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Russia-Ucraina: con guerra alto rischio stop a dividendi

Russia-Ucraina: con la guerra rischio alto di stop ai dividendi azionari

La guerra Russia-Ucraina rallenterà la distribuzione dei dividendi azionari quest’anno. Gli investitori probabilmente dovranno scontare questa eventualità come effetto collaterale del conflitto. Già le previsioni erano modeste prima dello scoppio della crisi nell’Est Europa e dopo l’eccezionale ondata di cedole vista nel 2021 grazie alla ripresa post-pandemica. Adesso è chiaro che la situazione si sia aggravata e le società preferiscano procedere con maggiore cautela, in attesa di capire quali alla fine saranno le ripercussioni sui conti aziendali di quella che si profila essere una tragedia umana ed economica.

 

 

Dividendi: record assoluto di pagamenti nel 2021

Secondo il Janus Henderson Global Dividend Index, un ottimo indicatore di riferimento in tema di dividendi, le cedole pagate l’anno scorso sono aumentate del 17% rispetto al 2020, raggiungendo un livello record di 1.470 miliardi di dollari. Il confronto era molto facile, perché l’anno prima le aziende avevano mantenuto la liquidità per cercare di resistere alle conseguenze economiche negative scaturenti dal Covid-19.

Ad averne beneficiato soprattutto alcune aziende operanti in settori come quello minerario ed energetico, in virtù di un eccezionale rally del prezzo delle materie prime. Società come Rio Tinto ad esempio hanno offerto ricompense straordinarie agli azionisti. La multinazionale anglo-australiana di estrazione mineraria ha distribuito ben 16,8 miliardi di dollari sottoforma di dividendo, il secondo più grande di tutta la storia dell’FTSE 100, dopo quello di Vodafone del 2014 che consegnò agli investitori circa 24 miliardi di dollari dopo la vendita di una grossa partecipazione.

Anche per le banche è stato un anno di grandi pagamenti rispetto alla norma, perché bisognava riportare la distribuzione delle cedole a livelli più normali dopo le strette delle Autorità di Regolamentazione, sottolinea Janus Henderson. Gli istituti finanziari sono tra quelli più direttamente coinvolti in una crisi sistemica, di conseguenza ne pagano maggiormente dazio quanto questa si verifica. Allo stesso modo saranno tra i maggiori beneficiari allorché si profilano condizioni di riscatto economico, come quello avvenuto lo scorso anno.

 

Dividendi: le previsioni per quest’anno

Per Janus Henderson nel 2022 i dividendi avrebbero dovuto crescere di un tasso non superiore al 3%. Questo prima dell’invasione dell’Ucraina: adesso è chiaro che le previsioni andranno decisamente riviste. Jane Shoemake, gestore del portafoglio clienti di Janus Henderson, sostiene che la crisi Russia-Ucraina andrà a impattare in maniera variegata, in funzione di quelle aziende o settori che saranno maggiormente colpiti dalle sanzioni, per cui si prevede un calo cospicuo dei dividendi.

Andrew Bell, amministratore delegato del Witan Investment Trust, ha affermato che il ritmo della ripresa dei dividendi nel 2022 sarà strettamente legato alla guerra Russia-Ucraina attraverso i prezzi dell’energia e la questione generale di fiducia sulla crescita economica. Secondo il gruppo di fondi britannico Link, che raccoglie dati sui dividendi del Regno Unito, i pagamenti diminuiranno quest’anno sancendo un ritorno più lento ai livelli pre-pandemici.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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