Quant2026: la convergenza delle galassie di investimento

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In un mondo finanziario attraversato da trasformazioni profonde – in cui l’intelligenza artificiale rappresenta l’ultima innovazione, ancora acerba – Diaman Partners rappresenta uno dei casi più interessanti di evoluzione dell’asset management italiano. Fondata da Daniele Bernardi oltre vent’anni fa, la società è oggi al centro del dibattito sull’investimento quantitativo e sull’integrazione tra finanza tradizionale e nuove tecnologie. Il cuore di questa riflessione è Quant, l’evento annuale ideato da Bernardi che dal 2005 riunisce gestori, accademici e innovatori per discutere il futuro dei mercati. L’edizione 2026, che rappresenta la ventesima di questo evento, promette di essere un punto di svolta, non solo per i contenuti, ma per il significato simbolico di una convergenza ormai irreversibile tra mondi che fino a pochi anni fa sembravano distanti.

 

In questa intervista: 

 

  • Dalla fintech all’asset management: la traiettoria di Diaman
  • La filosofia quantitativa: tra matematica, disciplina e limiti dell’AI
  • Quant2026: la convergenza delle galassie finanziarie

 

Dalla fintech all’asset management: la traiettoria di Diaman

Daniele Bernardi sul palco dell'edizione 2025 di Quant
Daniele Bernardi, Diaman Partners

La storia di Diaman nasce da un’intuizione che, agli inizi degli anni Duemila, appariva quasi controcorrente: portare in Italia l’approccio quantitativo all’investimento, già diffuso negli Stati Uniti ma ancora poco conosciuto nel mercato domestico. “Quando siamo nati ci tacciavano di stregoneria”, racconta Bernardi, che della società è amministratore delegato, ricordando quanto fosse difficile allora parlare di modelli matematici e statistici applicati alla gestione del risparmio. L’idea di fondo era semplice quanto ambiziosa: ridurre l’arbitrarietà delle scelte, sostituendo l’istinto con processi codificati, replicabili e misurabili.

Nel corso degli anni, la società ha attraversato una trasformazione profonda, passando da esperienze fintech pionieristiche – come lo sviluppo di una piattaforma digitale di investimento assimilabile a un roboadvisor evoluto – a un vero e proprio posizionamento da asset manager regolamentato. “Veniamo da un’esperienza fintech precedente che ci ha portato a convergere verso l’asset management”, spiega il manager, sottolineando come l’evoluzione normativa e la crescente complessità del settore abbiano reso necessario un salto di qualità in termini di struttura, governance e processi.

Oggi Diaman si colloca in una zona di confine tra tradizione e innovazione, con un’identità che unisce rigore quantitativo, attenzione al rischio e apertura alle nuove tecnologie. Non a caso, Bernardi rifiuta l’idea di uno scontro tra mondi: “Non vedo un vero e proprio conflitto ma più una convergenza che porta a migliorare i processi e a portare più rendimento agli investitori finali”. È una visione che fotografa bene la traiettoria di un settore in cui asset manager, fintech e mondo crypto sono sempre meno compartimenti stagni e sempre più nodi di un’unica rete.

 

La filosofia quantitativa: tra matematica, disciplina e limiti dell’AI

Il cuore dell’approccio resta la finanza quantitativa, intesa non come sostituzione del gestore umano, ma come strumento di supporto alle decisioni. “Il quantitativo è l’uso della matematica e della statistica per descrivere il rischio rendimento in vari modi”, riprende Bernardi. Non si tratta solo di costruire modelli sofisticati, ma di dotarsi di un linguaggio comune per misurare, confrontare e prevedere. In questo senso, l’investimento quantitativo diventa un antidoto alla gestione “di pancia”, riducendo l’emotività e aumentando la coerenza dei portafogli.

