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Risorse idriche: come investirvi con un fondo

Nell'immagine, un mappamondo sostenuto da una mano sullo sfondo di una raccolta idrica di acqua

La Terra è un pianeta ricco di acqua ma nonostante ciò ha un elevato rischio di crisi idrica. In alcune nazioni, soprattutto nelle zone più aride, lo scenario è già drammatico. In altre le risorse idriche vengono intaccate dall’andamento climatico e dall’utilizzo sconsiderato. In tutte l’intervento dell’uomo ha depauperato finora questa risorsa scarsa. Investire in acqua, tramite società che studiano e propongono soluzioni innovative per trattare, trasportare, distribuire e valorizzare l’acqua, o in imprese che, nonostante operino in settori ad alto consumo idrico, sono all’avanguardia nella riduzione dell’intensità idrica dei loro processi, è la proposta avanzata ultimamente da molti asset manager.

Tra questi anche Candriam, uno dei leader globali dell’investimento sostenibile, che ha lanciato il fondo Sustainable Equity Water Fund. Il fondo è classificato come articolo 9 della normativa Sfdr e investe in “facilitatori” e “leader”, denominazioni che rappresentano le categorie di imprese citate poco sopra.

“La preservazione delle risorse idriche, indispensabili per la sopravvivenza, è una sfida globale. Il lancio di questo fondo offre agli investitori attenti alla sostenibilità l’opportunità di essere parte della soluzione” ha commentato Johan Van der Biest, co-responsabile dell’azionario tematico globale di Candriam.

 

Un pianeta d’acqua, salata

La Terra è un pianeta ricco di acqua. Il 71% della sua superficie ne è ricoperto. Tuttavia il 97,5% di quest’acqua è salata e un altro 1,5% circa è imprigionata in ghiacciai e calotte polari. Per il consumo umano e per altre necessità rimane un misero 1% di acqua. I dati dell’US Geological Survey evidenziano quanto l’acqua sia una ricchezza scarsa. È oro blu, da tutelare il più possibile visto che le previsioni per i prossimi decenni indicano un peggioramento della situazione.

Secondo l’OCSE, nel 2050 il 40% della popolazione mondiale sarà a rischio di stress idrico mentre uno studio del 2015 dello stesso organismo, stimava in 22,6 miliardi di dollari gli investimenti necessari entro il 2050 per le infrastrutture idriche essenziali.

“Con l’aggravarsi della crisi idrica, il mercato delle soluzioni volte a mitigarla cresce di pari passo e si prevede che supererà i 1.100 miliardi di dollari entro il 2030” aggiunge Van der Biest.

 

Investire in risorse idriche: le caratteristiche del nuovo fondo di Candriam

Il fondo Candriam Sustainable Equity Water, identificato dal codice ISIN LU2720177943, punta a contribuire alla soluzione della carenza idrica investendo in società che offrono soluzioni innovative (facilitatori) e in aziende all’avanguardia nella riduzione dell’intensità idrica dei loro processi (leader).

Gestito attivamente dai gestori Bastien Dublanc e David Czupryna, adotta un approccio attivo e analitico che include uno screening tematico, screening ESG e analisi tematiche approfondite, per la creazione di un portafoglio ad alta convinzione che investe in tutti i segmenti rilevanti per la gestione delle risorse idriche. L’approccio di investimento del Fondo è sostenuto da una tassonomia sull’acqua, appositamente sviluppata.

I due gestori si avvalgono della ricerca del team dedicato ESG di Candriam e del team Thematic Global Equity guidato da Van der Biest.

Il fondo prevede costi di commissione pari all’1,6% annuo per un costo complessivo totale che raggiunge l’1,9% ed è classificato 4 dall’indicatore di rischio, in una scala da 1 a 7. L’orizzonte di investimento raccomandato è di 6 anni.

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