OpenAI è in trattative per raccogliere 6,5 miliardi di dollari da vari investitori, secondo alcune persone che hanno familiarità con la questione. Tra i partecipanti al round di finanziamento guidato da Thrive Capital, figurano grandi nomi tra le Big Tech americane. In prima linea dovrebbe esserci Microsoft, che ad oggi risulta ancora il più grande investitore nella start-up specializzata nell’intelligenza artificiale. Altre grandi aziende che stanno trattando per investire sono Apple e Nvidia.
OpenAI avrebbe a questo punto una valutazione di 150 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a quella di 86 miliardi di dollari di inizio anno. Ciò consoliderebbe l’azienda come una delle start-up di maggior valore al mondo e la 98esima in assoluto considerando i market cap delle società quotate. In sostanza, avrebbe una valutazione simile a quella di colossi come Goldman Sachs e Comcast. Tra i titoli della tecnologia sarebbe invece al 27° posto assoluto, davanti a Uber e ad Arm Holdings.
OpenAI è anche in trattative per ottenere un finanziamento di 5 miliardi di dollari dalle banche attraverso una linea di credito revolving. Un’operazione, questa, molto comune tra le startup tecnologiche. In passato, infatti, anche società che poi sono diventate colossi, quali Facebook, Alibaba, Uber e DoorDash, sono passate attraverso queste linee di credito prima di quotarsi in Borsa. Questo è anche un modo per rafforzare le relazioni bancarie, in vista di eventuali IPO. Le banche che offrono condizioni di finanziamento agevolate vengono premiate poi quando un’azienda decide di diventare pubblica.
OpenAI: a cosa servirà il finanziamento
Ancora non è noto come verrà utilizzato nel dettaglio il denaro raccolto da OpenAI. Lo scorso mese, però, il direttore finanziario dell’azienda, Sarah Friar, in una nota ai dipendenti ha riferito che il finanziamento servirà per sostenere la necessità di potenza di calcolo e altre spese operative. Tra l’altro, la società vorrebbe consentire ai dipendenti di vendere le loro quota attraverso un’offerta pubblica di acquisto entro la fine dell’anno.
OpenAI ormai occupa un ruolo di primo piano nel settore dell’intelligenza artificiale in continua evoluzione e dove la concorrenza si fa sempre più spietata. Fondata nel 2015, la start-up ha irrotto nell’industria dell’AI (Artificial Intelligence) nel 2022 con il suo chatbot rivoluzionario, ChatGPT. Da allora i più grandi gruppi tech mondiali hanno cercato di imitarla producendo proprio modelli di intelligenza artificiale generativa. Al momento, però, in pochi sono riusciti a raggiungere i livelli di prestazione di OpenAI. I prodotti dell’azienda, infatti, permettono di generare immagini realistiche e testi dal suono umano solo con qualche suggerimento. Tutto questo ha attirato non solo l’attenzione dei consumatori, ma anche degli investitori che vedono in tutto ciò grosse potenzialità di ritorno dal loro capitale impiegato. La società è stata anche snellita a livello gestionale negli ultimi anni e, rispetto al team originale, rimane solo una manciata di persone.









