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OPA USA: ecco come funziona

OPA USA: ecco come funziona

L’OPA è l’acronimo di Offerta Pubblica di Acquisto ed è un’operazione lanciata da alcuni soggetti finanziari per acquistare completamente o in parte le azioni di una società pagando lo stesso prezzo. Al ricevimento dell’offerta, i soci interessati possono decidere di vendere le quote di cui sono proprietari alle condizioni proposte dall’offerente ottenendo denaro liquido e/o in alcuni casi altre azioni. Le OPA devono essere autorizzate da parte dell’autorità di regolamentazione preposta nel Paese in cui vengono effettuate. In questa guida parleremo delle OPA USA, mettendo in evidenza tutte le caratteristiche, le regole e i tratti distintivi.

 

OPA USA: il quadro normativo

Negli Stati Uniti, le OPA trovano disciplina sia a livello federale che statale. Per quanto riguarda la normativa federale, si fa riferimento al Williams Act, la legge approvata dal Congresso nel 1968 e sottoposta in seguito ad alcune modifiche. Oltre a disciplinare gli aspetti generali di un’offerta pubblica d’acquisto, attinenti in particolare agli obblighi informativi e procedurali, la legge regolamenta anche le cosiddette “beachhead acquisitions”. Queste riguardano l’acquisto di pacchetti rilevanti prima che il mercato sia informato dell’intenzione di scalare la società, nonché le offerte che abbiano ad oggetto le azioni della società offerente.

La normativa statale, invece, è stata introdotta verso la fine degli anni ’70 con lo scopo più che altro di offrire una maggiore protezione alle società incorporate nello Stato da una possibile scalata di soggetti stranieri. Per questo, le norme statali impongono in alcuni casi obblighi informativi ulteriori rispetto alla disciplina federale. A volte, però, si è creato un certo conflitto tra norme federali e statali, che non di rado è stato risolto dalle corti americane.

 

OPA USA: la regola del 5%

Chi intende effettuare un’OPA negli Stati Uniti deve attenersi soprattutto a una regola ferrea: l’obbligo di pubblicità al superamento del 5% del capitale con diritto di voto. In questa circostanza, deve inviare entro 10 giorni dal superamento della soglia alla Securities and Exchange Commission e alla società di gestione del mercato in cui i titoli sono ammessi per la negoziazione la comunicazione che rende noto il fatto. La stessa informativa deve essere trasmessa anche quando ci sono dei cambiamenti significativi rispetto al contenuto della precedente comunicazione.

La regola vale anche per più soggetti che acquistano di concerto un quantitativo di azioni superiore alla soglia rilevante, pur se singolarmente si trovano al di sotto. In questo caso, non è facile determinare quando due o più soggetti abbiano messo in campo un’azione concertata. In linea di massima, vale il principio che abbiano agito congiuntamente per perseguire le medesime finalità, ad esempio concordando le modalità di voto in assemblea.

La motivazione dell’obbligo di pubblicità è dettata dalla volontà di evitare alcuni problemi. Uno è quello derivante dagli scalatori che si muovono nell’ombra prima di lanciare l’attacco alla società obiettivo. In sostanza, un soggetto che intende acquistare il controllo di un’azienda attraverso un’OPA può iniziare in sordina rastrellando silenziosamente le azioni. Il motivo è che, quando vengono annunciate le intenzioni di scalata, il prezzo di mercato del titolo della società obiettivo solitamente sale parecchio rendendo più onerosa poi l’offerta dell’acquirente. Quindi, muovendosi prima nell’ombra, il potenziale scalatore avrebbe la possibilità di acquistare consistenti pacchetti azionari a prezzi convenienti. Il legislatore ha voluto introdurre una forma di tutela nei confronti degli azionisti attraverso l’obbligo di rendere pubblico il superamento di una quota del 5%, in modo da mettere in guardia da eventuali intenzioni di scalata.

