Nvidia: nuove strette USA sui chip AI, le azioni scendono a Wall Street

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Nvidia potrebbe subire spiacevoli conseguenze dall’ultimo colpo di coda dell’amministrazione Biden prima del cambio della guardia con neo presidente eletto Donald Trump. L’attuale governo americano ha sollevato il velo sui nuovi limiti alla commercializzazione dei chip legati all’intelligenza artificiale che entreranno in vigore tra un anno. Le aziende statunitensi possono vendere una quantità contenuta di potenza di calcolo ai Paesi non considerati “amici”, a meno che le imprese di quei luoghi accettino una serie di standard di sicurezza e diritti umani. Per poter spedire nelle nazioni soggette a restrizioni, le aziende dovranno mantenere la maggior parte della loro potenza di calcolo in territori amici. Niente da fare per i data center in Cina, Russia, Macao e altre 20 località sulle quali gli Stati Uniti hanno stabilito divieti assoluti riguardo i chip AI avanzati per questioni di sicurezza.

L’aspetto da rilevare è che ci sarà un regime di controllo all’esportazione che coinvolge 20 Paesi alleati, in modo tale da rendere più difficile per la Cina utilizzare altri Stati per aggirare le restrizioni. “La norma fornisce maggiore chiarezza ai nostri partner internazionali e all’industria e contrasta la grave elusione e i relativi rischi per la sicurezza nazionale posti dai Paesi che destano preoccupazione e dagli attori malintenzionati che potrebbero cercare di utilizzare le avanzate tecnologie americane contro di noi”, ha dichiarato il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan.

Le società interessate avranno un periodo di 120 giorni per esprimere commenti e suggerire modifiche. In questo lasso di tempo, la nuova amministrazione Trump potrà consultarsi con l’industria dei chip e i Paesi in cui avranno luogo le restrizioni. Come ha comunicato il segretario al Commercio Gina Raimondo, il governo ha cercato di trovare un compromesso tra commercio dei chip e sicurezza nazionale. Alla base di tutto, c’è la crescente preoccupazione che la Cina stia aumentando la sua capacità tecnologica e possa rappresentare una minaccia.

 

Nvidia: ecco cosa rischia

Uno dei grandi obiettivi di Washington è impedire che l’intelligenza artificiale potenzi le capacità militari di Pechino. Proprio in Cina Nvidia esercita buona parte del suo business. Una nuova stretta sulla vendita dei processori alle aziende cinesi, quindi, rischia di impattare in maniera rilevante sul fatturato del colosso di Santa Clara. Almeno questo è ciò che percepisce in questo momento il mercato. Le azioni Nvidia a Wall Street, infatti, sono scese di circa 4 punti percentuali in apertura di contrattazioni oggi.

La società si è scagliata aspramente contro le nuove misure attuate dal presidente Joe Biden, affermando che esse sortiranno l’effetto contrario rispetto a quello sperato. In sostanza, secondo il vicepresidente degli affari governativi di Nvidia Ned Finkle, il regolamento mette a repentaglio l’attuale leadership degli Stati Uniti nell’intelligenza artificiale e “minaccia di far deragliare l’innovazione e la crescita in tutto il mondo”. Questo perché “imporrebbe un controllo burocratico su come i principali semiconduttori, computer, sistemi e persino software americani sono progettati e commercializzati a livello globale”, ha detto. Inoltre, Finkle ritiene che la sicurezza nazionale degli Stati Uniti non verrebbe migliorata. “Piuttosto che mitigare qualsiasi minaccia, le nuove regole di Biden indebolirebbero solo la competitività globale dell’America, minando l’innovazione che ha mantenuto gli Stati Uniti in vantaggio”, ha detto.

Queste regole non sono piaciute neppure ad alcuni illustri esponenti del Congresso. I senatori Ted Cruz e Maria Cantwell – i principali esponenti repubblicani e democratici della Commissione Commercio – già a dicembre avevano avvertito, in una lettera a Raimondo, che le restrizioni “ostacolerebbero gravemente la vendita di tecnologia statunitense all’estero e rischierebbero di spingere gli acquirenti stranieri verso concorrenti cinesi come Huawei”. Ciò avvalora le preoccupazioni di Nvidia.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari