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I pagamenti cashless crescono, ma l’Europa predilige ancora i contanti

Pagamento tramite Google Pay

La Banca centrale europea ha rilasciato i risultati del suo ultimo studio sulle abitudini di pagamento dei consumatori della zona euro. Il nuovo SPACE, acronimo di Study on the payment attitudes of consumers in the euro area, è stato avviato nel 2021 e completato nel 2022. Il report finale descrive in maniera molto precisa il comportamento dei consumatori di 19 paesi dell’Unione europea, evidenziando le tendenze emerse negli ultimi due anni e quali sono state accelerate o bloccate dalla pandemia. I risultati dello Space Report 2022 mostrano in particolare che nei punti di pagamento (POS, Point of sale) dell’eurozona:

 

  • i contanti sono il mezzo di pagamento più utilizzato: sono stati usati per il 59% delle transazioni, in diminuzione rispetto al 79% del 2016 e al 72% del 2019;
  • i pagamenti con carta vengono fatti nel 34% dei casi, in aumento rispetto al 19% del 2016 e al 25% del 2019;
  • i pagamenti attraverso app sono cresciuti da meno dell’1% del 2019 al 3% del 2022.

 

Un dato interessante è che i pagamenti digitali e in particolare le carte, hanno generato un volume maggiore rispetto a quelli in denaro contante. Questo è coerente con le dichiarazioni dei partecipanti allo studio SPACE, secondo i quali uno dei vantaggi principali dei pagamenti digitali è proprio la possibilità di portare con sé meno denaro contante. In media, i cittadini europei non hanno nel portafoglio più di 83 euro, una cifra che varia dai 46 euro dei Paesi Bassi ai 121 dell’Austria.

Chart con i soldi tenuti dai cittadini europei nel portafogli
Il denaro che tengono nel portafogli i cittadini dell’eurozona secondo SPACE 2022

 

Lo studio 2021-2022 ha anche registrato dati interessanti sull’adozione delle criptovalute e altri asset legati alla blockchain. Secondo i risultati, i cittadini dell’eurozona utilizzano le crypto come forma di investimento alternativo, e solo secondariamente come mezzo di pagamento immediato. L’Italia, tra l’altro, è ultima tra i paesi inclusi nella ricerca in termini di possedimenti in criptovalute: solo il 2% della popolazione le ha nel proprio portafoglio. Lo studio della Bce ha rilevato inoltre molte differenze tra paese e paese, oltre che tra classi sociali e generazionali, per quanto riguarda le modalità preferite di pagamento. Le approfondiamo qui di seguito.

 

Gli effetti della pandemia sui pagamenti cashless

Iniziamo vedendo come la pandemia ha influenzato nel breve e lungo periodo le preferenze di pagamento dei cittadini europei. Lo studio SPACE della Bce è stato condotto durante un periodo in cui non erano in vigore lockdown. Tuttavia il comportamento dei pagatori è stato comunque condizionato dal coronavirus.

In particolare, si è affermata l’abitudine di comprare alimenti e altri prodotti per l’uso quotidiano attraverso piattaforme online, con una crescita dal 6% del 2019 al 17% del 2022. Queste percentuali includono anche l’ordine attraverso app o form web di cibo da asporto, sia nei ristoranti che nei supermercati, che come sappiamo hanno cominciato a offrire in modo più massivo servizi di delivery.

L’effetto più evidente è però il ricorso ai pagamenti contactless. Già in crescita prima degli anni della pandemia, l’uso di questa tecnologia è passato dal 41% del 2019 al 62% del 2022: un balzo legato sia alla comodità di dover semplicemente avvicinare il proprio mezzo di pagamento a un apposito dispositivo del negozio, sia al fatto che questo processo è palesemente più igienico che uno scambio di banconote.

Nonostante questi cambiamenti, la maggior parte degli intervistati, circa il 54%, ha dichiarato che non c’è stato alcun cambiamento nella frequenza con cui utilizzano i contanti. Il 14% ha detto di usarli maggiormente.  Il 31% dei consumatori sembra essere stato maggiormente colpito dai cambiamenti portati dal Covid e ha preso l’abitudine di usare meno banconote per le proprie transazioni: è questo gruppo, secondo SPACE, a spingere per l’adozione di massa dei pagamenti cashless.

Lo studio, tuttavia, suggerisce un’altra cosa molto interessante. Se da un lato i pagamenti cashless stanno prendendo sempre più piede, i cittadini vogliono sempre la possibilità di avere accesso a denaro contante che, se non tengono nel portafoglio, hanno comunque nascosto in casa (37% degli intervistati).

 

I vantaggi percepiti dei pagamenti in contante

I pagamenti in contante rimangono ancora il metodo predominante con cui i cittadini dell’eurozona effettuano donazioni o pagamenti P2P (peer to peer). Dare i soldi “direttamente in mano” a un’altra persona avviene nel 73% dei casi (in calo dall’86% del 2019) e nel 2022 ha spostato il 59% dei volumi di denaro. Ma perché i contanti sono così amati dai cittadini europei? Secondo i risultati di SPACE, le ragioni principali sono 3:

 

  1. la capacità del contante di rendere una persona più consapevole di quanto sta spendendo;
  2. la percezione che il contante garantisca anonimato e maggiore privacy;
  3. la percezione che le transazioni in contante si chiudano più in fretta, senza sorprese successive.

 

Motivi per preferire il contante secondo SPACE 2022
Tutti i motivi per preferire l’uso del contante secondo il sondaggio SPACE 2022

 

Vi è poi il fatto che il pagamento in contanti in euro viene accettato nella maggior parte d’Europa e nei punti di vendita diffusi sul territorio: un fattore da non sottovalutare, e che assicura di non incontrare problematiche di pagamento nel 95% dei casi.

