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Petrolio: pronti i divieti Ue di import dalla Russia, ecco le conseguenze

Petrolio: tra poche settimane i divieti UE di import dalla Russia, cosa comporta?

Il 5 dicembre entreranno in vigore i divieti di importazione di petrolio russo da parte delle compagnie dell’Unione europea. Contestualmente, alle compagnie europee verrà proibito di assicurare e finanziare le spedizioni di greggio provenienti da Mosca. Lo stesso giorno il G7 attiverà un price cap sul petrolio russo. Tuttavia ancora non è stato stabilito quale sarà il livello di prezzo oltre il quale non ci saranno acquisti. Gli Stati Uniti premono affinché il limite sia stabilito a 60 dollari, in quanto a quella soglia la Russia avrebbe ancora l’incentivo a produrre non facendo mancare i suoi barili alla produzione globale. Dal Cremlino, però, hanno fatto sapere che non c’è alcuna intenzione di commerciare con le nazioni che applicheranno tali restrizioni.

 

Petrolio: gli effetti dei divieti occidentali

Finora le sanzioni occidentali, attuate come misura punitiva per la guerra Russia-Ucraina, hanno avuto come conseguenza quella di frenare la produzione di petrolio ma non hanno sortito l’effetto sperato di ridurre le entrate della Russia. Questo perché l’impennata dei prezzi del greggio è riuscita a compensare i volumi più bassi di vendita. Nel mese di ottobre, gli introiti di Mosca sono aumentati di 1,7 miliardi di dollari a 17,3 miliardi secondo i dati rilasciati dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE). Questo grazie a esportazioni totali cresciute di 165 mila barili a 7,7 milioni di barili al giorno. Di tali spedizioni, 1,5 milioni di barili sono stati indirizzati verso l’Ue. 1,1 milioni saranno fermati all’entrata in vigore del divieto.

Quali saranno le conseguenze? Il primo aspetto da considerare è dove verranno spostate le forniture rese vacanti dal blocco Ue. A giudizio dell’AIE, India, Cina e Turchia hanno approfittato in questi mesi delle spedizioni a prezzo scontato, ma ultimamente l’acquisto si è stabilizzato in queste nazioni. “Il volume è troppo grande per essere assorbito, quindi Mosca farà fatica a reindirizzare le spedizioni altrove”, ha riferito l’agenzia con sede a Parigi. Bisogna però considerare che la rimozione dei blocchi Covid da Pechino farebbe aumentare la richiesta a un livello superiore rispetto a quello attuale.

Un’incognita chiave è se gli acquirenti in paesi che non partecipano al price cap come Cina e India saranno o meno scoraggiati dalle restrizioni riguardo l’assicurazione sulla spedizione. Secondo Callum Macpherson, responsabile delle materie prime presso Investec, già molti stanno ottenendo forti sconti per il petrolio russo. Un altro punto oscuro è l’impatto che tutto ciò avrà sulla crisi energetica in Europa. Il Vecchio continente quest’anno ha sofferto più di tutti le restrizioni alle forniture di gas naturale da parte della Russia, con il costo delle bollette  energetiche saliti alle stelle. Secondo l’AIE il divieto potrebbe esacerbare la crisi sotto il profilo dell’approvvigionamento di diesel.

Infine l’AIE avverte di un altro pericolo:e le compagnie di navigazione che trasportano petrolio russo potrebbero utilizzare le cosiddette ” petroliere oscure” per mascherare l’origine del loro carico. Ad esempio, nel mese di ottobre ben 450 mila barili giornalieri di petrolio russo non avevano una destinazione chiara rispetto ai 100 mila del mese di settembre, ha riportato l’agenzia.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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