La decisione della Bce di mantenere invariati i tassi di interesse segna una fase di stabilità dopo mesi di tagli che avevano dato respiro alle famiglie. Il costo del denaro resta fermo, con il tasso sui depositi al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. Un quadro che si riflette immediatamente sui mutui, in particolare su quelli a tasso variabile legati all’Euribor, ormai stabilizzato intorno al 2%.
Quali sono gli effetti della decisione della Bce sull’andamento dei mutui? Perché il momento attuale può essere ideale per trasferire il proprio mutuo a un’altra banca?
In questo articolo:
- Mutui e Bce: la decisione sui tassi e gli effetti sull’economia
- Rate dei mutui variabili e fissi: come stanno cambiando davvero
- Surroga del mutuo: perché ora conviene approfittarne
Mutui e Bce: la decisione sui tassi e gli effetti sull’economia
Nella riunione di settembre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha scelto la prudenza, lasciando invariati i tre tassi di riferimento. Dopo una fase di riduzioni che aveva portato a un forte calo del costo dei finanziamenti, l’istituto guidato da Christine Lagarde ha deciso di fermarsi e osservare l’andamento dei prossimi mesi. La ragione va ricercata in un quadro macroeconomico che mostra un’inflazione in progressivo rallentamento, vicina al target del 2%, e una crescita che resta fragile ma positiva.
Per chi ha un mutuo a tasso variabile, la decisione della Bce equivale a una certezza: le rate non subiranno sorprese nel breve termine. L’Euribor a 3 mesi, parametro di riferimento per molti mutui, si è dimezzato in un anno e mezzo, passando dal 3,95% al 2%. La conseguenza è che chi nel 2023 si trovava a dover affrontare rate insostenibili oggi paga molto meno, con un risparmio che in alcuni casi arriva a centinaia di euro al mese.
Rate dei mutui variabili e fissi: come stanno cambiando davvero
Gli effetti sui mutui casa sono tangibili. Per i prestiti a tasso variabile, l’indice Euribor ormai stabile permette di dire addio all’altalena dei mesi passati. In media, una famiglia con un mutuo trentennale a tasso variabile paga oggi circa 135 euro in meno rispetto a un anno e mezzo fa. Una differenza che, sommata su base annuale, si traduce in oltre 1.500 euro di risparmio. Le rate si sono stabilizzate attorno ai 610-615 euro, restituendo serenità dopo l’impennata tra 2022 e 2023.
Chi ha scelto il tasso fisso si trova invece in una situazione differente. Le rate restano stabili ma non hanno beneficiato della discesa dell’Euribor. Tuttavia, il fisso continua a rappresentare la soluzione più sicura per chi non vuole rischiare aumenti futuri, nonostante i mercati confermino che i tassi resteranno fermi almeno fino al 2026.
Per i nuovi mutui, invece, il variabile è tornato competitivo. Dopo anni in cui la quasi totalità delle famiglie optava per il fisso, ora le offerte a variabile tornano a essere prese in considerazione.
Surroga del mutuo: perché ora conviene approfittarne
La fase attuale apre un’opportunità importante: valutare la surroga del mutuo. Con la stabilità dei tassi, chi ha stipulato un finanziamento negli anni scorsi a condizioni meno vantaggiose può approfittare delle nuove offerte. La normativa italiana prevede che la surroga sia completamente gratuita per il cliente: le spese notarili e di istruttoria sono a carico della nuova banca e non possono essere applicate penali di estinzione.
In pratica, trasferendo il mutuo a un altro istituto è possibile ottenere un tasso più basso, ridurre la rata mensile o modificare la durata del finanziamento. Gli esperti consigliano di valutare la surroga soprattutto quando la differenza tra vecchio e nuovo tasso supera lo 0,5%, così da rendere il passaggio davvero conveniente.
Molte famiglie che negli ultimi anni avevano scelto un fisso con tassi più elevati rispetto a quelli odierni stanno approfittando di questa finestra. Altri, invece, si orientano su variabili oggi più convenienti e con prospettive di stabilità per almeno due anni. In entrambi i casi, la surroga permette di alleggerire i bilanci familiari senza costi aggiuntivi, trasformando la decisione della Bce in un’occasione da non lasciarsi sfuggire.









