Regimi di tassazione rendite finanziarie: quali sono e come funzionano
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Regimi di tassazione rendite finanziarie: quali sono e come funzionano

Regimi di tassazione rendite finanziarie: quali sono e come funzionano
Fino al 1996 i regimi di tassazione vigenti consentivano l’applicazione della ritenuta d’acconto a titolo definitivo sui redditi di capitale per tutti soggetti. Con il d.lgs n.239/96 si è passati ad un sistema dove la ritenuta d’acconto è stata abolita per le società, mentre per gli altri soggetti è stata rimpiazzata da un’imposta sostitutiva che viene applicata dagli intermediari finanziari (banche, Sim, assicurazioni, società di gestione, fiduciarie) di diritto italiano. Questi ultimi, infatti, fungono da sostituti di imposta e devono fornire all’Amministrazione Finanziaria tutte le informazioni e le documentazioni utili.
Nel caso in cui l’intermediario non sia residente in Italia, non abbia una stabile organizzazione o abbia una stabile organizzazione ma non svolge attività di custodia titoli, la risoluzione n.5/E del 16 gennaio 2019 dell’Agenzia delle Entrate ha stabilito che esso può nominare un rappresentante fiscale che svolga il ruolo di sostituto d’imposta per tutti gli adempimenti fiscali con il Fisco italiano. Se invece l’intermediario non effettua alcuna nomina, in tal caso non si applica l’imposta sostitutiva e quindi chi percepisce i proventi da un’attività finanziaria deve occuparsi della denuncia degli stessi ai fini dichiarativi.

Regimi di tassazione: nettisti e lordisti

Nel caso quindi in cui non vi è un sostituto d’imposta, il percettore del reddito viene denominato lordista in quanto il reddito viene percepito al lordo delle imposte; qualora invece vi è la presenza di un intermediario che si occupa di versare l’imposta maturata, il percettore viene chiamato nettista, essendo che l’importo ottenuto è già depurato dall’aliquota d’imposta versata allo Stato.
I nettisti riguardano i seguenti soggetti:
  • persone fisiche pur se esercitano attività di impresa;
  • società semplici e di fatto ad esse equiparate, nonché associazioni tra professionisti e artisti;
  • enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché associazioni, fondazioni e altri enti che non hanno scopo di lucro;
  • società cooperative che sono esenti da Ires.
Bisogna però fare una precisazione. Qualora i redditi siano percepiti da persone fisiche che esercitano un’impresa individuale o da enti non commerciali ma nell’ambito di un’attività commerciale, l’imposta sostitutiva viene applicata ma funziona solo come acconto in quanto tali redditi concorreranno a formare la base imponibile in sede di dichiarazione del reddito di impresa.
I lordisti invece comprendono:
  • società di capitali e di persone escluse le società semplici e quelle di fatto equiparate;
  • enti commerciali;
  • OICR compresi i fondi pensione e i gestori individuali di patrimoni immobiliari.
Il reddito percepito da questi soggetti costituisce sempre reddito di impresa e quindi semplicemente verrà dichiarato insieme agli altri redditi.

Regimi di tassazione: ecco quali sono

Le rendite finanziarie non percepite nell’esercizio dell’attività di impresa fanno parte di un regime di tassazione che può essere di tre tipi:

Regime dichiarativo

Il regime dichiarativo consiste nel fatto che i proventi ottenuti dai redditi diversi verranno accreditati al lordo da parte dell’intermediario. Sarà poi compito del percettore portare in dichiarazione dei redditi l’importo, compilando il quadro RT del modello Unico e applicando l’imposta sostitutiva del 26%. Le plusvalenze saranno conteggiate, ai fini dichiarativi, applicando il metodo LIFO (Last in First Out), ossia ultimo ad entrare primo a uscire. Per quanto riguarda i redditi di capitale, essi verranno assoggettati a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva. In alternativa, possono essere portati in dichiarazione come i redditi diversi.

Regime del risparmio amministrato

Il regime del risparmio amministrato si basa sulla tassazione tramite imposta sostitutiva dei redditi di capitale e dei redditi diversi percepiti dal contribuente, applicata da parte dell’intermediario che funge da sostituto di imposta e che quindi si impegna a versare allo Stato l’imposta stessa. L’applicazione dell’imposta sostitutiva avviene secondo il criterio di cassa, cioè nel momento esatto in cui i proventi vengono realmente percepiti. Vi è la possibilità di effettuare una compensazione tra plusvalenze e minusvalenze percepite nella stessa giornata operativa, mentre le eventuali perdite o minusvalenze rimaste in essere alla fine dell’anno potranno essere portate in deduzione di eventuali plusvalenze nei quattro periodi d’imposta successivi.

Regime del risparmio gestito

Il regime del risparmio gestito, esercitato sempre su opzione, si basa sulla tassazione che viene applicata al risultato conseguito da una gestione individuale di portafoglio effettuata da parte di intermediari autorizzati come banche, Sim, Sgr, fiduciarie, ecc. o da fondi pensione. Il risultato di gestione scaturisce dalla differenza tra l’ammontare dei redditi di capitale e dei redditi diversi maturati e i costi derivanti dalla gestione stessa. In altri termini, può essere considerato come la differenza tra il valore del patrimonio gestito lordo alla fine dell’anno solare e il valore dello stesso all’inizio dell’anno, aumentato dei prelevamenti effettuati durante l’esercizio e diminuito dei conferimenti, dei redditi che comunque sono assoggettati ad imposta sostitutiva, dei redditi esenti e di quelli che concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente da portare in dichiarazione dei redditi. Sul risultato netto di gestione va applicata l’imposta sostitutiva del 26%.

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