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Resilienza: 6 strategie aziendali che non costano quasi nulla

La fotografia, di Iryuna Khabliuk, tratta da Envato, mostra una ragazza con un obrello giallo e con indosso un k-way che cammina all'interno di un bosco, guardando il cielo che sembra aver smesso di piovere

Resilienza è uno dei termini più abusati degli ultimi anni quando si parla di economia e di impresa. Non c’è quotidiano o periodico, emissione radiotelevisiva o in streaming, sito internet o consesso politico dove la resilienza non venga nominata. Tuttavia l’abuso del termine trova ragion d’essere nelle numerose crisi che si sono susseguite, a volte sovrapponendosi, negli anni più recenti. Conflitti, crisi energetica, inflazione, pandemia hanno costretto le imprese a “essere resilienti” per sopravvivere.

Essere resilienti significa essere capaci di assorbire un urto. Resilienza è quasi un sinonimo di resistenza ma con un’accezione meno passiva. È una resistenza dinamica che costruisce dalle crisi una maggiore forza e solidità e permette di progredire nonostante le avversità. Ma come fa un’azienda a costruire la propria resilienza? Non è semplice soprattutto se si tratta di piccole imprese che non possono ricorrere a iniezioni di capitali come possono fare le aziende di maggiori dimensioni. Marco Marcantoni, direttore marketing dell’impresa SharkNet, ha messo assieme 6 utili strategie che non costano nulla, o quasi, e possono aumentare il giro d’affari di un’impresa e la fidelizzazione dei clienti.

 

La resilienza è un vantaggio competitivo fondamentale

PwC conduce ogni anno un sondaggio sulle crisi globali e sulla resilienza

delle imprese. L’edizione 2023 dello studio ha coinvolto 1.812 leader aziendali di tutto il mondo. L’89% degli intervistati ha definito la resilienza una delle priorità strategiche più importanti mentre il 70% confida nella capacità della loro azienda di rispondere agli eventi dirompenti (disruptive). Secondo la ricerca, per costruire un programma di resilienza strategica c’è bisogno di:

 

  1. Un appoggio da parte dei massimi dirigenti aziendali;
  2. Un leader di esperienza che abbia la responsabilità del programma;
  3. Un tema preparato per guidare il programma e diffonderlo nell’organizzazione.

 

Secondo il 31% dei partecipanti al sondaggio di PwC costruire un team adatto è la sfida principale. Lo è ancora di più per le piccole e le micro imprese che non hanno la possibilità di farlo. E allora come si può migliorare la propria posizione senza dover fare ciò che non si può?

 

Le 6 strategie che costano nulla o quasi

Marco Marcantoni è il direttore marketing di una piccola impresa italiana e ha costruito, in base alla sua esperienza, una lista di 6 strategie per migliorare la resilienza. “Esiste una connessione tra il successo aziendale e la capacità di instaurare autentiche relazioni con i clienti. Concentrare le campagne di marketing sul cliente è fondamentale” spiega. Per Marcantoni non si tratta solo di acquisire nuovi clienti e aumentare le vendite. Bisogna adottare delle strategie che permettano di fidelizzare questi clienti e farli diventare “sponsor” aziendali. Ecco le 6 strategie proposte:

 

  1. Permutare prodotti e servizi: per i servizi che prevedono costi vivi, come la gestione della contabilità, la pubblicità o l’assistenza legale, uno scambio di prodotti o servizi può rivelarsi vantaggioso per entrambe le parti;
  2. Voucher: è un’alternativa alla permuta di prodotti e servizi.
  3. Donazioni: organizzazioni no profit e altri enti hanno un costante bisogno di donazioni. Il donatore può avere in cambio la buona pubblicità dall’organizzazione e al contempo supportare cause meritevoli;
  4. Testimonial: i clienti possono essere ben di più che clienti. Possono diventare testimonial. Perdere la possibilità di farsi dare dei feedback è un’opportunità sprecata. “Durante il prossimo incontro con il cliente munisciti di carta e penna e chiedi come ha tratto beneficio dai tuoi servizi. Organizza le risposte, falle approvare e pubblicale sul tuo sito o nei materiali di marketing. Ciò contribuirà a consolidare una reputazione autentica per la tua attività” consiglia Marcantoni;
  5. Partnership: è legato sempre al rapporto con i clienti. Raccomandare prodotti affini ma non direttamente trattati consente scambi di passaparola e promozioni reciproche. Si possono persino studiare campagne di marketing congiunte;
  6. Offrire servizi gratuiti: a differenza di quanto visto a proposito dei voucher, in questo caso l’offerta è mirata a figure di spicco che possono ricambiare con testimonianze, referenze e pubblicità gratuita. Può trattarsi di avvocati, banchieri, contabili e così via.

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