La corsa al quantum computing ha adesso una data di scadenza scritta nei piani della Casa Bianca. Donald Trump ha firmato lunedì due decreti esecutivi destinati ad accelerare la costruzione di un computer quantistico per la ricerca scientifica e a rafforzare la protezione dei sistemi governativi dalle minacce informatiche legate a questa tecnologia.
L’amministrazione punta a mantenere la leadership statunitense nella competizione con la Cina, fissando al tempo stesso una scadenza per blindare le infrastrutture critiche dagli attacchi cyber del futuro.
In questo articolo:
- Quantum computing, la tabella di marcia della Casa Bianca
- La doppia natura del futuro quantistico
- Anche Wall Street scommette sul quantum computing
Quantum computing, la tabella di marcia della Casa Bianca
Trump ha firmato lunedì i due decreti esecutivi che fissano le tappe della strategia quantistica statunitense, in un momento di crescente competizione tra Stati Uniti e Cina nel campo dell’informatica avanzata. Il provvedimento arriva parallelamente alla conquista di Pechino del primo posto nella classifica dei supercomputer più veloci al mondo, scalzando gli Stati Uniti dalla vetta della TOP500 di giugno 2026: il sistema cinese LineShine ha superato El Capitan, il supercomputer del Lawrence Livermore National Laboratory utilizzato dal governo statunitense per lo sviluppo e la manutenzione del proprio arsenale nucleare. Secondo gli esperti di tecnologia e politica intervistati da Reuters, questo primato rifletterebbe soprattutto la volontà di Pechino di dimostrare la propria autosufficienza nei sistemi informatici, più che una reale posizione di vantaggio nella corsa globale all’intelligenza artificiale; LineShine si è infatti classificato solo al quarto posto in un test di benchmark pensato per simulare operazioni di calcolo più vicine ai carichi di lavoro legati all’AI.
A illustrarne i contenuti dei due decteti è stato Michael Kratsios, direttore dell’Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca, durante una conference call con i giornalisti. “Riteniamo che ciò possa accadere entro il 2028“, ha dichiarato Kratsios, riferendosi al traguardo della costruzione del primo computer quantistico sufficientemente potente per la ricerca scientifica. “Si tratta di sviluppare il primo computer quantistico sufficientemente potente per la ricerca scientifica, inaugurando una nuova era di capacità commerciali”, ha aggiunto.
Il secondo decreto stabilisce invece la migrazione dei principali sistemi informatici governativi verso la crittografia post-quantistica entro il 2030-2031, una misura pensata per prevenire la possibilità che computer quantistici futuri possano decifrare gli attuali standard di sicurezza informatica. Il pacchetto prevede inoltre che il Pentagono disponga di sensori quantistici entro il 2028, strumenti che potrebbero supportare la navigazione aerea nelle zone dove i sistemi GPS risultano compromessi e, se montati su satelliti, individuare attività sotterranee come tunnel o silos missilistici.
Alla firma nello Studio Ovale era presente Matthew Kinsella, ceo di Infleqtion, secondo cui “ci sono molte cose interessanti che la rilevazione quantistica può portare prima dell’avvento del calcolo quantistico”. Kinsella ha aggiunto che “è possibile rispettare queste tempistiche”, confermando la fattibilità del calendario fissato dalla Casa Bianca.
La doppia natura del futuro quantistico
A spiegare il principio scientifico alla base di questa tecnologia è stato in precedenza Daniel Lidar, professore di ingegneria presso l’Università della California del Sud, intervistato da ABC News. Il calcolo quantistico si fonda sul concetto di “sovrapposizione”, per cui una singola entità può occupare più stati contemporaneamente. “In un certo senso, si tratta di un unico computer che esegue molti calcoli contemporaneamente”, ha spiegato Lidar, osservando che “in un caso standard, sarebbero necessari molti computer per eseguire calcoli simultanei”. Il funzionamento di queste macchine si basa su chip particolari che si comportano come atomi artificiali, riproducendo il comportamento quantistico degli atomi naturali; la loro combinazione costituisce i qubit, le unità fondamentali dei processori più avanzati. A differenza dei bit dell’informatica tradizionale, vincolati al sistema binario, i qubit possono assumere due stati contemporaneamente e collegarsi tra loro attraverso un fenomeno noto come entanglement, ottenendo così una capacità di calcolo che aumenta insieme alla potenza del dispositivo.
