Pimco lancia il primo EFT "alle grida", ecco cosa sapere
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Pimco lancia il primo EFT “alle grida”, ecco cosa sapere

ETF: Pimco lancia sul mercato il primo fondo attivo "alle grida"

Pimco lancia il primo ETF “alle grida” dal 2007 alla Borsa di New York. Si tratta dell’Active Bond ETF da 3 miliardi di dollari, che in assoluto è l’unico fondo attivo ad essere commerciato con questa modalità. Il fondo investe in un’ampia gamma di obbligazioni high-yield di diversi settori, utilizzando strategie di implementazione efficienti dal punto di vista del reddito.

L’obiettivo del gestore è quello di migliorare la liquidità, nonché di ridurre la volatilità e i costi di negoziazione. “È un momento piuttosto emozionante. Sono passati 15 anni da quando abbiamo avuto un ETF sul floor del NYSE. È un’iniziativa su cui stiamo lavorando da tempo”, ha dichiarato Douglas Yones, responsabile dei prodotti negoziati in Borsa presso il NYSE.

Il mercato alle grida ormai non esiste più nella maggior parte delle Borse, sostituito dal trading elettronico, considerato più rapido, economico ed efficiente. Tuttavia, la Borsa americana ha ancora un modello ibrido, in quanto ritiene che attraverso le contrattazioni dal vivo i trader possano ottenere dei vantaggi in termini di volatilità più ridotta e maggiore liquidità. Riguardo gli ETF, il 73% viene quotato a Chicago sul NYSE Arca, che ha sede esclusivamente elettronica.

 

ETF alle grida: vantaggi per 3 categorie di prodotto

Yones ritiene che il modello adottato da Pimco potrebbe portare vantaggi per tre categorie di ETF. La prima riguarda quelli che durante il periodo di incubazione possono utilizzare un certo supporto, essendo che potrebbero avere volumi di trading bassi intervallati da qualche ordine elevato. La seconda concerne gli ETF tendenzialmente di grandi volumi nelle aste di apertura e chiusura, che quindi potrebbero “beneficiare del giudizio umano e del trading intorno a eventi di liquidità molto grandi”. La terza categoria si riferisce a ETF a gestione attiva non molto visibili o focalizzati su attività di nicchia. Tutto questo però presenta un costo, che è quello delle commissioni di quotazione più elevate per il minimo rispetto al mercato elettronico. “Altri si concentrano sui costi, noi puntiamo alla qualità”, ha chiosato Yones.

 

Le reazioni nel settore

Nel settore, la mossa di Pimco è stata accolta positivamente da parte degli operatori. Secondo Nate Geraci, Presidente di ETF Store, “questo è probabilmente un tentativo di migliorare in modo incrementale lo spread denaro-lettera”. Sugli effetti dell’operazione, Geraci ha affermato: “non sono sicuro di quanto questo possa effettivamente spostare l’ago della bilancia”. Al riguardo, comunque, Pimco ha asserito che il modello ibrido avrebbe ridotto lo spread bid-ask in maniera significativa dai 7 punti base che ha in media.

Pete Giacchi, responsabile del trading di Citadel Securities, si è detto convinto che altri emittenti seguiranno il modello ibrido, soprattutto per “quei pochi giorni al trimestre o all’anno in cui c’è bisogno di liquidità extra su una grande transazione”. Deborah Fuhr, Amministratore Delegato di ETFGI, ha dichiarato che l’iniziativa di Pimco è “una presa di coscienza che alcuni prodotti hanno bisogno di diversi livelli di supporto”. Di conseguenza, “l’intervento umano dovrebbe migliorare la liquidità e ridurre lo spread”, ha aggiunto.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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