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Quotazioni oro: obiettivo a 2.300 dollari, ecco perché

L'immagine mostra dei lingotti d'oro poggiati su delle monete d'oro

Le quotazioni dell’oro hanno toccato l’8 marzo un nuovo massimo nominale a 2.194 dollari e mostrano, dall’inizio dell’anno, una performance positiva di quasi il 6%. Niente di comparabile a quello che per molti è un rivale dell’oro (altrettanti negano che possa esserlo), il bitcoin. La valuta digitale da inizio anno ne ha guadagnati 73 di punti percentuali. Il vero bene rifugio, tuttavia, continua a essere l’oro. Lo dimostrano i continui acquisti delle Banche centrali che in lui cercano stabilità e riserve di valore che l’alta volatilità del bitcoin non garantisce. Da qui partono gli analisti per cercare di individuare quale possa essere il target del metallo giallo nel 2024.

Nel grafico l'andamento delle quotazioni dell'oro nell'ultimo anno con i recenti massimi storici nominali
Le quotazioni dell’oro nell’ultimo anno – Fonte: Bloomberg

Oro: dove possono arrivare le quotazioni quest’anno

Sul finire dello scorso anno gli analisti di Goldman Sachs si erano sbilanciati sull’oro. Avevano previsto che il metallo prezioso avrebbe toccato i 2.175 dollari. La loro previsione si è rivelata giusta ma la quota indicata è stata già raggiunta e superata. Dunque l’oro fino a dove può spingersi?

Violeta Todorova, senior research analyst di Leverage Shares, pensa che l’oro potrebbe arrivare fino a 2.400 dollari per oncia. L’obiettivo sarebbe “raggiungibile nel lungo periodo con facilità”. La sua analisi parte dal massiccio rally dell’oro dai minimi di novembre 2022, quando valeva poco più di 1.600 dollari l’oncia, e considera l’importanza della rottura al rialzo di quota 2.089, avvenuta lo scorso 6 marzo. “Si tratta del primo breakout decisivo dall’agosto 2020, con implicazioni rialziste a lungo termine” afferma Todorova che proprio da 2.089 proietta un primo target a 2.300 dollari e poi su fino a 2.400.

Non è solo l’analisi tecnica a confortare l’analista di Leverage Shares nella sua previsione. “Nell’ultimo anno l’oro ha registrato una buona performance nonostante i tassi di interesse elevati e il dollaro forte. Questa corsa impressionante potrebbe essere in gran parte attribuita al massiccio acquisto di oro fisico da parte delle Banche centrali di tutto il mondo e al posizionamento dei grandi investitori in vista dei previsti tagli dei tassi” spiega.

Gli analisti di Macquarie arrivano a target simili per l’oro che, nelle previsioni, potrebbe andare oltre i 2.300 dollari l’oncia. Innanzitutto fanno notare come i massimi segnati dall’oro in valore nominale non sono in realtà massimi in termini reali, ossia tenendo conto della dinamica dell’inflazione. Applicando il correttivo dei prezzi al consumo i top del metallo prezioso rimangono ancora molto lontani sia temporalmente (risalgono agli anni ’80), sia numericamente, a 3.415 dollari l’oncia.

In secondo luogo concentrano l’attenzione sul recente rally della materia prima. L’oro ha acquistato valore in un contesto di tenuta dell’economia USA e di rinvio del taglio dei tassi di interesse che ha portato a un aumento dei rendimenti sui mercati obbligazionari. Uno scenario che dovrebbe essere negativo per una commodity che non distribuisce cedole né dividendi.

 

Le prospettive con l’avvio dei tagli dei tassi di interesse

Ora tutto è pronto per il primo taglio dei tassi di interesse che potrebbe avvenire, secondo le previsioni degli analisti, in giugno. L’andamento della politica monetaria è sicuramente uno dei fattori da monitorare per l’andamento delle quotazioni dell’oro nei prossimi mesi.

“L’oro ha registrato un forte rialzo nell’ultima settimana tra le aspettative sui tagli dei tassi di interesse negli Stati Uniti e le tensioni geopolitiche globali. In genere l’oro attira gli acquirenti nei periodi di instabilità e, data l’attuale incertezza geopolitica, è probabile che la spinta al rialzo si estenda a tutto il 2024” riprende Violeta Todorova.

Per gli analisti di Macquarie, inoltre, potrebbe aggiungersi il sostegno dei flussi di investimento in ETF e l’incremento delle posizioni long degli investitori: “Ci aspetteremmo che gli investitori sistematici che investono in momentum abbiano ampio margine di manovra per aumentare le proprie posizioni” spiegano. Inoltre non si è ancora visto un ritorno di afflussi sugli ETF in oro e questa potrebbe essere una nuova fonte potenziale di acquisto: “Rimaniamo scettici sul fatto che gli ETF bitcoin stiano cannibalizzando materialmente quelli sull’oro”.

 

L’analisi del Cot report con Forecaster

Utilizzando gli strumenti di analisi forniti dalla piattaforma Forecaster si possono ricavare utili indicazioni sul comportamento dell’oro. Partendo dall’osservazione della stagionalità e prendendo come riferimento statistiche costruite sulla distanza dei 3 e 10 anni, si può osservare come il periodo tra metà marzo e metà aprile sia caratterizzato da un’intonazione rialzista.

Negli ultimi tre anni l’apertura di posizioni long in questo arco temporale ha portato a performance positive del 3,2% con una consistenza del 100%. Sull’orizzonte temporale dei dieci anni, invece, la performance media è stata del 4,7% con un esito positivo dell’investimento nell’80% dei casi.

L’analisi del Cot report, sempre disponibile sulla piattaforma Forecaster, evidenzia nelle ultime settimane una riduzione delle posizioni short dei “managed money” che acquistano e vendono future in ottica speculativa di investimento per i loro clienti. Risultano in aumento, ma con un movimento più contenuto, le posizioni long di questa categoria. Per conto gli attori della filiera, dai produttori ai venditori, hanno ridotto le loro posizioni long aumentando invece gli short.

L'immagine mostra l'andamento stagionale dell'oro ricostruito con la piattaforma Forecaster. Viene messo in evidenza il periodo da metà marzo fino a metà aprile
La stagionalità dell’oro ricostruita con la piattaforma Forecaster – Fonte: Forecaster

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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