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Quanto guadagna un europarlamentare tra stipendio e indennità

Il Parlamento europeo

Alle elezioni per il Parlamento europeo, 450 milioni di cittadine e cittadini sono chiamati a scegliere i 720 deputati (al voto del 6-9 giugno 2024 il numero è aumentato di 15 membri rispetto al precedente mandato del 2019), ma esattamente quanto guadagna un europarlamentare? L’Italia è terza per numero di rappresentanti: 76, contro i 96 della Germania e gli 81 della Francia. Questi numeri si basano sul principio della proporzionalità degressiva, secondo cui un eurodeputato di un Paese più grande rappresenta più cittadine e cittadini rispetto a un eurodeputato di un Paese più piccolo: il minimo è 6 (come succede per Cipro, Lussemburgo e Malta) e il massimo è 96. Quello uguale per tutti è lo stipendio per chi arriva all’Eurocamera.

 

Ecco quanto guadagna un europarlamentare

Anche se provengono da nazioni dell’Unione europea che hanno un differente costo della vita, gli europarlamentari ricevono tutti lo stesso compenso. A differenza di deputati e senatori italiani, lo stipendio di base è di 10.075,18 euro lordi al mese. Con le tasse e i vari contributi assicurativi, diventa di 7.853,89 euro netti mensili. Il prelievo fiscale è agevolato (meno della metà di quanto il Fisco chiederebbe in Italia) e ogni Paese può decidere di applicare un’imposta nazionale aggiuntiva. L’Italia non l’ha mai fatto. Per questo motivo i dati netti definitivi dipendono dal regime fiscale del Paese d’origine del singolo eurodeputato. L’articolo 10 dello statuto dei deputati europei indica che l’indennità di un europarlamentare ammonta al 38,5% dello stipendio di base di un giudice della Corte di giustizia europea.

La CJEU (la Court of Justice of the European Union) ha sede in Lussemburgo, è divisa tra Corte di giustizia e Tribunale e conta 284 membri: 27 giudici della Curia (uno per ogni Stato membro), 11 avvocati generali come assistenti, 54 giudici del Tribunale e 2 cancellieri. Ai magistrati si aggiungono 6.171 funzionari e agenti temporanei. I giudici della Corte di giustizia europea godono dell’immunità di giurisdizione, il loro mandato dura sei anni e lo stipendio annuale che percepiscono è di circa 310.000 euro. Il bilancio della Corte di giustizia europea è di 504 milioni di euro per l’esercizio 2024.

 

Le indennità oltre allo stipendio

Oltre allo stipendio, ogni deputato del Parlamento europeo ha diritto ad un’indennità per le spese generali. L’importo forfettario è di 4.950 euro al mese e copre spese come l’affitto di uffici dentro e fuori la circoscrizione elettorale, l’acquisto di hardware e software, il pagamento di forniture, telefoni cellulari e abbonamenti mobile e Internet. Il Parlamento europeo specifica che il pagamento forfettario è utilizzato “per salvaguardare l’indipendenza del mandato e perché questa forma di pagamento è la più efficace sotto il profilo dei costi”. La trasparenza è assicurata grazie alla richiesta di un elenco completo e semplificato di tutti i tipi di costi coperti, da pubblicare online. Se gli europarlamentari partecipano a meno della metà delle sedute plenarie in un anno (da settembre ad agosto) senza un’adeguata giustificazione, ricevono la metà dell’indennità.

A quella per le spese generali si aggiunge l’indennità giornaliera di 350 euro per dormire e per mangiare. Anche l’indennità di soggiorno è forfettaria e copre l’alloggio, i pasti e le spese connesse che un deputato o una deputata in veste ufficiale al Parlamento europeo si trova ad affrontare. Gli europarlamentari devono firmare un registro di presenza per ottenere quest’indennità. Gli unici ad avere una deroga sono il Presidente e i capigruppo. Con 15 sedute al mese, chi è sempre presente può ottenere 5.250 euro. Per le riunioni al di fuori dell’Unione, l’indennità è dimezzata, mentre chi partecipa a meno della metà delle votazioni per appello nominale durante i giorni di votazione in aula ha la metà dell’indennità di soggiorno. I fondi per gli stipendi e i rimborsi degli europarlamentari provengono dal bilancio del Parlamento, che copre pure altri tipi di spese.

Le spese di viaggio da e verso Strasburgo e Bruxelles sono tutte a carico dell’Eurocamera: i parlamentari ricevono il rimborso del costo effettivo dei biglietti presentandone le ricevute. È fissato un limite massimo pari alla tariffa aerea di classe business, a quella ferroviaria di prima classe oppure a 0,58 euro per chilometro in caso di spostamento in auto, fino a un massimo di 1.000 chilometri. In base alla distanza e alla durata del viaggio, vengono coperti i pedaggi autostradali, le tariffe per il bagaglio in eccesso e le spese di prenotazione. Per gli impegni ufficiali all’estero che non rientrano nelle riunioni in Parlamento, gli eurodeputati possono chiedere il rimborso delle spese di viaggio e di alloggio nel limite massimo annuale di 4.886 euro.

Sono a carico dell’Europarlamento le spese mediche a cui hanno diritto tutte e tutti gli eurodeputati per due terzi delle spese sostenute. A fine mandato è inoltre prevista un’indennità transitoria: una sorta di buonuscita pari a una mensilità per ogni anno di incarico per un massimo di due anni. Se il deputato o la deputata percepisce una pensione di anzianità o di invalidità, non può averle entrambe e deve scegliere tra la pensione e questa specie di TFR. Non bisogna dimenticare, infine, che durante il mandato gli europarlamentari possono usare le auto ufficiali messe a disposizione dall’istituzione per partecipare a riunioni ed eventi a Bruxelles e a Strasburgo.

 

Le pensioni dei parlamentari europei

L’Assemblea parlamentare europea nasce il 19 marzo 1958, a seguito dei trattati di Roma dell’anno precedente. Nel 1972 prende ufficialmente il nome di Parlamento europeo e dall’inizio del 1973 comincia a fare lievitare il numero complessivo di membri con l’ingresso di Danimarca, Regno Unito e Irlanda fino ai 720 di oggi. In conformità con quanto previsto dall’articolo 14 dello statuto dei deputati, tutti gli ex europarlamentari hanno diritto ad una pensione al compimento dei 63 anni d’età.

L’importo dell’assegno è pari al 3,5% dello stipendio per ogni anno compiuto di esercizio del mandato e a un dodicesimo dell’indennità per ogni ulteriore mese compiuto all’Eurocamera, fino a un massimo complessivo del 70%. Per fare un esempio, un eurodeputato eletto per un solo mandato percepirà allo scattare dei 63 anni una pensione minima di 1.750 euro lordi al mese. Il sistema previdenziale è stato riformato negli ultimi anni perché sarebbero serviti oltre 300 milioni di euro fino al 2074 per pagare i cedolini calcolati col precedente meccanismo, molto più generoso dell’attuale. Il costo delle pensioni degli ex deputati dell’Europarlamento è infatti a carico completo del bilancio dell’Unione europea. Tuttavia, grazie a un fondo pensione integrativo volontario utilizzato da centinaia di politici, un europarlamentare che versa contributi per 19 anni (il massimo possibile) potrebbe raddoppiare la pensione e portarla fino a 7.000 euro al mese.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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