Kratsios ha illustrato gli obiettivi relativi alla filiera produttiva: “Il piano prevede di incrementare la capacità della nostra catena di approvvigionamento nazionale per infrastrutture e materiali quantistici e di garantire una solida forza lavoro statunitense nel settore quantistico attraverso l’espansione di apprendistati riconosciuti, certificazioni e nuovi istituti nazionali per lo sviluppo della forza lavoro quantistica a livello internazionale”. Uno dei due decreti rafforza inoltre la cooperazione internazionale sulla protezione della proprietà intellettuale e sulla sicurezza della catena di approvvigionamento, in risposta a quanto Kratsios ha descritto come tentativi di concorrenti e avversari di minare la sicurezza economica e nazionale statunitense. Le agenzie federali dovranno presentare piani quinquennali per l’implementazione di sensori e reti quantistiche, mentre un funzionario della Casa Bianca ha precisato che l’amministrazione non intende al momento privilegiare aziende specifiche del comparto, e che l’ordine esecutivo sul quantum firmato durante la presidenza Biden resta comunque in vigore.
Tra le principali società globali a investire con maggiore intensità sul quantum computing figurano alcune delle Big Tech più rilevanti, con un impatto atteso particolarmente significativo nei settori della finanza, della sicurezza, dell’energia, della medicina, della ricerca, della logistica e delle comunicazioni; BlackRock ha descritto sui propri canali social il calcolo quantistico come “la prossima era dell’informatica”. Sul fronte delle quotazioni, Iqm Quantum Computers si prepara a debuttare in Borsa sia a Wall Street sia alla Borsa di Helsinki, dopo aver raccolto 50 milioni di euro in un round di finanziamento da fondi e conti gestiti da BlackRock.
Anche Wall Street scommette sul quantum computing
I due decreti firmati da Trump arrivano in un momento in cui i titoli legati al quantum computing sono già protagonisti di un rally a Wall Street, alimentato dall’iniziativa governativa annunciata il mese scorso dal Dipartimento del Commercio. Il piano prevede l’acquisizione di partecipazioni azionarie per 2 miliardi di dollari in nove società del settore, tra cui D-Wave, Rigetti, Infleqtion e una nuova entità legata a Ibm, e gli investitori hanno interpretato l’annuncio come il segnale di un ruolo più incisivo di Washington nel finanziamento della tecnologia quantistica a livello nazionale, con un effetto sui mercati che si è dimostrato immediatamente più forte rispetto a quello prodotto dagli ordini esecutivi di lunedì.
Negli ultimi dodici mesi D-Wave Quantum ha più che triplicato il proprio valore in borsa, mentre Rigetti Computing è salita di circa il 45%; più contenuta la performance di IonQ, poco sopra il 7%, mentre Quantum Computing Inc. ha perso terreno. Differenze così marcate, secondo alcuni analisti, indicherebbero che il mercato stia premiando singole storie aziendali più che una dinamica industriale comune al settore.
La quota principale del pacchetto governativo, pari a un miliardo di dollari, è destinata a Ibm per la costituzione di Anderson, nuova società con sede a New Albany che diventerà il primo impianto statunitense dedicato esclusivamente alla produzione di chip quantistici, con un investimento aggiuntivo di un miliardo di dollari da parte di IBM stessa e il trasferimento alla nuova entità di proprietà intellettuale, asset fisici e personale. L’amministratore delegato Arvind Krishna ha precisato che Anderson opererà come fonderia aperta, offrendo le proprie capacità produttive a clienti terzi con le stesse condizioni tecnologiche di cui dispone Ibm, con trattative già in corso con potenziali clienti.
Il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha definito il complesso degli investimenti “uno degli impegni più significativi assunti finora dal governo statunitense nella ricerca e sviluppo quantistica”, con l’obiettivo di posizionare gli Stati Uniti come principale produttore mondiale di wafer quantistici. Secondo gli analisti di Barclays, i sistemi quantistici potrebbero dimostrare una superiorità concreta rispetto ai computer tradizionali già entro il 2027, a condizione di superare i problemi tecnici ancora aperti, a partire dalla correzione degli errori. Le stime di McKinsey & Company collocano il mercato potenziale del settore tra 43 e 72 miliardi di dollari entro il 2035, mentre un precedente rapporto della stessa società indica in 1.300 miliardi di dollari il valore aggiunto complessivo generabile entro la stessa data nei comparti automotive, chimico, dei servizi finanziari e delle scienze della vita. I fondi della Casa Bianca derivano dagli incentivi del CHIPS and Science Act, nello stesso filone che ha già portato Washington a detenere una quota del 10% in Intel e una partecipazione in MP Materials.









