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MPS: investitore privato chiede alla BCE di bloccare aumento di capitale

MPS: un investitore privato chiede alla BCE di bloccare aumento di capitale

L’aumento di capitale di MPS rischia di incepparsi. Dopo l’alert segnalato dall’Antitrust UE sulle commissioni fuori mercato pagate dall’istituto senese al consorzio di banche per partecipare alla raccolta di capitale, spunta una lettera da parte dello studio legale di un investitore privato con sede a Londra, che chiede alla Banca Centrale Europea di bloccare l’emissione dei diritti da 2,5 miliardi di euro. Lo studio è RPC, che non ha rivelato il nominativo dell’investitore, limitandosi a dire che gli avvocati stavano agendo per conto di un soggetto che svolge operazioni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, oltre ad avere un interesse in MPS.

Dalla missiva inviata a Francoforte si legge: “Non è chiaro, per non dire altro, che un investitore privato nella posizione di MPS fornirebbe una commissione di sottoscrizione di tale portata ad altri al fine di garantire l’acquisto di azioni non sottoscritte e contribuire direttamente o indirettamente all’acquisto”. La lettera lamenta che l’aumento di capitale “è illegale, quindi l’autorizzazione della BCE dovrebbe essere ritirata e la stessa questione dei diritti dovrebbe essere fermata”.

 

MPS: rischio alto dell’inoptato

La Commissione Europea sta monitorando la situazione in merito all’eventualità che si configuri un aiuto di Stato illegale. In base alle normative UE, il Tesoro potrebbe partecipare a una ricapitalizzazione bancaria solo se tutti i soggetti pubblici e privati si trovano nelle stesse condizioni di operatività. Attualmente il pool di banche tra cui Bank of America, Citgroup, Credit Suisse e Mediobanca, percepirà una commissione di 125 milioni di euro che è stata concordata per garantire la sottoscrizione delle azioni da privati. Il consorzio ha firmato accordi di pre-underwriting con altri investitori per 410 milioni di euro, compresi gli obbligazionisti MPS. Questi si sono impegnati ad acquistare l’inoptato durante l’aumento di capitale di due settimane.

Le banche ritengono che le tariffe sborsate da MPS siano proporzionate al rischio assunto dagli istituti di credito. Il punto è che le commissioni sono più alte dell’attuale valore di mercato che la banca di Rocca Salimbeni ha in Borsa e finora i diritti di acquisto si sono quasi azzerati con il prezzo delle azioni in caduta libera. Ciò lascia pensare che non saranno molti gli investitori che entreranno a far parte dell’istituto senese, con l’inoptato che rischia di superare gli 800 milioni di euro. Il portavoce UE responsabile per la concorrenza, Arianna Podestà, ha riferito ieri che “in via generale spetterebbe allo Stato membro dell’Unione valutare se una misura specifica comporti o meno aiuto di Stato. Quindi, precisa che “se una misura costituisce aiuto di Stato deve essere prima notificata dal Paese a Bruxelles per una valutazione”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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