Nel tempo, Quant ha contribuito a diffondere questa cultura nel mercato italiano, rendendo più familiare un approccio che oggi è parte integrante delle pratiche di risk management e di costruzione dei portafogli. “Non siamo nemici dei gestori discrezionali. – precisa l’a.d. – Al contrario, possiamo dare supporto statistico alle loro scelte, perché l’alternativa è l’istinto” e questo vale sia per i gestori professionali che per i consulenti finanziari che creano portafogli diversificati per i loro clienti.
Il rapporto con l’intelligenza artificiale, però, resta prudente. Diaman sperimenta in questo campo dal 2013, ma senza indulgere in entusiasmi prematuri. “L’intelligenza artificiale per gli investimenti è ancora molto acerba” avverte Bernardi, sottolineando i rischi dell’overfitting, cioè la tendenza dei modelli a performare brillantemente sui dati storici senza poi riuscire a dare risultati concreti nel mondo reale.

 

Quant2026: la convergenza delle galassie finanziarie

È in questo contesto che si inserisce Quant2026, la ventesima edizione dell’evento fondato da Bernardi e diventato negli anni un punto di riferimento per la comunità finanziaria italiana ed europea. Nato come appuntamento dedicato al quantitative asset management, Quant ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, includendo temi come digital asset, blockchain e intelligenza artificiale. “Oggi siamo più di due galassie: asset manager tradizionali, fintech, mondo crypto. Realtà diverse destinate a convergere”.

La struttura dell’edizione 2026 riflette questa pluralità. Il primo giorno sarà dedicato all’investment forum per gestori patrimoniali e family office, con la consueta cerimonia dei premi. Il secondo giorno ospiterà la main conference, articolata tra finanza tradizionale al mattino e digital asset nel pomeriggio. Il terzo giorno sarà invece riservato ai workshop per i consulenti finanziari. Un format che mira a mettere in dialogo professionisti con competenze, linguaggi e approcci diversi, ma uniti dalla necessità di interpretare mercati sempre più complessi.

Tra gli speaker spiccano nomi di primo piano. Il professor Filippo Annunziata della Bocconi interverrà sul tema dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni regolamentari, mentre Paul Wilmott, uno dei massimi esperti mondiali di finanza quantitativa, presenterà una ricerca sulla modellizzazione dei comportamenti umani e il loro riflesso sui mercati. “Wilmott parlerà di come i comportamenti si trasformano in movimenti di mercato”, anticipa Bernardi, sottolineando l’importanza di integrare modelli matematici e scienze comportamentali.

Sul fronte dei digital asset, la presenza di Bitwise Investment – seconda casa di gestione di asset digitali negli Stati Uniti dopo BlackRock – segnala la crescente istituzionalizzazione del settore crypto. Non mancheranno figure simboliche come un cypherpunk di fama internazionale, espressione di quel movimento che negli anni Ottanta e Novanta difese la crittografia come strumento di libertà individuale e da cui sarebbe poi nato Bitcoin. Completa il quadro la partecipazione del responsabile dei servizi finanziari della MFSA di Malta, recentemente eletto nel board dell’ESMA, a testimonianza dell’attenzione crescente dei regolatori verso questi nuovi ecosistemi.

Quant2026 si presenta così non solo come un evento, ma come un laboratorio di idee sul futuro dell’investimento. Per Bernardi il Quant rappresenta la sintesi di un percorso iniziato oltre vent’anni fa, quando parlare di modelli quantitativi in Italia sembrava un azzardo, e arrivato oggi a confrontarsi con le sfide dell’intelligenza artificiale, della tokenizzazione e della convergenza tra finanza tradizionale e digitale. “Stiamo vivendo un’evoluzione esponenziale”, conclude Bernardi, “e chi sa cavalcare queste trasformazioni ha un vantaggio competitivo sugli altri”. In un mercato sempre più complesso, Quant resta il luogo in cui queste trasformazioni prendono forma, mettendo a confronto visioni, approcci e galassie diverse, destinate – come suggerisce la storia stessa di Quant – a fondersi in un nuovo ecosistema finanziario.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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