Petrolio, fine dell’ostilità? Ecco cosa influirà sul suo prezzo

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Per il petrolio lo scenario potrebbe cambiare nel prossimo futuro. Sul suo prezzo influiranno le politiche energetiche dell’amministrazione Trump e un eventuale accordo tra Russia e Ucraina. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti). 

 

Drill baby drill. Con queste tre semplici parole nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, Donald Trump ha spazzato via ogni dubbio su quella che sarà una delle sue direttrici durante il secondo mandato: un prezzo dell’energia basso volto a sostenere la congiuntura economica americana e a ridurre gli impatti negativi dell’incremento prevedibile dell’inflazione nei mesi a venire, come naturale contraccolpo dei dazi.

Il mondo delle materie prime è tuttavia un punto di incontro internazionale e per quanto gli Stati Uniti possano indirizzarne l’andamento dall’alto della loro leadership economica, non sono l’unico driver capace di muoverne il prezzo. E in questo contesto la geopolitica la fa da padrona: per il futuro prossimo del petrolio molto passa dall’evoluzione dei negoziati tra Ucraina e Russia. Una tregua di ampio respiro potrebbe portare alla rimozione delle sanzioni e dei limiti di prezzo sul petrolio russo, elemento che negli ultimi anni ha contribuito a tenere sotto controllo i prezzi globali del greggio.

Secondo Hakan Kaya di Neuberger Berman, se questo sconto dovesse venir meno, la Russia venderebbe a prezzi di mercato e in potenza spingerebbe i valori del petrolio verso l’alto. Per l’esperto non va trascurato un altro fattore: la fine delle ostilità potrebbe migliorare la fiducia dei mercati e incoraggiare gli investimenti, con le aziende, specie europee, che potrebbero riaccumulare materie prime, dai metalli all’energia.

Guardando poi alla stagionalità, la fotografia dei cicli di mercato mostra come la metà di marzo rappresenti un punto di minimo per il breve termine dei prezzi del petrolio WTI. Storicamente il greggio ha sempre vissuto una seconda fase di marzo e una prima decade di aprile all’insegna dei rialzi. Movimento intermedio che nel passato ha poi aperto la strada a una nuova veloce discesa dei prezzi, ultima correzione prima di una risalita che dovrebbe continuare fino alla fine del secondo trimestre dell’anno.

Immagine di Redazione

Redazione

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