Il rally dell’oro è incontenibile. Oggi il metallo giallo ha fatto un altro balzo (+2,5%). Nel momento in cui si scrive, il prezzo ha toccato quota 3.322 dollari l’oncia aggiornando il suo record storico. Gli investitori si stanno sempre più allontanando dalle attività rischiose preferendo beni rifugio come l’oro. L’ultimo strappo del metallo prezioso è conseguente all’inasprimento della guerra commerciale tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, in particolare la Cina.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato negli ultimi giorni l’avvio di indagini per valutare la possibilità di applicare dazi ai semiconduttori e ai prodotti farmaceutici. Intanto, ieri il governo americano ha limitato le esportazioni di alcuni chip di intelligenza artificiale in Cina, tra cui l’H20 di Nvidia. Stando alle stime del colosso di Santa Clara, il provvedimento comporterà una riduzione delle vendite di 5,5 miliardi di dollari.
Pechino sta ribattendo colpo su colpo e ha ordinato alle sue compagnie aeree di non accettare ulteriori consegne del produttore americano di velivoli Boeing. Da ciò è scaturito l’invito di Trump a un contatto tra Washington e Pechino, ma al momento il presidente cinese Xi Jinping non ha manifestato alcuna apertura.
L’oro è avvantaggiato anche dalla debolezza del dollaro americano, che continua a perdere posizioni contro tutte le principali valute mondiali. Gli operatori non americani sono ancora più stimolati ad accumulare lingotti, dal momento che l’effetto cambio rende più convenienti le operazioni. Inoltre, il mercato sta scontando almeno tre tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve, il che aumenta l’attrattiva dell’oro essendo esso un asset che non genera reddito.
Oro: quali i prossimi obiettivi?
Dove potranno arrivare le quotazioni dell’oro? La maggior parte degli esperti di mercato ritiene che il rally andrà avanti, almeno fino a quando non verrà raggiunto un accordo definitivo che ponga fine al conflitto commerciale e soprattutto che ridimensioni gran parte delle tariffe. “La lotta di potere tra i principali Paesi continuerà”, ha detto Luchen Wang, analista di Galaxy Futures Co. “L’attrattiva dell’oro come bene rifugio significa che è più probabile un aumento del prezzo piuttosto che una discesa nel breve e medio termine”.
Secondo Ole Hansen, responsabile della strategia sulle materie prime di Saxo Bank, “la guerra commerciale di Trump non mostra segni di allentamento dopo che il presidente ha ordinato un’indagine su minerali critici, semiconduttori e prodotti farmaceutici, innescando una nuova fuga verso i beni rifugio e l’esaurimento delle scorte”. Inoltre, “i recenti aggiornamenti dei prezzi da parte delle principali banche hanno dato agli investitori la fiducia necessaria per continuare ad acquistare – ha aggiunto -. Stiamo aggiornando le previsioni sull’oro a 3.500 dollari l’oncia in quanto gli investitori cercano rifugio da timori di recessione, tensioni geopolitiche, preoccupazioni sul debito fiscale e che le Banche centrali diversificano le loro partecipazioni lontano dagli asset basati sul dollaro”.
Alcuni analisti stanno alzando le previsioni sul prezzo dell’oro per il 2025. Gli analisti di ANZ, ad esempio, oggi hanno portato il target a sei mesi da 3.500 a 3.600 dollari. In precedenza, Goldman Sachs ha previsto che i prezzi saliranno fino a 3.700 dollari entro fine 2025, grazie a una domanda più forte delle Banche centrali e all’aumento dei rischi di recessione che alimentano la richiesta di beni rifugio.