SPACE ha poi approfondito quanto i consumatori della zona euro fossero soddisfatti del loro livello di accesso al denaro contante, che generalmente viene ritirato attraverso gli sportelli ATM (o bancomat, usati dal 74% degli intervistati) oppure direttamente in banca. La maggior parte degli utenti (il 90%) ha dichiarato di poter accedere a queste risorse con molta facilità, mentre il restante 10% ha detto di avere molte difficoltà a reperire del denaro contante. Questo, paradossalmente, anche in paesi dove quest’ultimo è preferito ai pagamenti cashless, come ad esempio l’Italia.

Grafico che illustra la difficoltà ad accedere ai contanti nell'Eurozona
Difficoltà ad accedere ai pagamenti in contante nell’urozona secondo SPACE 2022

 

Come accennato in precedenza, ci sono molte differenze di carattere geografico e culturale che portano a preferire una specifica forma di pagamento. SPACE 2022 ha rilevato che i paesi più legati al contante sono Malta, Slovenia, Austria e Italia. A sorpresa, rispetto al 2019, in alcune nazioni la preferenza per questa tipologia di transazione è addirittura cresciuta: si tratta di Belgio, Estonia, Francia, Slovenia e della già citata Austria. Tuttavia i paesi dell’area nordica, come Finlandia, Paesi Bassi, Lussemburgo e Belgio, continuano a prediligere le transazioni cashless.

 

Perché i pagamenti cashless sono in crescita

Sebbene la maggior parte dei cittadini dell’area euro preferisca avere accesso al denaro contante, i pagamenti cashless sono in costante crescita. Anch’essi, infatti, offrono ai consumatori dei vantaggi intrinsechi, tra cui spicca la sicurezza personale: il non dover portare con sé grandi quantità di denaro, col rischio di perderlo o di essere derubato, oppure di non aver abbastanza liquidità al momento dell’acquisto (paura che tormentava il 33% degli intervistati nel 2016). Altri fattori chiave che stanno spingendo l’uso di di pagamenti con carta sono:

 

  • la velocità delle operazioni di pagamento;
  • la facilità con cui è possibile utilizzarle, in negozio e online;
  • la maggior sicurezza.

 

Tabella coi vantaggi delle carte di credito per il sondaggio SPACE 2022
Ragioni per preferire le carte di credito secondo SPACE 2022

 

Come accennato in precedenza, la pandemia ha accelerato l’uso di carte di credito e altri mezzi di pagamento cashless anche per ragioni legate all’igiene. I pagamenti contactless sono passati dal 41% di tutti i pagamenti effettuati con carta del 2019 al 62% del 2022. Un’altra particolarità è che, mentre il denaro contante è favorito per piccoli importi, i cittadini dell’eurozona sembrano preferire le carte di credito per pagamenti superiori ai 50 euro: un dato coerente con la volontà di portare con sé meno soldi possibile nel portafogli.

 

La situazione in Italia

Se finora abbiamo parlato della situazione europea in generale, è arrivato il momento di approfondire la situazione italiana. Il nostro paese è uno dei più legati ai tradizionali pagamenti in denaro contante: nell’eurozona occupa il 4° posto per numero di transazioni effettuate con questo mezzo, e figura tra le sei nazioni (le altre sono Germania, Cipro, Slovenia, Grecia e Austria) dove le banconote sono protagoniste di oltre l’80% dei pagamenti P2P.

Questi dati riflettono in parte una carenza strutturale. Il 38% degli italiani e il 23% dei tedeschi, secondo lo studio SPACE, paga spese più alte per trasferimenti istantanei di denaro. L’Italia è anche l’unico paese dove la maggior parte degli intervistati ha dichiarato di pagare commissioni più alte per trasferimenti immediati di denaro, anziché non pagarne nessuna.

Grafico con la forma di pagamento preferita nei paesi dell'Eurozona
Forma di pagamento preferita, per paese dell’Eurozona

 

C’è poi il problema dell’accesso al denaro contante. Paradossalmente, un recente studio sulla desertificazione bancaria della FABI, la Federazione Autonoma dei Bancari Italiani, ha rilevato che nel nostro paese ci sono oltre 4 milioni di persone (circa il 7% della popolazione totale) che non hanno un accesso diretto a una banca. È un problema che tocca il 38% dei comuni italiani, dove non sono presenti filiali bancarie, e che è solo destinato a crescere. Negli ultimi 10 anni, infatti, il numero degli sportelli bancari non ha fatto che diminuire, tra le proteste di cittadini e associazioni dei consumatori. Ne parla anche la relazione annuale di Banca d’Italia sugli esposti dei clienti alle banche, che cita come colpevole il ripensamento dei modelli di business e le strategie organizzative messe in atto negli ultimi anni, anche in seguito alla diffusione delle nuove tecnologie. Un’evoluzione, questa, che però ha messo in difficoltà una rilevante fetta delle popolazione, tra cui i residenti delle aree di montagna e le fasce deboli come anziani e disabili. Un paradosso, insomma, per un paese dove l’età media resta molto elevata così come la preferenza per i pagamenti tradizionali rispetto a quelli cashless.

 

AUTORE

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Stefania Venturetti

Stefania Venturetti è una Content Manager e SEO Specialist che si interessa anche del mondo dei social media. Ha lavorato come coordinatore editoriale per diversi portali d'intrattenimento legati a FOX Italia e in seguito ha partecipato allo sviluppo di NoSpoiler, sito dedicato a cinema e serie TV di cui curava anche il piano editoriale. Attualmente lavora per ELP SA , contribuendo allo sviluppo e al miglioramento del suo network di siti, tra cui Borsa&Finanza, attraverso attività che vanno dalla SEO alla content creation.

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