Riksbank: ecco perché la Svezia ha alzato i tassi dell'1%

Riksbank: ecco perché la Svezia ha alzato i tassi dell’1%

Riksbank alza tassi dell'1%, ecco cosa c'è dietro al più grande rialzo degli ultimi 30 anni

La Riksbank ha fatto una mossa molto coraggiosa, aumentando i tassi d’interesse di un punto percentuale, oltre le previsioni del consensus che stimavano un rialzo dello 0,75%. Si tratta della stretta più aggressiva della Banca Centrale svedese in quasi 30 anni. Ora il costo del denaro in Svezia è all’1,75% e con ogni probabilità è destinato a salire bruscamente anche nelle prossime riunioni ufficiali dell’istituto monetario scandinavo.

La Riksbank ha deciso di intensificare la risposta all’inflazione, la cui crescita ha sistematicamente superato le previsioni per 11 mesi consecutivi. Adesso l’indice dei prezzi al consumo si trova al 9%, stando alle ultime rilevazioni di agosto; quindi, ben lontano dall’obiettivo di inflazione della Banca del 2%. “È estremamente importante che la politica monetaria agisca per garantire una diminuzione e una stabilizzazione dell’inflazione, evitando il rischio che essa cresca ancora di più e si radichi nell’economia”, hanno affermato i funzionari della Riksbank.

Dopo tale decisione, quest’ultima diventa insieme alla Bank of Canada, la sola Banca Centrale delle 10 valute più scambiate al mondo ad aver aumentato i tassi di questa misura. La reazione sul mercato della corona svedese dopo l’annuncio è stata alla fine negativa, con una discesa rispetto al dollaro USA di oltre un punto percentuale.

 

Riksbank: abbassate le previsioni di crescita

Il Governatore della Riksbank, Stegan Ingves, che lascerà la Banca alla fine di quest’anno quando scadrà il suo ultimo mandato dopo 17 anni alla guida dell’istituto, aveva preannunciato un’azione più aggressiva già all’inizio di questo mese. Nel contempo aveva avvertito circa l’opportunità di contenere l’inflazione senza creare troppi danni all’economia svedese. Questo perché la Svezia è un Paese dove il livello di indebitamento delle famiglie è molto elevato. Inoltre, più del 40% dei mutui è a tassi fissati per non oltre 3 mesi; quindi, un restringimento sul costo del denaro impatta in maniera molto forte sul bilancio familiare.

Finora, infatti, l’aumento dei costi di finanziamento ha determinato un calo dell’8% dei prezzi delle case dal picco di quest’anno. Insieme all’aumento dei costi derivanti dalla crisi energetica, questo potrebbe significare l’arrivo di una crisi anticipata. Per questo la Banca Centrale svedese ha tagliato le sue previsioni di crescita e si aspetta una contrazione dell’economia dello 0,7% nel 2023, da una crescita precedentemente stimata dello 0,7%.

 

Le opinioni degli analisti

Alla luce della scelta di oggi, gli analisti ritengono probabile che nel prossimo anno il tasso di riferimento raggiunga il 2,5% in Svezia. Questo vorrebbe dire che ci sarà da aspettarsi un restringimento ulteriore di 75 punti base. Claes Mahlen, capo strategist di Handelsbanken, ritiene che la Riksbank aumenterà il costo del denaro di mezzo punto a novembre e di un quarto a febbraio. “Mentre il rialzo dei tassi è stato più grande del previsto, la strada da percorrere è semmai meno aggressiva”, ha precisato.

Secondo Selva Bahar Baziki, economista di Bloomberg Economics, la mossa segnala un forte impegno dell’istituto centrale svedese ad affrontare l’inflazione. A suo avviso, a novembre ci sarà un altro aumento dei tassi dello 0,75%, ma l’incertezza dei prezzi energetici potrebbe far crescere il rischio di una stretta ancora maggiore.

Torbjörn Isaksson, capo analista della banca Nordea, ha definito l’aumento come storico. “La Riksbank è molto indietro rispetto alla curva e ora sta cercando di recuperare il ritardo, facendo tutto il necessario per ridurre l’inflazione, anche se porterà a una recessione”, ha aggiunto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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