Norges Bank: ecco il piano del fondo sovrano sulla transizione energetica - Borsa e Finanza

Norges Bank: ecco il piano del fondo sovrano sulla transizione energetica

Norges Bank: ecco il piano del fondo sovrano sulla transizione energetica

In linea con l’Accordo di Parigi del 2015, il Norges Bank Investment Management compie un passo importante verso la transizione energetica chiedendo alle aziende in cui investe di azzerare le emissioni nette entro il 2050. Attualmente solo il 10% delle società partecipate dal fondo sovrano norvegese da 1.200 miliardi di dollari ha tale obiettivo, ma molte hanno fatto azioni importanti verso il cambiamento, secondo quanto dichiarato dall’Amministratore Delegato del fondo Nicolai Tangen. Con il nuovo piano, Norges effettuerà un dialogo serrato con le 174 società che rappresentano il 70% delle emissioni del fondo, attraverso le sue partecipazioni. In questo modo, “eserciterà pressioni con controlli più frequenti e specifici”, ha precisato il CEO.

 

Norges Bank: ecco come si arriverà a emissioni zero

La presa di posizione del fondo norvegese è estremamente importante, anche alla luce del prossimo ciclo di negoziati sul clima che si terrà in Egitto nel mese di novembre. Il Norges Bank investe una buona parte dei ricavi ottenuti dalle attività di gas e petrolio in progetti rinnovabili. E non è poco, visto che detiene in media l’1,3% di tutti i titoli quotati a livello mondiale. 

Il fondo si è impegnato per oltre 10 anni con le società in cui investe affinché vengano compiute delle azioni specifiche in tema di cambiamento climatico. E già ad aprile era stata avanzata una proposta da parte del Governo norvegese perché le società venissero esortate a ridurre le proprie emissioni nette entro la metà del secolo. In questo contesto, Norges Bank ha chiarito che non liquiderà le sue partecipazioni nei gruppi responsabili di maggiori emissioni, ma reciterà un ruolo attivo di modo che si proceda lungo la strada del cambiamento. Tuttavia, Tangen sostiene che “sarà presa in considerazione la vendita di aziende ad alto rischio climatico e che non dispongono di piani per il clima portati avanti dalla proprietà”. 

In sostanza, il più grande fondo del mondo chiederà alle aziende obiettivi intermedi di breve, medio e lungo termine. Quest’ultimo coincide con il 2050. In questo, è necessario che vi siano dei piani di riduzione credibili di scope 1, scope 2 e scope 3. In particolare, entro il 2025 una gran parte delle società in portafoglio devono aver fissato obiettivi netti zero, soprattutto quelle che hanno emissioni elevate. “Entro il 2025, ci proponiamo di disporre di un sistema completo per misurare la nostra esposizione ai rischi e alle opportunità climatiche e le potenziali traiettorie di emissione del portafoglio”, ha dichiarato il fondo. Il target ideale, comunque, sarebbe che tutte le aziende entro il 2040 sposassero in pieno tali obiettivi.

Anche la BCE in prima linea contro il cambiamento climatico

L’annuncio del Norges Bank è arrivato in concomitanza a quello della Banca Centrale Europea, che ha delineato i limiti per gli acquisti di obbligazioni a lungo termine per le aziende che non si adeguano agli standard di emissioni climatiche. L’obiettivo è quello di tagliare l’esposizione dell’Eurosistema ai rischi di transizione, adottando un trattamento di favore per i green bond emessi da soggetti che rispondono a requisiti stringenti, in base al piano net zero dell’Eurotower. Francoforte, al riguardo, ha pubblicato alcuni dettagli. Ad esempio, circa 30 miliardi di euro, corrispondenti al 10% dei bond aziendali presenti nel portafoglio della BCE, saranno reinvestiti ogni anno nell’ambito del programma contro il cambiamento climatico.

 

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