Il nuovo ETF Global X punta sui dividendi europei

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Global X ETFs Europe ha ampliato la propria offerta di Etf con il lancio dell’European SuperDividend UCITS ETF, identificato dal ticker EUSD su Borsa Italiana. Si tratta del quarantesimo fondo passivo quotato dalla società di investimento sul mercato ETF Plus. Si aggiunge alla famiglia dei “Superdividend” ed è stato pensato per gli investitori interessati a investire in società europee quotate ad alti dividendi.

 

  • Caratteristiche del nuovo ETF di Global X
  • Uno sguardo al portafoglio

 

Caratteristiche del nuovo ETF di Global X

Il nuovo ETF di Global X mira a offrire un flusso di reddito ai suoi sottoscrittori, investendo nelle società caratterizzate da distribuzione di elevati dividendi. Il primo fondo della gamma Superdividend è stato lanciato nel 2022 e ha rappresentato un’alternativa interessante per chi cerca strumenti orientati al reddito.

Nei periodi di volatilità dei mercati, la distribuzione dei dividendi tende a ridurre le oscillazioni, offrendo un rendimento aggiuntivo all’eventuale andamento rialzista dei titoli. In particolare, l’ETF Global X European SuperDividend UCITS investe nelle 25 società europee con i dividendi più alti, puntando a una diversificazione settoriale e geografica all’interno dei principali mercati azionari del continente europeo.

Il fondo distribuisce i dividendi mensilmente, replicando l’andamento del Solactive European SuperDividend Index e applicando un Ter (Total Expense Ratio) dello 0,45%.
“L’Etf offre un’esposizione potenziale alle azioni europee con i dividendi più elevati – ha dichiarato George Taylor, direttore operativo e corresponsabile di Global X Europe -. Vogliamo fornire agli investitori europei la possibilità di cogliere le opportunità nei propri mercati, ampliando al contempo la nostra gamma SuperDividend”.

 

Uno sguardo al portafoglio

Identificato dal codice Isin IE00082MOBL9, il nuovo Etf di Global X vede la presenza, nel suo portafoglio di investimento (aggiornato al 16 settembre 2025) di azioni che, in molti casi, non rappresentano i nomi più noti del firmamento azionario europeo. Ciò permette il suo utilizzo in portafoglio anche in ottica di diversificazione rispetto all’investimento in blue chip.

In particolare, le prime dieci quote del portafoglio sono rappresentate da:

 

  • Orlen (Polonia) con il 5,28%
  • Hoegh Autoliners (Norvegia) con il 5,27%
  • Var Energi (Norvegia) con il 4,93%
  • Aker (Norvegia) con il 4,91%
  • Wallenius Wilhelmsen (Norvegia) con il 4,83%
  • Serica Energy (Regno Unito) con il 4,75%
  • Wpp (Regno Unito) con il 4,59%
  • Pennon Group (Regno Unito) con il 4,59%
  • Tietoevry (Finlandia) con il 4,43%
  • Conduit Holding (Regno Unito) con il 4,41%

 

La diversificazione geografica appare pertanto ridotta, considerando che quasi un quinto del portafoglio è in azioni norvegesi. Inoltre, nelle prime dieci posizioni sono minoritarie le partecipazioni in euro.

Immagine di Redazione

Redazione

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