Mercati azionari: ecco perché sono in arrivo pesanti ribassi - Borsa e Finanza

Mercati azionari: ecco perché sono in arrivo pesanti ribassi

Mercati azionari: ecco perché sono in arrivo pesanti ribassi

Le vendite che si stanno vedendo sui mercati azionari in questi giorni stanno generando angosce tra gli investitori e gli osservatori di mercato. Dopo la riunione della Federal Reserve del 3-4 maggio, vi era stata l’illusione generale che la Banca Centrale statunitense potesse essere più accomodante. Il messaggio del Governatore Jerome Powell di non alzare i tassi a giugno di tre quarti di punto e di prevedere un atterraggio morbido aveva a caldo scatenato l’euforia sui mercati, che avevano ritrovato la propensione al rischio smarrita in un 2022 all’insegna della tensione e dell’incertezza.

A bocce ferme però tutto è stato riconsiderato in maniera diversa, percependo che difatti la Fed non abbia alcuna intenzione di essere meno aggressiva nei confronti di un’inflazione che si sta rivelando quasi un mostro invincibile. Le aspettative del resto sono per una sfilza di aumenti dei tassi d’interesse in questo 2022 che non sono di certo un toccasana per i titoli rischiosi.

 

Mercati azionari: ecco perché ancora non hanno toccato il fondo

La domanda che a questo punto molti si pongono è se i ribassi continueranno e fino a quando. Brunello Rosa, Amministratore Delegato della società di consulenza Rosa & Roubini, fondata insieme al noto grande economista Nouriel Roubini, prevede che i mercati azionari saranno destinati a più ampi ribassi nei prossimi mesi, per il semplice fatto che le Banche centrali di tutto il mondo inaspriranno la loro politica monetaria in versione antinflazionistica. A questo si accompagneranno cattive notizie sul fronte macroeconomico, al punto che giunge il momento di rivalutare i fondamentali economici in tutto il mondo per quel che riguarda la crescita.

Rosa sostiene come sia difficile essere ottimisti in un contesto in cui l’inflazione sale, la crescita cala e i tassi d’interesse crescono in ogni parte del pianeta. A giudizio dell’economista, gli investitori hanno avuto un difetto di percezione del messaggio lanciato da Powell mercoledì scorso in conferenza stampa. È vero che non verranno alzati i tassi dello 0,75% a giugno come molti temevano, ma questo significa che nei prossimi mesi potremmo vedere diverse strette da 50 punti base.

Rosa ritiene che l’unica Banca Centrale più a contatto con la realtà è la Banca d’Inghilterra, che ha avvertito del rischio di recessione a cui può andare incontro il Paese. In USA e in Europa invece non ci si rende conto che ci sarà una qualche forma di contrazione dell’attività economica. Infine, l’economista si aspetta una durata della guerra Russia-Ucraina maggiore di quanto pensano i mercati, il che si aggiunge ad alcune problematiche serie come i vincoli alla catena di approvvigionamento, l’inflazione fuori controllo e l’aumento dei tassi d’interesse.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Post correlati

TerraUSD: venduti 85.000 Bitcoin per cercare di salvarla dal collasso

Vodafone: balza l’utile netto, azioni pronte a volare?

Azioni value: ecco come hanno preso il sopravvento sui titoli growth

DiaSorin: analisti apprezzano accordo con Brahms, cosa fare con azioni?

Junk bond Asia: in 18 mesi bruciati 100 miliardi bruciati, ecco perché

Lascia un commento