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Oro: le quotazioni degli analisti per il 2023

Oro: ecco perché i prezzi non scenderanno sotto 1.600 dollari
L’oro frena a inizio della nuova ottava dopo il bel rally messo a segno nel corso delle delle due settimane passate che hanno portato un rialzo complessivo di circa il 7,5%. Gli investitori cercano di capire se il metallo giallo riuscirà a incamminarsi verso un nuovo rally per arrivare ai massimi di marzo a 2.078 dollari oppure se il trend ribassista che ha contrassegnato gran parte del 2022 riprenderà vigore. Quest’anno, infatti, la materia prima ha incontrato diverse difficoltà nonostante il clima di incertezza nei mercati finanziari e a livello economico avrebbero dovuto spingere gli investitori verso un asset considerato bene rifugio per eccellenza.
In particolare, l’aumento dei tassi d’interesse sul mercato ha reso meno preziosa una risorsa che non produce rendimenti periodici, come i dividendi azionari o le cedole obbligazionarie. Gli operatori di mercato hanno preferito guardare ad altri porti sicuri più redditizi come, ad esempio, i titoli di Stato americani. Come conseguenza anche gli ETF sull’oro hanno visto svuotarsi le casse con più di cinque mesi consecutivi di deflussi. Secondo i dati forniti dal World Gold Council, nel terzo trimestre gli investitori hanno prelevato circa 12 miliardi di dollari dagli ETF garantiti dall’oro, registrando il più grande deflusso trimestrale dal 2013.

Oro: per Barrick Gold la discesa si fermerà a 1.600 dollari

Dare una risposta alle domande degli investitori sul percorso che da ora in avanti potrà intraprendere l’oro non è semplice. Bisognerebbe prima di tutto conoscere quali saranno le scelte della Federal Reserve in tema di tassi d’interesse e se, di conseguenza, il dollaro statunitense, altro fattore della debolezza del metallo prezioso, comincerà o meno a perdere forza. Gli ultimi dati sull’inflazione Usa hanno mostrato un calo oltre le attese rincuorando gli investitori che ora si attendono che la Fed allenti la pressione sui tassi. Se così dovesse essere, ciò andrebbe a vantaggio delle quotazioni dell’oro.
Mark Bristow, amministratore delegato di Barrick Gold, ha affermato che se l’anno prossimo le quotazioni della materia prima continuassero la discesa fino a 1.500 dollari l’oncia con tassi d’interesse ancora in salita per le società estrattrici sarebbe un problema. I costi medi di estrazione, comprendenti le spese in conto capitale, le tasse, gli interessi e le royalty, hanno registrato una crescita del 6% su base annua a 1.693 dollari l’oncia, il che significa che già alle quotazioni attuali i margini di guadagno sono molto stretti. Una nuova discesa del prezzo dell’oro manderebbe gran parte delle società in perdita. Bristow, tuttavia, pensa che 1.600 dollari siano un buon supporto grazie alla presenza degli investitori al dettaglio e delle Banche centrali dei mercati emergenti che cercano di allontanarsi dal dollaro Usa.

Le opinioni degli analisti

Gli analisti sono per lo più pessimisti sulle quotazioni del metallo giallo. Secondo gli esperti d di Macquarie, l’oro raggiungerà un minimo a 1.500 dollari nel secondo trimestre, iniziando a a risalire solo quando il mercato sarà davvero sicuro sulla fine dei rialzi del costo del denaro da parte della Fed. Ancora più negativa è Kathleen Kelley, ammonistratore delgato di Queen Anne’s Gate Capital che reputa possibile una discesa dei prezzi fino a 1.300 dollari, in scia a un deflusso ulteriore di investitori dagli ETF.
Goldman Sachs ritiene che l’oro possa arrivare a 1.500 dollari l’oncia se la Fed adotterà una linea ultra-aggressiva in politica monetaria, il che ha una probabilità del 20% di accadere secondo la banca d’affari americana. Di opinione contraria risultano essere infine gli analisti di RBC, che prevedono un prezzo base per l’anno prossimo a 1.795 dollari.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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