Piazza Affari -3,58%, spread ai livelli della crisi gialloverde

PIAZZA AFFARI -3,58%, SPREAD AI LIVELLI DELLA CRISI GIALLOVERDE

piazza affari

A pesare su Piazza Affari anche i conti di Eni, con l’utile netto al di sotto delle aspettative. Spread a quota 180: non succedeva da sei mesi

 

Spread, coronavirus, ma anche Eni. Così Piazza Affari registra l’ennesima seduta negativa in linea con le altre borse europee. Milano arretra sotto i 22.000 punti, Parigi è sempre più vicino a quota 5.000, Francoforte galleggia sugli 11.000 punti. Tutti ormai ben distanti dai loro massimi storici raggiunti tra il 19 e il 20 febbraio, poco più di una settimana fa. Oggi i timori per una rapida espansione del contagio del covid-19, sostenuto dall’intervento odierno dell’Oms, secondo cui il rischio di una pandemia globale è molto alto, hanno dato un ulteriore colpo basso ai mercati internazionali, compresi i classici beni rifugio per eccellenza: anche oro, bitcoin e dollaro hanno registrato infatti forti perdite. In aggiunta, lo spread ha tagliato nuovamente il traguardo dei 180 punti. Non lo faceva dai tempi della crisi del governo gialloverde, era il mese di agosto. Il pesante rosso di Piazza Affari, -3,58%, è dovuto anche al piano d’azione a 4 anni presentato da Eni, che registra un calo dell’utile netto rispetto al 2018, a 2,87 miliardi di euro, ma anche un dividendo in crescita, 0,89 euro ad azione, con una massiccia riduzione dell’impronta carbonica diretta e indiretta, fino a una riduzione delle emissioni dell’80% entro il 2050.

TITOLI MIGLIORI

Amplifon +0,56%
Timido rimbalzo dopo aver perso il 18% nelle ultime sei sedute dai massimi storici a 30,40 registrati il 19 febbraio scorso, con 23 euro i primi solidi supporti e 26,76 la prima resistenza. Trend ancora positivo nel lungo termine.

Prysmian +0,42%
Discorso simile, e perdite simili ad Amplifon fino alla seduta odierna anche per Prysmian. Sono gli unici titoli positivi del paniere principale. Ai minimi del mese, a 20,52, trend nel breve e nel lungo termine finora positivo ma che potrebbe tendere al ribasso.

 

TITOLI PEGGIORI

Hera -6,51%
Mai così giù dal 13 gennaio scorso, dai massimi storici del 20 febbraio a 4,494 ha perso circa il 14%. Trend che resta positivo nel breve e lungo periodo, tra i più performanti del 2019 (+54% circa).

Snam -6,44%

Il titolo aggiorna i minimi da dicembre, a 4,429. Qui la tendenza rischia di subire un impulso ribassista dopo i massimi storici di 8 giorni fa a 5,110. Tra i più venduti, si confermano i titoli che hanno performato di più nel 2019 o in generale nei primi due mesi dell’anno appena avviato.

 

ANALISI FTSE MIB

Sotto i 22.000 punti, come non succedeva da ottobre scorso. Il Ftse Mib scivola giù come gli altri indici nel giorno della pubblicazione dei dati preliminari sull’inflazione che deludono le attese: ferma su base mensile a febbraio, a fronte dello 0,1% di gennaio; +0,4% su base annuale, a fronte del +0,5% del consensus e del mese precedente. I quasi 10 punti guadagnati da Piazza Affari dal 3 al 19 febbraio sono stati cancellati negli ultimi dieci giorni del mese: -14,8%.


Grafico Ftse Mib by TradingView

 

SPREAD

Sei mesi. Tanto tempo è passato da quando il differenziale di rendimento Btp/Bund non raggiungeva 180 punti. In quel periodo stava per cadere il governo Lega-Movimento Cinque Stelle, con la maggioranza alternativa già al lavoro in vista della nascita del Conte-Bis. Spread che era a 160 alla vigilia e poi ha ritracciato nel finale di seduta di Piazza Affari a quota 172, con i titoli di stato decennale italiani che rendono l’1,11% e quelli tedeschi, altro bene rifugio per eccellenza, ha toccato il -0,6% come rendimento, ai minimi da settembre.


Grafico Spread by TradingView

 

 

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