PIF: ecco come verranno usati i guadagni del petrolio - Borsa e Finanza

PIF: ecco come verranno usati i guadagni del petrolio

PIF: ecco come verranno utilizzati i guadagni del petrolio dal fondo sovrano saudita

Gli alti prezzi del petrolio hanno rappresentato una manna per il PIF, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, che dopo quasi 10 anni potrà registrare il suo primo avanzo di bilancio. Le entrate petrolifere nel primo trimestre sono aumentate del 58% a 49 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo del 2021. Questo ha comportato che il bilancio nei primi 3 mesi dell’anno ha avuto un saldo positivo di 15,3 miliardi di dollari, mettendo Riad sulla buona strada per superare le proiezioni di dicembre per il 2022, che stabilivano un avanzo di 24 miliardi dollari.

Nel frattempo è subentrata la guerra Russia-Ucraina a determinare una crisi dell’offerta di petrolio, con i prezzi che si sono spinti fin oltre i 100 dollari al barile. L’ultimo surplus il Governo saudita lo aveva realizzato nel 2013, ma poi ha iniziato ad aumentare i livelli di debito, portando avanti un massiccio programma di spesa guidato dal fondo sovrano e attingendo alle sue riserve. Il Ministro delle Finanze Mohammed al-Jadaan ha affermato che il Governo ha fissato un tetto alla spesa pubblica e alle sue riserve, senza rivelare quali sono stati i livelli stabiliti. Le riserve estere del Regno hanno raggiunto il picco di oltre 700 miliardi di dollari nel 2014, ma da allora sono scese a 453 miliardi.

 

PIF: i progetti d’investimento

Adesso gli introiti derivanti dai petroldollari possono consentire di aumentare le proprie riserve e soprattutto la potenza di fuoco negli investimenti. Il fondo da 620 miliardi di dollari presieduto dal principe ereditario Mohammed bin Salman, negli ultimi anni è stato uno dei fondi più attivi al mondo. Tra i suoi investimenti di maggior rilievo si ricordano i 45 miliardi di dollari iniettati nel fondo Vision di Soft Bank, una partecipazione di 3,5 miliardi di dollari in Uber e la quota di controllo del produttore di auto elettriche Lucid.

Con i guadagni di quest’anno le intenzioni sono di portare avanti megaprogetti statali e finanziare investimenti infrastrutturali nel settore privato. Il punto semmai, secondo Jadaan, è se questo possa far correre il pericolo di surriscaldare l’economia. Normalmente, lo stato di salute dell’economia saudita è legato a doppio filo con la volatilità dei prezzi del petrolio che impatta sulla spesa statale.

Quando le quotazioni del greggio sono alte, il Governo tende a spendere di più e a depositare le eccedenze presso la Banca Centrale, la quale gestisce le riserve in modo conservativo. Con prezzi più bassi invece i grandi progetti vengono interrotti, le riserve diminuite e i pagamenti ritardati. Adesso il PIF è pronto a mettere le mani al portafoglio per rilanciare tutte le cause che sono rimaste in sospeso.

 

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