Materie prime: Goldman Sachs declassa il rame e punta sull’oro

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Goldman Sachs taglia le previsioni del rame e rilancia le stime dell’oro. Gli analisti della banca d’affari americana hanno aggiornato in una nota le loro proiezioni per il prossimo anno sulle materie prime, alla luce degli eventi più recentemente accaduti e alle prospettive a livello economico e geopolitico per i prossimi mesi. “La domanda cinese più debole del previsto, così come i rischi al ribasso per le prospettive economiche future della Cina, ci portano a una visione tattica più selettiva e meno costruttiva sulle materie prime” ha detto la banca.

Rame: pesa il calo della domanda cinese

Il rame soffrirà la ripresa economica sempre più deludente della Cina, hanno affermato gli analisti di Goldman Sachs. La seconda più grande economia del mondo non è riuscita a rilanciarsi dopo il terribile periodo pandemico che ha comportato chiusure e blocchi delle attività. Il rimbalzo non è stato poderoso come ci si aspettava e l’obiettivo di una crescita del PIL del 5% alla fine di quest’anno sembra un miraggio secondo molti osservatori di mercato. La domanda cinese è molto importante per il rame, un metallo strettamente legato all’andamento dell’economia globale. La Cina è uno dei più grandi consumatori a livello mondiale. Ora però le scorte si stanno accumulando, con una persistente recessione immobiliare e la contrazione delle esportazioni e del settore manifatturiero.

Nel mese di maggio il rame aveva raggiunto un valore di quasi 11.000 dollari la tonnellata alla Borsa di Londra, poiché il deficit di offerta dovuto agli scarsi investimenti in nuove miniere alimentava il prezzo. Da allora però il rame ha invertito la marcia e viaggia attualmente poco oltre i 9.000 dollari. Goldman Sachs stima che per il prossimo anno le quotazioni arriveranno a 10.100 dollari, quasi 5.000 dollari in meno rispetto a una precedente previsione. Inoltre, la proiezione di 12.000 dollari per il 2024 che la banca aveva indicato in precedenza, sarà posticipata a dopo il 2025.

 

Oro: in arrivo nuovi record

Goldman Sachs nutre piena fiducia sulla possibilità che l’oro segni nuovi record. Il metallo giallo potrebbe toccare quota 2.700 dollari l’oncia per l’inizio del 2025, sottolineano gli analisti, grazie “ai flussi da parte degli operatori monetari occidentali, al taglio dei tassi della Federal Reserve e alla domanda delle Banche centrali”. L’oro naviga attualmente intorno a 2.530 dollari l’oncia, poco distante dal top di sempre del mese scorso a 2.570 dollari.

Quest’anno la materia prima ha sovraperformato i mercati azionari, resistendo sia alla forza del dollaro che ai tassi mantenuti ostinatamente alti dalla Banca centrale americana. Di norma, infatti, il metallo prezioso si indebolisce quando il biglietto verde sale, dal momento che è quotato in dollari e gli investitori non americani devono spendere di più per acquistare lingotti. Inoltre, l’oro non è un’attività redditizia e solitamente soffre gli alti rendimenti degli altri asset. Tuttavia nel 2024 è emersa la sua funzione di bene rifugio a fronte delle molteplici incertezze di natura economica e geopolitica. “L’oro rimane la nostra copertura preferita contro i rischi geopolitici e finanziari” ha affermato Goldman Sachs.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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