Quirinale: mercati elettori fantasma, cosa ci dice andamento FTSE Mib?

Quirinale: mercati elettori fantasma, cosa ci dice andamento FTSE Mib?

Quirinale: mercati elettori fantasma, cosa ci dice andamento FTSE Mib?

Iniziano oggi 24 gennaio 2022 alle 15 le votazioni per la nomina del nuovo inquilino del Quirinale. La nomina del nuovo Presidente della Repubblica rappresenta un fattore che sta mandando in fibrillazione la finanza mondiale. Dai grattacieli di New York alla City di Londra, negli ultimi giorni i signori e le signore del denaro si stanno scambiando telefonate, messaggi e videochiamate sempre più allarmate per tentare di indovinare l’identità dei prossimi inquilini di Palazzo Chigi e del Palazzo del Quirinale. Nessuno di loro è tra i grandi elettori chiamati a scegliere il prossimo presidente della Repubblica ma l’opinione di Wall Street non può essere ignorata. Circa un terzo dell’enorme debito pubblico italiano è in mano ad investitori esteri, provenienti soprattutto dall’eurozona ma anche dagli USA, la Gran Bretagna ed il Giappone. Queste posizioni così elevate conferiscono ai gestori di fondi stranieri un’influenza notevole sulla politica nostrana.

Se le nomine delle prossime settimane rimanessero indigeste ai mercati, gli investitori potrebbero “votare con i propri piedi”, come si dice nei circoli finanziari anglo-sassoni, vendendo titoli del Tesoro italiano, una mossa che aumenterebbe l’instabilità politica e finanziaria del Paese. Il “seggio” di questi “elettori fantasma” è il famigerato spread Btp-Bund, la differenza tra i rendimenti delle obbligazioni del Tesoro italiane e tedesche a 10 anni che divenne famoso durante gli anni bui della crisi dell’euro.

Al momento, lo spread si aggira intorno ai 140 punti base, vicino al picco degli ultimi 12 mesi, ma molto più basso dei 574 punti base toccati nel novembre 2011 e che segnarono la fine del governo Berlusconi. Ovvero, gli investitori stanno tenendo d’occhio l’Italia ma non si stanno assolutamente strappando i capelli. La domanda più frequente che si sente nei grattacieli di New York e Londra è: “Ma Draghi dove va?” Il ruolo del Presidente del Consiglio è la preoccupazione principale di chi sull’Italia ha scommesso miliardi di dollari, euro e yen.

Come sempre, la preferenza assoluta degli investitori stranieri sarebbe il mantenimento dello status quo: tenere il rispettatissimo ex presidente della Banca Centrale Europea a Palazzo Chigi per continuare le riforme strutturali e politiche economiche che hanno fatto dell’Italia la locomotiva europea della crescita. Magari con un Mattarella bis al Quirinale per non cambiare una squadra che sta vincendo La seconda opzione, espressa da parecchi gestori di hedge fund, gli investitori più volubili che comprano e vendono azioni e obbligazioni in base a decisioni lampo, sarebbe un’ascesa di Draghi al Colle ma, anche qui, solo se garantisse la stabilità di governo. Avere Draghi al Quirinale ma riconsegnare il governo alle baruffe elettorali dei politici minerebbe la stabilità tanto amata dai mercati, e le chances dell’Italia di ricevere, dividere e spendere proficuamente gli stanziamenti del Recovery Fund europeo.

A testimonianza del fatto che l’attenzione degli investitori rimarrà concentrata sull’Italia fino a quando non avremo un nuovo Capo dello Stato, le banche d’affari stanno producendo un volume di ricerca senza precedenti su questa questione. L’analisi più curiosa è sicuramente quella di Goldman Sachs, icona del capitalismo mondiale. In una nota intitolata: “Should I Stay or Should I Go?” Goldman scrive: “Mentre l’elezione del premier Draghi alla presidenza rafforzerebbe l’ancoraggio dell’Italia e la sua politica all’interno dell’Europa, questa elezione scatenerebbe l’incertezza sul nuovo governo e sulla sua efficacia politica. Dati gli interessi divergenti tra i partiti in Parlamento e la lunghezza tipica del tempo necessario per formare un nuovo governo, siamo più preoccupati dei mercati che questo scenario comporterebbe un ritardo nell’implementazione del Recovery Fund e delle relative riforme”. Come a dire, per ora siamo abbastanza tranquilli ma occhio agli svarioni della politica italiana.

 

Future FTSE Mib: violati al ribasso soglia 27.000 punti e indicatore Supertrend daily

Il derivato sul mercato italiano sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di venerdì. Dopo un’apertura in gap down (subito ricoperto nella prima ora di contrattazioni), infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 27.195, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 26.685, violando contemporaneamente sia l’importante soglia psicologica dei 27.000 punti che l’indicatore Supertrend daily, anche se quest’ultimo solo nell’intraday. Nel corso del pomeriggio, poi, complice il recupero della Borsa americana, le quotazioni hanno tentato un timido rimbalzo ma senza riuscire a superare le principali resistenze tecniche.
La maretta politica comincia a farsi agitata alla vigilia del voto per il Quirinale (primo scrutinio oggi alle ore 15). E la Borsa italiana ne risente accelerando al ribasso dopo un gennaio già particolarmente compromesso. Tutta la settimana sarà all’insegna della volatilità e non sono esclusi ulteriori scivoloni che possano portare i corsi fino al prossimo supporto posizionato in area 26.500.

L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 42. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 27.195 con target nell’intorno dei 27.400 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 26.685 con obiettivo molto vicino al livello 26.450.

 


L’andamento di breve termine del Future FTSE Mib

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