Renminbi: sarà il vero vincitore nella guerra Russia-Ucraina?
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Renminbi: sarà il vero vincitore nella guerra Russia-Ucraina?

Renminbi: sarà il vero vincitore nella guerra Russia-Ucraina?

La guerra Russia-Ucraina potrebbe aprire i varchi a un grande vincitore finale: il renminbi cinese. La valuta della seconda superpotenza mondiale potrebbe emergere in un contesto in cui la Cina acquisirebbe maggiore rilevanza nel quadro geopolitico internazionale. Pechino in questo momento sta occupando una posizione ibrida, dove da un lato non vuole rompere il patto d’acciaio che ha stabilito con Mosca in questi ultimi anni dal punto di vista commerciale e anche finanziario, dall’altro non vorrebbe finire sotto le forche caudine delle sanzioni occidentali.

Per questo il Governo cinese si sta muovendo su un terreno minato e cerca di misurare i passi, nell’attesa di prendere la decisione giusta una volta considerate proprio tutte le variabili. La sensazione generale è che il Dragone con le mosse giuste potrebbe anche imporsi insidiando gli Stati Uniti sotto il profilo tecnologico, industriale e finanziario. E in questo la Russia verrebbe a essere proprio l’elemento chiave di tutta questa vicenda.

 

 

Russia: il renminbi potrebbe sostituire il dollaro come riserva di valore?

Il congelamento delle riserve estere della Banca di Russia per 630 miliardi di dollari ha contribuito a portare in auge un tema: perché non diversificare rispetto al dollaro USA? Ecco quindi che spunta l’idea del renminbi che potrebbe arrivare a sostituire il biglietto verde come valuta di riferimento. In sostanza, la Russia finirebbe per sganciarsi dal sistema occidentale basato sul dollaro e rendersi dipendente dal renminbi.

Se l’alleanza Mosca-Pechino si rinsalda ancora di più, Putin sarà sempre più dipendente dalla Cina, che si proporrà come controparte quasi esclusiva per l’acquisto delle sue materie prime. Ciò significa che il Paese guidato da Xi Jinping detterà prezzi e condizioni, allontanando gli scambi dal dollaro a favore del renminbi.

La Cina ha cercato di rivalutare la propria valuta dopo che gli Stati Uniti hanno sanzionato Huawei, la sua punta di diamante nella sfera tecnologica e delle telecomunicazioni. Lo sforzo è servito per ampliare l’uso della moneta, coniugando la forza del renminbi con l’allentamento monetario della PBoC durante la pandemia per cercare di risollevare l’economia. Negli ultimi anni il renminbi è stato considerato da molti come una valuta rifugio, in un’ottica di rendimento e diversificazione.

 

Renminbi vs dollaro USA: le opinioni degli analisti

L’argomento è molto delicato e gli analisti non la vedono tutti allo stesso modo. Secondo Sean Darby, strategist di Jefferies, la guerra Russia-Ucraina ha rappresentato una delle poche occasioni in cui gli investitori che si sono allontanati dalle attività a rischio sono finiti per rifugiarsi nel renminbi. E la Russia già dal 2021 sembrerebbe aver ancorato il rublo alla moneta cinese, come in una prima vera prova di de-dollarizzazione. A giudizio di Darby, il settore fintech cinese ad esempio è ben posizionato per trarre vantaggio da una valuta digitale che diventa mainstream.

Non è dello stesso parere Aidan Garrib, responsabile della strategia globale e macro di PGM Global, che ritiene improbabile che la Cina possa sostituire presto le sue riserve da 2.700 miliardi di dollari in renminbi. Secondo l’esperto non c’è alternativa alla profondità e liquidità del mercato statunitense, per questo il biglietto verde sarà destinato a dominare ancora per molti anni.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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