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Oro: Powell spinge le quotazioni a un nuovo massimo storico

Oro: Powell spinge le quotazioni a un nuovo massimo storico

Le quotazioni dell’oro hanno toccato un nuovo massimo storico oggi a 2.324 dollari l’oncia, dopo che la Federal Reserve ha ribadito l’intenzione di tagliare i tassi di interesse per tre volte nel 2024. Alla Stanford University in California, il governatore della Banca centrale americana, Jerome Powell, ha affermato ieri che “probabilmente sarà opportuno iniziare ad abbassare il costo del denaro a un certo punto quest’anno” e che i recenti dati sull’inflazione superiori alle attese “non hanno cambiato il quadro generale”. Il messaggio è stato visto dal mercato in senso accomodante, nonostante il presidente abbia ripetuto l’approccio attendista della Fed. Questo è “molto positivo per l’oro in quanto suggerisce che la Fed taglierà in modo significativo prima che l’obiettivo di inflazione sia raggiunto” ha affermato Bart Melek, responsabile globale della strategia sulle materie prime di TD Securities.

Il metallo giallo tende a rafforzarsi quando i tassi d’interesse sono più bassi perché diminuisce il costo opportunità di detenere un asset non redditizio. Inoltre, con rendimenti inferiori del dollaro USA, c’è un doppio vantaggio nel detenere oro. Il primo è che un altro bene rifugio come la moneta USA diventa meno attrattivo. Il secondo è una conseguenza del primo, ossia il biglietto verde perde di valore e gli acquirenti non statunitensi di oro subiscono meno l’effetto cambio, aumentando così la domanda del prezioso.

 

Oro: cosa aspettarsi per i prossimi mesi

L’oro quest’anno è aumentato di valore per oltre il 10%, spinto dalle tensioni in Medio Oriente e in Ucraina che hanno portato gli investitori a comprare il bene rifugio e dagli acquisti delle Banche centrali. A quest’ultimo riguardo, il World Gold Council ha riportato che gli istituti monetari hanno incrementato le proprie riserve a febbraio di 19 tonnellate nette, registrando una crescita per il nono mese consecutivo. Ciò compensa la reticenza degli ETF con sottostante oro fisico, le cui partecipazioni si sono ridotte di oltre 100 tonnellate a livello mondiale da inizio 2024 e hanno toccato il livello più basso da settembre 2019 (dati Bloomberg).

Dove potranno arrivare ora i prezzi dell’oro? Anche se il rally nell’ultimo anno è stato importante, le quotazioni si trovano lontane in termini reali – ossia aggiustate per l’inflazione – rispetto al top di oltre 3.000 dollari l’oncia del 1980. Secondo Daniel Hynes, senior commodity strategist di ANZ, c’è ancora parecchia strada da percorrere nel medio termine e quindi “qualsiasi calo dei prezzi dell’oro sarà limitato”.

La svolta accomodante della Fed rimane comunque l’elemento maggiormente trainante per il rally del metallo, secondo gli analisti. “L’aspettativa di un calo dei tassi reali rimane un fattore importante per le prospettive rialziste sull’oro” ha affermato Joni Teves, analista di metalli preziosi presso UBS. “Finché la Fed rimane accomodante, c’è il rischio di cali ancora maggiori dei tassi reali se l’inflazione dovesse sorprendere al rialzo”.

C’è però chi avverte di un movimento esagerato dell’oro, soprattutto perché la Fed alla fine abbasserà i tassi di interesse in maniera più lenta del previsto, data l’elevata inflazione. “L’economia statunitense sta sorprendendo con la sua forte performance, che renderebbe meno probabile un primo taglio dei tassi d’interesse a giugno e quindi peserebbe sul prezzo dell’oro”, ha affermato Alexander Zumpfe, trader senior di metalli preziosi presso la raffineria di metalli preziosi Heraeus.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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