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Mutui USA: la domanda crolla ai minimi di 27 anni, quali conseguenze?

Mutui USA: con tassi ai massimi del 2000, domanda crolla ai minimi di 27 anni

Il rialzo dei tassi d’interesse della Federal Reserve ha scosso il settore dei mutui USA. Dagli ultimi dati settimanali pubblicati dalla Mortagage Bankers Association (MBA) risulta che i tassi sui mutui a 30 anni con importi inferiori a 726.200 dollari sono aumentati dal 7,31% al 7,41% in sette giorni. Nello stesso periodo di un anno fa l’onere finanziario risultava del 6,52%. Per vedere questi livelli bisogna fare un salto nel tempo di ben 23 anni. In particolare, i tassi ipotecari dei mutui jumbo – concessi a clienti facoltosi e con elevato merito creditizio – sono saliti fino al 7,34%, il livello più alto della storia per questo tipo di prestiti.

Nel frattempo il volume totale delle richieste di mutui è diminuito dell’1,3% nell’ultima settimana e del 25,5% anno su anno. Ciò si unisce alla riduzione del 2% su base settimanale e del 27% su base annua delle richieste di mutuo per l’acquisto di una casa. La domanda è in prossimità dei minimi degli ultimi 27 anni. Inoltre sono calate anche le richieste di rifinanziamento di un mutuo, esattamente dell’1% in una settimana e del 21% se si fa il confronto con il medesimo periodo dello scorso anno.

Joel Kan, economista di MBA, ha riferito che “sulla base delle proiezioni più recenti del FOMC, i tassi dovrebbero essere più alti più a lungo, il che ha guidato l’aumento dei rendimenti dei Treasury”. Contestualmente, “la domanda complessiva di mutui è diminuita, poiché sia i potenziali acquirenti che i proprietari di case continuano a sentire l’impatto di questi tassi elevati”.

 

Mutui USA: attenzione all’aumento dei prezzi delle case

Solitamente i tassi d’interesse spingono giù i prezzi delle case, ma in questo momento si sta verificando un effetto anomalo: i prezzi salgono. La ragione è da ricercare nel fatto che l’offerta di case in vendita negli Stati Uniti è storicamente bassa e, nonostante il calo della domanda, permane uno squilibrio nel mercato immobiliare. Secondo un altro rapporto di MBA, ad agosto le vendite di case sono diminuite di quasi il 9% rispetto a luglio, al livello più basso da marzo. Questo è un dato preoccupante in un contesto in cui i tassi d’interesse dovranno rimanere alti per un periodo di tempo più lungo rispetto a quello che si aspettava il mercato.

I prezzi alti verosimilmente porteranno la domanda a scendere ancora di più determinando una crisi dei mutui USA per le nuove case e quindi in generale del mercato immobiliare. D’altro canto, i mutui esistenti difficilmente verranno rifinanziati, perché i tassi ipotecari più alti rendono poco conveniente chiudere un finanziamento per accenderne uno nuovo. Tutto il sistema, di conseguenza, rischia di rimanere bloccato e di creare le premesse per pericolosi focolai recessivi.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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