. Ciò implica che, se la situazione attuale dovesse protrarsi durante i primi mesi del 2024, i tempi di consegna si allungherebbero con conseguente aumento dei costi di trasporto.

Il monito di Bankitalia si accompagna a quello del presidente di Assolombardia, Alessandro Spada, che al convegno ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) a Milano, ha riportato che dal 2020 a oggi il costo dei container è salito del 350% per via delle tensioni nel canale di Suez. “Il 2024 non si è aperto  con i presupposti migliori. Gli attacchi nel Mar Rosso hanno messo a repentaglio la sicurezza dei traffici commerciali marittimi e hanno riesumato lo spettro della pressione sui prezzi” ha sottolineato Spada, il quale ha aggiunto che il Canale di Suez rappresenta il 40% del traffico commerciale per un valore di 150 miliardi di dollari.

 

Mar Rosso: cosa farà la BCE contro il rischio prezzi?

Un possibile shock dei prezzi in eurozona smorza le aspettative che la Banca centrale europea attui una svolta accomodante di politica monetaria tagliando i tassi di interesse in maniera aggressiva. Domani ci sarà la riunione del Comitato direttivo della BCE da cui non dovrebbero emergere novità rilevanti. L’attenzione sarà rivolta soprattutto alle parole che la governatrice Christine Lagarde pronuncerà  nella conferenza stampa che seguirà la riunione.

Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo, è convinto che l’Eurotower non ridurrà i tassi prima di giugno/luglio e non oltre tre volte quest’anno, a fronte di un mercato che si aspetta fino a sei tagli. Alla BCE “dovranno essere sicuri che la battaglia contro l’inflazione sarà vinta. Forse con un altro presidente avremmo potuto avere ribassi più repentini, ma chi decide è il direttivo di Francoforte” ha detto De Felice nel corso di un convegno ISPI. “Nonostante ci sia già oggi spazio per ridurre i tassi, credo che le attese dei mercati di sei ribassi nel 2024 da parte della BCE per chiudere l’anno con un tasso pivot sotto di 150 punti base, verranno deluse”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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