Rischio di credito: perché i mercati lo sottovalutano - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Rischio di credito: perché i mercati lo sottovalutano

Uno schermo mostra diversi grafici in bianco su sfondo nero

Aumenta il livello di attenzione sulle obbligazioni societarie, in particolare sul segmento dell’high yield, composto da titoli di debito di aziende con merito di credito BB+ o inferiore. Nonostante i rendimenti elevati offerti, secondo molti analisti il rischio di credito non sarebbe pienamente compensato.

Lo conferma anche il Credit Risk Monitor di Janus Henderson Investors, che traccia gli indicatori chiave che impattano sui portafogli focalizzati sul credito societario:

 

  • Carico di servizio e debito
  • Accesso ai mercati dei capitali
  • Flussi di cassa/utili

 

Selettività sempre più necessaria

Sono numerosi gli asset manager che negli ultimi mesi hanno invitato a sfruttare le opportunità offerte dal credito societario senza necessariamente esporsi all’high yield. Quest’ultimo risentirebbe in maggiore misura della recessione che ancora non si è manifestata ma che molti attendono per la parte finale dell’anno.

Tra questi Julien Houdain, responsabile Global Unconstrained Fixed Income di Schroders: “Sembra che la recessione dei mercati sviluppati, prevista per la prima parte dell’anno, sia solo rimandata, probabilmente alla seconda parte”. Anche se l’eventuale recessione è attesa “solo superficiale”, secondo Houdain rimane fondamentale la selezione attiva delle obbligazioni in cui investire. In particolare “l’attenzione deve esser rivolta alla scelta delle aziende in grado di evitare la crisi”.

 

Semaforo rosso per il rischio di credito

Secondo il Credit Risk Monitor di Janus Henderson “la qualità delle emissioni del credito societario è inferiore a quanto il mercato sta attualmente valutando. I dati trimestre su trimestre mostrano un ampio deterioramento che suggerisce che le insolvenze potrebbero aumentare nella seconda metà dell’anno, anche se il ritmo delle stesse è più lento rispetto ai cicli precedenti”. Sia sulla metrica del Carico di debito e servizio che su quelle di Accesso al mercato dei capitali e dei Flussi di cassa /utili, gli analisti dell’asset manager mettono un semaforo rosso.

Per quanto riguarda l’accesso al mercato dei capitali il contesto di calo della domanda, inflazione in diminuzione, rallentamento della crescita ma tassi reali elevati causerà un inasprimento degli standard di prestito e la disponibilità di capitale per le imprese con leva finanziaria più elevata sarà limitata.

Con riferimento al carico di debito, l’inflazione elevata combinata con una robusta crescita nominale ha ampiamente protetto la qualità del credito societario finora. Tuttavia, le società con un elevato stock di debito potrebbero subire la combinazione di costi di finanziamento più elevati in un contesto di crescita più lenta.

Infine, le recenti dichiarazioni di fallimento di alcune piccole imprese potrebbero diffondersi in modo più ampio sui mercati dei capitali.

Il giudizio degli analisti di Janus Henderson si basa sulla constatazione che “gli standard di prestito più stringenti, i costi di rifinanziamento più elevati e il rallentamento dell’economia avranno gradualmente il loro peso sulla qualità del credito”.

Jim Cielinski, responsabile globale Fixed Income di Janus Henderson Investor, dichiara di aspettarsi che emergano altri crediti problematici man mano che l’impatto ritardato di una politica più restrittiva avrà effetto. Detto questo, le tempistiche potrebbero essere lunghe, dato che molte aziende non si rifinanzieranno per i prossimi uno-quattro anni, in media”.

 

Dove c’è rendimento con un rischio di credito inferiore

In termini di allocazione degli investimenti la ricerca di Janus Henderson individua alcuni segmenti del mercato del credito dove è possibile trovare valore a fronte di un rischio controllato. L’avvertenza è sempre la stessa, operare un’attenta selezione anche a fronte del ridotto spazio di rivalutazione disponibile viste le considerazioni sul rischio di insolvenza e sui problemi di liquidità.

“Rendimenti interessanti – spiegano da Janus Henderson – sono disponibili in alcune delle aree più sicure del mercato, come gli asset di breve durata e di alta qualità. Tuttavia, in uno scenario di tassi d’interesse più elevati e più a lungo termine, gli investitori potrebbero preferire un atteggiamento prudente nei confronti delle società a forte leva finanziaria con una significativa esposizione al debito a tasso variabile”.

Anche per Martin Coucke, credit portfolio manager di Schroders, l’attenta selezione dei titoli rimane fondamentale per generare rendimenti. “Dato che riteniamo che l’economia continuerà a rallentare – spiega Coucke – e che probabilmente in futuro assisteremo a un maggiore numero si insolvenze, sono da tenere in considerazione le società investment grade, Se si guarda ai diversi temi, le società difensive che offrono un reddito stabile nonostante la volatilità del mercato dovrebbero ottenere risultati migliori in questo contesto rispetto alle loro controparti più cicliche”.

Per Schroders il settore immobiliare attualmente rappresenta la maggiore opportunità di generare alpha dato che gli spread sono ai massimi storici e che, nonostante l’aumento dei tassi di interesse, non si è verificato un deterioramento significativo dei fondamentali grazie all’indicizzazione degli affitti all’inflazione.

Anche il settore logistico europeo suscita l’attenzione di Schroders “in quanto è ancora incline a beneficiare dell’ulteriore adozione dell’e-commerce. In questo ambito, l’Europa deve recuperare terreno rispetto a paesi più avanzati come il Regno Unito o gli Stati Uniti”.

AUTORE

Picture of Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *