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Obbligazioni russe: per Moody’s e Fitch sono spazzatura

Obbligazioni russe: per Moody's e Fitch sono spazzatura

Le obbligazioni russe sono state declassate a spazzatura dalle agenzie di rating Moody’s e Fitch. La motivazione deriva dalle sanzioni che l’Occidente ha imposto alla Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina, il che mina la capacità di Mosca di poter onorare il debito.

Nello specifico Moody’s ha portato il debito estero a lungo termine da Baa3 a B3, citando l’aumento del rischio di interruzione del rimborso del debito sovrano e la mancata volontà della Nazione di onorarlo. Mentre Fitch ha abbassato il merito creditizio di 6 livelli, da BBB a B, mettendo il rating sotto osservazione negativa e citando una serie di fattori che vanno dall’indebolimento delle finanze pubbliche, al rallentamento della crescita, al rischio geopolitico e di ulteriori misure restrittive dall’Occidente.

In particolare l’agenzia americana ha sottolineato come le sanzioni per la guerra Russia-Ucraina rappresentino un enorme shock per i fondamentali del credito russo. Specialmente le misure che vietano le transazioni con la Banca di Russia, considerate di impatto maggiore rispetto a qualsiasi altra precedente restrizione. Il downgrade di Moody’s e Fitch segue la decisione della scorsa settimana di S&P Global Ratings di tagliare il rating a BB+ da BBB-, avvertendo che sarebbero arrivati ulteriori sforbiciate.

 

 

Obbligazioni russe: gli indici cominceranno a escluderle

Piove quindi sul bagnato per Mosca. Le mosse di tutte e 3 le principali società di rating significano che il debito russo è inferiore a investment grade e quindi di fatto non investibile. Le obbligazioni offshore emesse dal Governo e dalle società private russe hanno già avuto un calo imponente in questi giorni a livello di quotazioni, perché gli investitori sono già pronti a potenziali insolvenze.

La Banca di Russia sta abbozzando qualche contromisura, come quella di bloccare i pagamenti delle obbligazioni agli stranieri dichiarando di fatto il default del Paese. Questo provvedimento del valore di 29 miliardi di dollari, se da un lato potrà servire come lieve forma di ritorsione nei confronti degli alleati, in realtà non farà altro che diminuire la credibilità a livello internazionale della Russia e della sua capacità di onorare il debito.

Le obbligazioni russe stanno per essere escluse dai principali indici mondiali, esattamente come si sta facendo con le azioni. MSCI e FTSE Russell hanno appena annunciato l’eliminazione dei titoli azionari a partire rispettivamente dal 9 e dal 7 marzo, mentre la Borsa di Londra ha estromesso un numero consistente di certificati di deposito russi. I bond potrebbero essere il prossimo bersaglio.

FTSE Russell ha dichiarato che sta valutando l’impatto delle sanzioni sul debito russo e Intercontinental Exchange ha annunciato che rimuoverà le obbligazioni di quelle società che sono state colpite dalle sanzioni. A giudizio di Hiroshi Matsumoto, senior client portfolio manager di Pictet Asset Management, diversi fondi potrebbero azzerare il valore contabile dei titoli di debito russi, che quindi non avranno valore nel momento in cui gli investitori cercheranno di vendere sul mercato.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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