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Mps, ok all’aumento di capitale ma futuro tutto da disegnare

Il Palazzo di Rocca Salimbeni, sede storica di Mps

Tutto è pronto per l’aumento di capitale (l’ennesimo) di Banca Mps, che prenderà il via il prossimo 17 ottobre per concludersi il 3 novembre. Ne ha dato comunicazione il gruppo di Rocca Salimbeni con una nota diffusa prima dell’apertura dei mercati finanziari. L’operazione, da 2,5 miliardi di euro è stata approvata dal Consiglio di amministrazione della società e ha ricevuto l’approvazione della BCE. Con una comunicazione quasi contemporanea all’annuncio, inoltre, Banca Monte dei Paschi ha rinviato il Cda per l’approvazione della trimestrale al 10 novembre 2022.

 

Lo Stato ci mette 1,6 miliardi

A partecipare all’aumento di capitale di Banca Mps sarà soprattutto il Ministero dell’Economia e delle Finanze con un apporto (ne possiede il 64,23%) di poco superiore a 1,6 miliardi di euro. La parte restante dell’aumento di capitale è stata garantita da un consorzio di otto banche per 807 milioni di euro e da Algebris in qualità di garante per 50 milioni di euro con 37 milioni di euro sottoscritti da terze parti. Nel comunicato la banca sottolinea che alcuni investitori “hanno assunto nei confronti dei garanti impegni relativi alla sottoscrizione di nuove azioni per un importo complessivo massimo per oltre il 50% della quota riservata agli azionisti diversi dal Ministero dell’economia”. In undici anni sono 22 i miliardi di euro che il Monte dei Paschi ha assorbito per non crollare.

Il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni, offerte in opzione agli azionisti esistenti in un rapporto di 374 nuove azioni ogni 3 possedute, è pari a 2 euro, con uno sconto del 7,79% sul prezzo teorico ex-diritto (Terp. I diritti di opzione potranno essere negoziati fino al 25 ottobre.

 

Il futuro del Monte dei Paschi

Una volta assicurato l’aumento di capitale, necessario alla banca più antica del mondo ancora in esercizio per non rischiare l’estinzione, il futuro di Banca Mps sarà ancora tutto da scrivere. E la penna per disegnarlo sarà nelle mani del nuovo governo guidato dalla maggioranza di centro-destra con primo ministro Giorgia Meloni (l’incarico deve essere ancora assegnato dal Presidente della Repubblica). L’idea di creare un terzo polo bancario a trazione pubblica si scontra contro le regole dell’Unione europea ma il progetto non sarà abbandonato dal nuovo governo che potrebbe cercare di favorire la costruzione di un nocciolo italiano forte attorno all’istituto di Rocca Salimbeni. Anche la partita delle nomine, con il rinnovo del Cda di Montepaschi previsto tra circa sette mesi, potrebbe dare al governo l’occasione per giocare la sua partita.

 

La partita di Anima e Axa in Mps

Della partita sono anche Anima e Axa, che con Banca Monte Paschi hanno accordi di lungo corso nella distribuzione di prodotti finanziari. Proprio la revisione di tali accordi con l’obiettivo di spuntare condizioni di maggiore favore è stata al centro di discussioni nelle settimane febbrili che hanno portato all’approvazione dell’aumento di capitale. In particolare, Axa ha in vigore un accordo per la distribuzione di polizze assicurative fino al 2027 mentre Anima sui prodotti del risparmio gestito, con scadenza al 2030. La quota di partecipazione all’aumento da parte di Anima e di Axa, che dovranno convocare un Cda per prendere la decisione finale, viene ipotizzata dagli analisti tra i 100 e 150 milioni di euro.

 

Obbligazioni e azioni Mps, come hanno reagito

L’approvazione dell’aumento di capitale era una notizia attesa dal mercato che mostra comunque di averne apprezzato l’arrivo. A Piazza Affari le azioni raggruppate del Gruppo Montepaschi si muovono al rialzo di oltre un punto e mezzo percentuale mentre il rendimento dei bond subordinati scende con vigore. Sulla piattaforma Tradeweb il ritorno sulle obbligazioni in scadenza a 22 gennaio 2030 si attesta poco sopra il 26% dopo l’annuncio, in calo dal 42% precedente, quello dei bond in scadenza il 30 settembre 2030 è scende poco sotto il 23% dal 34,8% circa della chiusura precedente.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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