Nippon Steel-U.S. Steel: il governo USA rinvia tutto a dopo le elezioni

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Il governo americano ha concesso al gruppo siderurgico giapponese Nippon Steel l’estensione per presentare i piani di acquisto del rivale americano U.S. Steel per 14,9 miliardi di dollari. La scadenza precedente per il pronunciamento del Comitato per la sicurezza degli investimenti esteri (CFIUS) era fissata per il 23 settembre, ma ora se ne parlerà dopo le elezioni USA, a seguito della proroga di 90 giorni. In questo modo l’ente governativo americano avrà più tempo a disposizione per valutare l’effetto che l’accordo avrebbe sulla sicurezza nazionale.

CFIUS è un comitato del governo USA incaricato di esaminare le proposte di acquisizione di proprietà americane da parte di entità straniere. La proposta di estensione ha luogo quando in gioco vi sono transazioni che coinvolgono Paesi considerati a rischio, come la Cina. Più anomalo è il caso attuale, dal momento che riguarda uno Stato alleato come il Giappone. Per questo fonti diplomatiche hanno riferito che se la trattativa saltasse i buoni rapporti tra Washington e Tokyo potrebbero uscirne peggiorati.

 

Nippon Steel-U.S. Steel: l’opposizione della politica

La Casa Bianca tuttavia non vuole l’accordo, perché ritiene che una società così importante in un settore strategico debba rimanere in mano americana. L’operazione potrebbe avere anche dei risvolti elettorali, in particolare in Stati come la Pennsylvania, dove ha sede U.S. Steel e dove l’esito delle prossime votazioni è molto incerto. Tra l’altro, l’area è la sede anche del sindacato United Steelworkers (USW), che si oppone fermamente alla fusione. “Il presidente Joe Biden e la vicepresidente Kamala Harris hanno entrambi dichiarato inequivocabilmente di ritenere che U.S. Steel debba rimanere di proprietà e gestita a livello nazionale e hanno mantenuto un fermo sostegno ai membri della USW e ai posti di lavoro”, ha dichiarato il presidente del sindacato David McCall. “In definitiva, non è cambiato nulla per quanto riguarda i rischi che l’acquisizione di Nippon comporterebbe per la sicurezza nazionale o le preoccupazioni critiche della catena di approvvigionamento che sono già state identificate”.

La posizione del governo è stata ribadita dal portavoce della Casa Bianca, Saloni Sharma, precisando come essa sia fondamentale affinché  U.S. Steel rimanga un’azienda siderurgica americana. Se il duo Biden-Harris da mesi si è messo di traverso alla chiusura dell’accordo, il candidato antagonista alla Casa Bianca, Donald Trump, non è stato da meno. Anzi, ha espresso con forza che da presidente degli Stati Uniti avrebbe “ucciso l’accordo”. Dal canto suo, il governo giapponese non ha commentato il rinvio ma, con la voce del vicesegretario capo di gabinetto del Giappone, Hiroshi Moriya, ha affermato che “la cooperazione sulla sicurezza economica è fondamentale sia per gli Stati Uniti che per il Giappone”.

 

Nippon Steel-U.S. Steel: tutte le preoccupazioni dell’accordo

Ma quali sono le preoccupazioni effettive del governo americano? Nella lettera che CFIUS ha inviato alle società coinvolte nell’affare alla fine del mese di agosto, l’organo di sicurezza ha affermato di temere un danneggiamento alla fornitura di acciaio necessaria per i progetti critici di trasporto, costruzione e agricoltura. Oltre questo, CFIUS è preoccupato del fatto che sotto Nippon, U.S. Steel sarebbe meno propensa a chiedere tariffe sugli importatori di acciaio stranieri, mentre vi è un eccesso globale di acciaio cinese a basso costo. Alla fine, le decisioni di Nippon potrebbero comportare una minore capacità di produzione nazionale di acciaio.

Nippol Steel – che ha ribadito di non avere alcuna intenzione di mollare volontariamente l’affare – ha replicato che investirà 2,7 miliardi di dollari, in aggiunta al prezzo di acquisto, in impianti di U.S. Steel che altrimenti sarebbero rimasti inattivi. Questo consentirebbe all’azienda americana di “mantenere e potenzialmente aumentare la capacità di produzione di acciaio nazionale negli Stati Uniti”, a differenza di quanto asserisce CFIUS. Quanto ai timori dei sindacati, Nippon Steel si è impegnata a non trasferire capacità produttive o posti di lavoro della società acquisita fuori dagli Stati Uniti e di non attuare alcuna interferenza circa le decisioni commerciali di U.S. Steel. “L’accordo creerebbe un concorrente globale più forte per la Cina, fondato sulla stretta relazione tra Stati Uniti e Giappone”, ha aggiunto Nippon Steel.

 

Il commento degli analisti

Il posticipo della decisione del CFIUS a dopo le elezioni USA ha una rilevanza di natura politica, secondo gli analisti. David Boling, un ex funzionario commerciale degli Stati Uniti che ora è analista presso Eurasia Group, tutto ciò “ridurrà la temperatura politica ma non garantirà l’approvazione”. Inoltre, “indipendentemente dalla revisione del CFIUS, Nippon Steel deve ancora raggiungere un accordo con la United Steelworkers e senza questo è molto difficile vedere la conclusione dell’affare”. A giudizio di Ryunosuke Shibata, analista di SBI Securities Co., “l’intero affare è diventato un gioco impantanato nella politica. L’estensione non garantisce che l’accordo si concretizzerà dopo le elezioni presidenziali di novembre”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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