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Morgan Stanley: trimestrale oltre le attese ma azioni scendono a Wall Street

Morgan Stanley: trimestrale oltre le attese, ma le azioni scendono a Wall Street

Anche Morgan Stanley si unisce alla cordata delle grandi banche americane che hanno battuto le stime nei conti trimestrali. Le azioni a Wall Street però scendono del 3% nelle prime battute dopo l’apertura. L’istituto finanziario con sede a New York ha mostrato una forza straordinaria nella sua attività di punta, ossia la gestione patrimoniale e gli investimenti. Il business ha compensato i risultati negativi dell’investment banking e del trading.

“Gli investimenti che abbiamo fatto nella nostra attività di gestione patrimoniale continuano a dare i loro frutti poiché abbiamo aggiunto 110 miliardi di dollari di nuovi asset netti in questo trimestre”, ha detto James Gorman, amministratore delegato di Morgan Stanley nel comunicato sugli utili. “I ricavi azionari e obbligazionari sono stati forti, sebbene l’attività di investment banking abbia continuato a essere limitata”, ha aggiunto.

L’amministratore delegato della banca ha sottolineato come il settore bancario mostri una certa solidità, nonostante le turbolenze che ci sono state nell’ultimo mese e mezzo. “Dal mio punto di vista, non siamo in una crisi bancaria, ma abbiamo avuto e potremmo ancora avere una crisi in alcune banche. Considero la condizione non lontanamente paragonabile al 2008”, ha affermato.

 

Morgan Stanley: i dati trimestrali nel dettaglio

La big bank americana ha registrato nel primo trimestre profitti per 2,98 miliardi di dollari, in calo del 19% su base annua. Gli EPS sono risultati di 1,70 dollari, oltre le attese a 1,62 degli analisti di Refinitiv. I ricavi complessivi sono arrivati a 14,52 miliardi di dollari, in diminuzione del 2% anno su anno. Buona parte delle entrate sono derivate dalla gestione patrimoniale, che avuto introiti per 6,56 miliardi di dollari, in aumento dell’11% rispetto all’anno precedente e in linea con le stime del consensus.

Sono andati male i ricavi dell’investment banking, che hanno subito un crollo del 24% a 1,25 miliardi di dollari, per effetto di un notevole calo delle operazioni di fusioni e acquisizioni, nonché delle quotazioni in Borsa delle aziende. Tuttavia, i risultati hanno superato la stima di 1,2 miliardi di dollari.

Anche le entrate derivanti dal trading sono diminuite, per effetto delle turbolenze di mercato, sebbene abbiano superato le aspettative. Il trading su reddito fisso ha prodotto ricavi per 2,58 miliardi di dollari, contro stime di 2,33 miliardi mentre i ricavi sul trading azionario sono arrivati a 2,73 miliardi di dollari, oltre i 2,65 miliardi attesi. Per quel che riguarda la gestione degli investimenti, che rappresenta l’attività minore della banca, le entrate sono scese del 3% a 1,29 miliardi di dollari, quando le stime le davano a 1,34 miliardi di dollari. Il motivo del calo è determinato dalla riduzione delle commissioni di gestione derivante dai mercati in discesa.

Il contesto particolarmente negativo riguardo gli immobili commerciali e le paure per una recessione incombente, hanno portato infine Morgan Stanley ad accantonare 234 milioni di dollari per far fronte a eventuali perdite nel primo trimestre 2023. Lo scorso anno nello stesso periodo l’accantonamento era stato appena di 57 milioni di dollari.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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