Un altro problema riguarda il fatto che uscire allo scoperto solo dopo aver raggiunto una partecipazione rilevante della società obiettivo riduce il rischio che altri possano essere interessati alla scalata, in quanto questa verrebbe resa più onerosa.

 

OPA USA: il prospetto informativo e gli obblighi procedurali

Una volta che un potenziale acquirente ha deciso di lanciare un’OPA nei confronti di una società target, deve predisporre un prospetto informativo da inviare prima alla SEC e poi agli azionisti. Nei confronti di questi ultimi, la divulgazione può avvenire in due modi. Il primo attraverso la pubblicazione su un quotidiano a diffusione nazionale in cui sono contenute tutte le informazioni necessarie. Il secondo, che è quello più seguito nella prassi, tramite un avviso ridotto che indica sinteticamente le caratteristiche dell’offerta riservandosi di inviare successivamente a ciascun azionista l’informativa completa.

Dopo che l’offerta è resa pubblica, la SEC stabilisce un periodo di almeno venti giorni feriali, estendibili a ulteriori dieci giorni se ci sono modifiche successive, in cui gli azionisti possono decidere se aderire o meno all’offerta. In caso di adesione, è possibile ritirarla prima della scadenza, nel rispetto di alcuni limiti e condizioni. Esempi di ritiro possono riguardare l’accettazione di un’offerta concorrente oppure l’esercizio del diritto di aderire a una nuova offerta modificata dall’offerente con un prezzo maggiorato.

 

La trattativa con gli amministratori della società obiettivo

Un aspetto cruciale e sotto certi aspetti controverso di un’OPA negli Stati Uniti riguarda la trattativa da parte degli offerenti con gli amministratori della società obiettivo. Il board di quest’ultima ha un ampio margine di discrezionalità nell’accettare o rifiutare l’offerta, pur tenendo saldo il principio che la sua strategia negoziale deve essere vantaggiosa per gli azionisti nell’ambito del mandato fiduciario ricevuto. In sostanza, gli amministratori possono benissimo opporsi al tentativo di scalata e il loro parere risulta determinante. Questo è ciò che differenzia le OPA USA da quelle europee.

Nella decisione da prendere il board deve valutare tre fattori. Il primo riguarda il corrispettivo offerto, ossia quanto è espresso in denaro e quanto con azioni di un’altra società. Il secondo si riferisce alla massa degli azionisti a cui è rivolta l’offerta, ovvero alla totalità o solo a una parte. Il terzo concerne le strategie e le intenzioni dell’offerente, cioè se viene reputato che l’offerta provenga da soggetti in grado di creare valore per gli azionisti. In ogni caso, entro dieci giorni dal lancio della proposta, il management della società obiettivo deve comunicare pubblicamente le motivazioni per le quali ha accettato o rifiutato la proposta stessa, o dichiarare di astenersi a qualsiasi valutazione.

Gli amministratori che non ritengono vantaggiosa per gli azionisti l’offerta, possono mettere in campo tre misure difensive denominate: shark repellents, poison pills e dual class stock.

Le shark repellents consistono in una modifica dell’atto costitutivo finalizzata a rendere poco appetibile l’acquisizione. Queste possono far riferimento alle norme relative all’amministrazione della società, all’elezione del board e alle maggioranze che occorrono per approvare operazioni straordinarie dell’azienda.

Le poison pills (pillole avvelenate) sono delle azioni per scoraggiare l’operazione di takeover rendendola più costosa. Il metodo che viene seguito maggiormente è quello di un aumento di capitale gratuito o a prezzo di favore ai soci esistenti in modo da aumentare il numero di azioni in circolazione da acquistare da parte del potenziale scalatore.

Le dual class stock riguardano l’emissione di due categorie distinte di azioni, ognuna con diritti di voto diversi. In sostanza, si crea una categoria con voto multiplo. In questo modo si aumenta il peso di alcuni azionisti all’interno della società nella fase di negoziazione di un’OPA.

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Redazione

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