Mutui: l’effetto del taglio dei tassi della Bce, confronto fisso variabile

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L’ennesimo taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea, l’ottavo consecutivo, riaccende l’attenzione sui riflessi economici e finanziari per cittadini, imprese e mercati. Il tasso sui depositi è scso dal 2,25% al 2%, accompagnato da una riduzione analoga per il tasso sui rifinanziamenti principali (2,15%) e sui prestiti marginali (2,40%). Questa nuova mossa di politica monetaria monetaria della Bce ha un duplice obiettivo: stimolare la crescita economica nell’eurozona e mantenere sotto controllo l’inflazione. Ma cosa significa tutto questo per le famiglie italiane? Quali sono le ripercussioni per chi ha mutui o intende sottoscriverne?

 

In questo articolo:

  • Perché la Bce taglia i tassi e cosa significa per l’economia
  • Effetti Bce sui mutui: quanto si risparmia davvero?
  • Mutuo fisso o variabile: cosa conviene nel 2025?

 

Perché la Bce taglia i tassi e cosa significa per l’economia

La decisione della Bce di ridurre ancora i tassi d’interesse rientra in una strategia di sostegno alla crescita, in un contesto in cui il Pil europeo continua a rallentare. Rendere il denaro meno costoso da ottenere, infatti, agevola famiglie e imprese nella richiesta di finanziamenti, stimolando consumi e investimenti.

Altro obiettivo cruciale è il contenimento dell’inflazione. Secondo le nuove proiezioni, il tasso inflattivo dovrebbe scendere al 2,0% nel 2025 e all’1,6% nel 2026, complice il calo dei prezzi dell’energia e il rafforzamento dell’euro. Per il 2027, è previsto un ritorno al target ideale del 2%.

La Bce, però, monitora con attenzione anche i rischi geopolitici e commerciali, come i dazi Usa o nuove tensioni globali, che potrebbero ostacolare la crescita. Un ritorno dell’inflazione potrebbe costringere l’Eurotower a invertire la rotta e risalire nuovamente con i tassi, forse già nel 2026.

 

Effetti Bce sui mutui: quanto si risparmia davvero?

Il taglio dei tassi ha effetti diretti sul costo dei mutui a tasso variabile, che seguono l’andamento dell’Euribor. Secondo le stime del Codacons, il risparmio medio sulle rate potrebbe variare dai 13 ai 30 euro al mese, in base all’importo e alla durata del mutuo:

 

  • Mutuo a 20 anni da 100-200mila euro: risparmio mensile 13-27 euro, pari a 156-324 euro l’anno.
  • Mutuo a 30 anni: risparmio 15-30 euro mensili, ovvero 180-360 euro su base annua.
  • Mutuo da 125mila euro a 25 anni: -17 euro al mese, -204 euro l’anno.

 

Il tasso medio dei mutui variabili in Italia è già sceso dal 4,92% (novembre 2023) al 3,54% (marzo 2025). Ma secondo i future sull’Euribor, la discesa potrebbe concludersi entro fine anno, con una stabilizzazione attorno al 2%, bloccando ulteriori cali delle rate.

 

Mutuo fisso o variabile: cosa conviene nel 2025?

Chi è in procinto di accendere un mutuo si trova oggi davanti a una scelta delicata. I dati aggiornati mostrano che le prime offerte a tasso variabile sono tornate più vantaggiose rispetto a quelle a tasso fisso, seppur con un margine ridotto:

 

  • Variabile Tan da 2,53%: rata media 567 euro
  • Fisso Tan da 2,66%: rata media 575 euro

 

La differenza è minima e valida solo in alcune combinazioni di durata e loan to value. Inoltre, lo spread applicato ai mutui variabili è ancora piuttosto alto (65 punti base), mentre per i fissi si ferma sotto i 30 punti base, rendendo questi ultimi ancora competitivi. Ma qual è la scelta giusta?

Non esiste una risposta universale. Il tasso variabile può offrire un vantaggio iniziale, ma comporta un rischio maggiore in caso di rialzi futuri. Il tasso fisso, invece, garantisce stabilità e certezza sull’importo delle rate. È fondamentale considerare la propria situazione personale, la durata del mutuo, la propensione al rischio e le condizioni economiche generali.

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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