Robinhood licenzia quasi un quarto del personale, azioni scendono in Borsa - Borsa e Finanza

Robinhood licenzia quasi un quarto del personale, azioni scendono in Borsa

Robinhood licenzia quasi un quarto del personale, le azioni scendono in Borsa

L’inflazione, il contesto macroeconomico in deterioramento e la crisi della criptovalute hanno colpito duro il broker Robinhood, che ha annunciato un taglio della forza lavoro del 23%. Circa 780 dipendenti saranno lasciati a casa nell’ambito di un piano di riorganizzazione aziendale che comporterà la chiusura di due uffici. La società ha comunicato che il personale licenziato potrà continuare a prestare servizio nell’azienda fino al 1° ottobre e che al momento non ha altri piani per ridurre l’organico.

Questo rappresenta l’ultimo round di licenziamenti in sette anni, che segue a una dichiarazione di aprile dove la società aveva comunicato che avrebbe dato una sforbiciata del 9% del personale, per effetto della continua diminuzione dei volumi di trading. “Abbiamo assistito a un ulteriore deterioramento del contesto macroeconomico, con l’inflazione ai massimi degli ultimi 40 anni accompagnata da un ampio crollo del mercato delle criptovalute”, ha riferito l’Amministratore Delegato di Robinhood Vlad Tenev.

Quando è sbarcata in Borsa l’azienda poteva vantare numeri eccezionali, derivanti dal fatto che il 50% dei conti di trading tra gli investitori retail venivano aperti presso la sua piattaforma. La pandemia ha determinato un autentico boom a causa dei lockdown, ma le cose sono cambiate con le riaperture e soprattutto con l’arrivo di una crisi economica dettata da inflazione alta e venti recessivi. Le azioni Robinhood ne hanno risentito in Borsa e dall’inizio dell’anno hanno praticamente dimezzato il loro valore. Nel trading pre-market di Wall Street di oggi, il titolo è in discesa di circa un punto percentuale.

 

Licenziamenti: una tendenza generalizzata

I licenziamenti di Robinhood rientrano in una tendenza generalizzata in ogni settore, in cui le società americane grandi e piccole stanno cercando di contenere i costi per mantenere i margini, messi sotto pressione dall’inflazione e dalla crisi degli approvvigionamenti. Amazon, Tesla, Zoom e molte altre aziende tecnologiche hanno dovuto fare i conti con il personale in esubero, mentre società come Apple, sebbene non abbiano proceduto a lasciare a casa i lavoratori, hanno comunque annunciato un rallentamento nelle assunzioni.

Robinhood comunque ha riferito che i tagli dei posti di lavoro non intaccheranno il team antiriciclaggio, in merito all’inchiesta condotta dal Dipartimento dei servizi finanziari dello Stato di New York e per cui la società ha concordato una multa di 30 milioni di dollari, riconoscendo di aver commesso illeciti nella conformità della sicurezza informatica, della protezione dei clienti e appunto dell’antiriciclaggio. Tra i problemi citati dal Dipartimento c’era proprio il personale inadeguato nella divisione crittografica. Dan Dolev, Amministratore Delegato di Mizuho Securities, ha dichiarato che i licenziamenti di Robinhood sono “comprensibili e una manifestazione della sbornia fintech post-Covid”.

 

Robinhood: la trimestrale

In concomitanza dell’annuncio degli esoneri, Robinhood ha presentato i conti relativi al secondo trimestre 2022. Dai dati risulta una perdita netta di 295 milioni di dollari, inferiore sia rispetto a quella attesa dagli analisti di 308 milioni di dollari, sia in confronto a quella sostenuta lo scorso anno di 502 milioni di dollari. Il fatturato però è stato in calo del 44% a 318 milioni di dollari rispetto ai 565 milioni di dollari registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Gli analisti si aspettavano entrate per 321 milioni di dollari.

Gran parte dei ricavi è determinata dal flusso degli ordini di vendita, che è diminuito del 7% a 202 milioni di dollari su base annua. La piattaforma di trading ha subito una riduzione degli utenti attivi di quasi 2 milioni di unità e alla fine del secondo trimestre conta 14 milioni di clienti all’attivo. Un dato notevolmente in discesa rispetto ai 17,3 milioni di utenti iscritti alla fine dello scorso anno. Robinhood aveva previsto di diventare redditizia entro la fine dell’anno in corso. Il risparmio dei costi derivante dai licenziamenti potrebbe essere un passo importante lungo tale percorso.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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