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Nvidia batte un altro record: è il titolo più scambiato di Wall Street

Nvidia batte un altro record: è il titolo più scambiato di Wall Street

Dopo aver scalato posizioni nella classifica delle società più capitalizzate del mondo, superando Alphabet e Amazon e posizionandosi al quarto posto, Nvidia ha raggiunto un altro record: in poco più di un mese è diventato il titolo più scambiato a Wall Street, scavalcando Tesla.

Secondo i dati rilasciati dal London Stock Exchange Group, nelle ultime 30 sessioni di Borsa, le azioni Nvidia sono passate di mano per un controvalore di circa 30 miliardi di dollari in media al giorno, a fronte dei 22 miliardi di dollari di Tesla. Il valore è calcolato moltiplicando il prezzo dell’azione per il numero di unità scambiate.

Dal 2020 a oggi, la casa automobilistica statunitense ha dominato nel trading giornaliero di Wall Street, superando diverse volte quota 35 mila dollari. Ultimamente, però, il clamore intorno all’intelligenza artificiale, su cui Nvidia è in prima linea, ha spostato l’attenzione degli investitori sul gigante di Santa Clara. Contemporaneamente l’entusiasmo nei confronti di Tesla si è attenuato per effetto del calo di interesse sul settore delle auto elettriche.

 

Nvidia: attenzione massima alla trimestrale

I riflettori ora sono tutti puntati sulla trimestrale di domani che verrà rilasciata da Nvidia a mercati chiusi. Le aspettative sono altissime. Gli analisti si attendono un altro balzo delle entrate per il quarto trimestre di oltre il 200% su base annua, dopo lo stesso aumento registrato nel trimestre precedente. Così come è probabile che la società preveda un salto triplo delle vendite per il primo quarto fiscale che terminerà ad aprile, sulla base della fortissima domanda di chip legati all’intelligenza artificiale.

In particolare, gli analisti di Morgan Stanley stimano che Nvidia batta le attese del 25% sulla guidance, mentre Goldman Sachs ha affermato che il principale fornitore TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.) dovrà aumentare la capacità di confezionamento dei semiconduttori nella prima metà dell’anno per coprire la domanda enorme di chip.

Ma cosa succederebbe se qualcosa andasse storto? Soprattutto, è possibile che quanto risulterà dalla chiamata agli utili di domani deluda le aspettative del mercato? La vera incognita in questo momento si chiama Cina. Nvidia ottiene la maggior parte delle entrate dagli Stati Uniti (circa il 35%) e da Taiwan (24%), ma Pechino rappresenta il 22%, una quota in grado di condizionare fortemente le performance del colosso statunitense. Il problema riguarda le strette del Dipartimento del Commercio USA alle esportazioni dei chip di fascia alta in Cina e i dubbi su quanto potranno incidere sull’attività e sulle prospettive di lungo termine per Nvidia. Recentemente la società USA ha sviluppato prodotti calibrati per il mercato cinese, giusto per superare i freni posti dal governo americano.

Tuttavia esiste sempre il rischio che anche questi nuovi semiconduttori vengano vietati da Washington e soprattutto che dal Dragone arrivino delle contromisure per spingere le aziende nazionali a rivolgersi a fornitori locali o non USA. “C’è la consapevolezza che la Cina andrà per la sua strada”, ha detto Angus Shillington, gestore di portafoglio presso l’asset manager VanEck, riferendosi agli sforzi del Paese per produrre i propri chip. L’esperto ha detto che non si aspetta dalla trimestrale una sorpresa sbalorditiva e che Nvidia sarebbe “sciocca a fare affidamento sulla domanda cinese”.

La domanda alimentata dall’AI (Artificial Intelligence) in tutto il mondo, però, potrebbe mettere a tacere le preoccupazioni, secondo Tejas Dessai, analista del fornitore di ETF Global X. “Nvidia dovrebbe essere comodamente in grado di sostituire la domanda cinese con quella di altri governi e delle grandi imprese”, ha affermato.

Un altro punto interrogativo riguarda la capacità di Nvidia di risolvere le carenze di approvvigionamento presso il suo appaltatore TSMC. Il gigante taiwanese ha programmato un investimento di quasi 2,87 miliardi di dollari per sopperire all’insufficienza di confezionamento dei chip, che finora ha frenato in qualche modo l’attività di Nvidia. “Il motivo per cui Nvidia non può battere le stime è il fabbisogno di capacità”, ha affermato Inge Heydorn, partner della società di investimento G.P. Bullhound.

Gli investitori si chiedono quindi cosa potrebbe accadere alle azioni Nvidia nel caso in cui il rapporto sugli utili fosse deludente. Il titolo in Borsa è reduce nel 2024 da un rally del 46,63%, che si unisce a un’impennata del 238,87% del 2023. Gli strategist di Wall Street scommettono che se domani non saranno rilasciati risultati roboanti, potrebbe innescarsi una pesante correzione.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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