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Mercati privati: 6 trend forti per il 2024 in uno scenario più difficile

Nell'immagine, una mano tiene una lente puntata sullo skyline di New York

Il segmento dei mercati privati continua ad attirare l’interesse degli investitori anche nel 2024, pur in uno scenario più complesso. I tassi di interesse elevati e il rallentamento economico rappresentano un contesto meno favorevole ma infrastrutture, immobiliare, private equity e private debt continuano a offrire rendimenti interessanti e diversificazione dei portafogli di investimento. Natixis IM ha evidenziato in una ricerca svolta tra ottobre e novembre 2023 su 500 investitori istituzionali di 27 diversi Paesi i 6 trend più importanti che permettono ai mercati privati di rimanere centrali nei loro investimenti. I sei trend sono:

 

  1. Cambiamento del portafoglio 60/40;
  2. Vincoli nei canali di finanziamento tradizionali;
  3. Nuove opportunità sul mercato secondario;
  4. Le nuove opportunità nel settore tecnologico;
  5. Gli investimenti sostenibili;
  6. Il processo di democratizzazione.

 

Mercati privati sempre meno alternativi

I primi due trend evidenziati dalla ricerca di Natixis IM sono legati a cambiamenti nell’ambito della finanza “tradizionale”. Il portafoglio più classico, quello che prevede l’investimento del 40% del capitale in obbligazioni e del 60% in azioni, è tornato in auge con l’aumento dei rendimenti dei bond dopo gli anni dei tassi a zero. Tuttavia la sua struttura è cambiata come è emerso dal sondaggio. Il 65% degli investitori istituzionali interpellati ha dichiarato di preferire un’allocazione 60/20/20, in grado di fornire, allo stesso tempo, più rendimento e più diversificazione.

Oggi, secondo quanto riportato da Natixis, gli investimenti in asset privati rappresentano l’83% di tutte le allocazioni alternative nei portafogli istituzionali, tra cui private equity (29%), private credit (17%), infrastrutture (14%) e real estate (23%). Qui di seguito le intenzioni dichiarate dagli investitori istituzionali per il futuro:

 

  • 44% manterrà e 39% aumenterà l’allocazione al private equity;
  • 43% manterrà e 45% aumenterà l’allocazione al private debt;
  • 50% manterrà e 40% aumenterà l’allocazione in infrastrutture;
  • 50% manterrà e 29% aumenterà l’allocazione al real estate.

 

A favorire i mercati privati, in particolare quelli del credito, è anche la riduzione delle modalità tradizionali di finanziamento. Le banche sono diventate più conservative nelle erogazioni e i prestatori privati stanno riempiendo lo spazio lasciato libero. Gli istituzionali ne stanno prendendo atto e due terzi (66%) ritengono che nel 2024 sarà emesso più debito privato per soddisfare la crescente domanda dei mutuatari. Soprattutto nel settore immobiliare commerciale si prevede che il valore del debito privato crescerà fino a 2.800 miliardi di dollari entro il 2028, quasi il doppio del totale del 2022. Gli investitori istituzionali prevedono inoltre che il boom del private lending si tradurrà in un’opportunità di investimento nel 2024 e il 64% è ottimista, con 45 intervistati su 100 che hanno dichiarato l’intenzione di aumentare le allocazioni di private debt più di qualsiasi altro investimento alternativo.

 

Le 3 opportunità migliori

Mercato secondario, intelligenza artificiale e investimenti sostenibili rappresentano le tre migliori fonti di opportunità secondo gli investitori istituzionali.
Le buone aspettative per il mercato secondario sono una conseguenza del successo degli investimenti effettuati negli anni passati sul mercato primario. Con oltre 11.000 miliardi di dollari investiti nei private asset il 59% degli investitori istituzionali afferma che la maggiore popolarità del private equity sta rendendo difficile la ricerca di opportunità. Tuttavia il 60% degli interpellati è ancora ottimista e ritiene vi sia ancora un differenziale significativo nei ritorni tra mercati privati e mercati pubblici. Allo stesso tempo molti stanno raggiungendo i limiti delle proprie allocazioni in investimenti privati. Di conseguenza, cercheranno di vendere alcune delle proprie partecipazioni, creando opportunità sul mercato secondario.

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, secondo quanto emerso dalla ricerca di Natixis il 66% degli investitori afferma che si tratta di una nuova corsa allo spazio rendendo l’informatica il settore più scelto per gli investimenti. Tuttavia, considerato il numero limitato di opportunità (le transazioni si sono dimezzate nel 2023 rispetto al 2022, la ricerca di occasioni si allargherà ai settori vicini. “Ad esempio – riporta il documento di Natixis – la domanda di data center è cresciuta enormemente nell’ultimo decennio e il 52% degli investitori istituzionali identifica i data center come la migliore opportunità nel settore immobiliare non tradizionale. Altre opportunità collegate alla tecnologia vengono identificate nel 5G, nei trasporti elettrici, nelle reti elettriche e in altri progetti che sfruttano le nuove tecnologie per migliorare l’efficienza, nonché nell’healthcare.

L’opportunità più rilevante è però legata agli investimenti sostenibili. L’87% del campione esaminato da Natixis dichiara di voler aumentare (43%) o confermare (43%) i suoi investimenti in questo ambito. Per il 35% dei partecipanti alla ricerca gli investimenti sostenibili rappresentano la più grande opportunità nei mercati privati per il 2024. Tra le ragioni di questa convinzione c’è l’aumento dei finanziamenti governativi a sostegno della transizione energetica, passati da 526 miliardi di dollari nel 2018 a 1700 nel 2023.

 

La democratizzazione dei mercati privati

Negli ultimi anni, gli investimenti privati si stanno democratizzando, diventando più accessibili agli investitori individuali. Le società di gestione patrimoniale stanno rispondendo a questa crescente domanda offrendo una maggiore varietà di strategie di asset privati. Questo trend riflette la crescente consapevolezza tra gli investitori dell’importanza della diversificazione attraverso classi di attivi alternative. Il 34% degli investitori è interessato alle opportunità di investimento privato, classificandole come il servizio più richiesto al proprio consulente finanziario.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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