Russia-Ucraina: lo scoppio della guerra pone fine alle grandi IPO in Europa
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Russia-Ucraina: lo scoppio della guerra pone fine alle grandi IPO in Europa

Russia-Ucraina: lo scoppio della guerra pone fine alle grandi IPO in Europa

Uno degli effetti che ha provocato l’inizio della guerra Russia-Ucraina è stata la chiusura del mercato delle grandi IPO in Europa. Le banche si stavano preparando per raccogliere gli ordini per un mese di marzo che si preannunciava essere scoppiettante dopo i primi 2 mesi in sordina, ma evidentemente questo non è il momento adatto per gli acquisti. I mercati sono stati sotterrati in questi giorni da un’escalation di tensioni a livello geopolitico che non si vedevano da un pò di tempo. Prima vi è stato il riconoscimento da parte del leader russo Vladmir Putin delle Repubbliche separatiste nel Donbas, al che sono seguite le prime sanzioni ala Russia imposte da USA, UE e Regno Unito nella speranza vana di dissuadere il Cremlino a invadere tutto il territorio ucraino. Infine, come molti purtroppo si aspettavano, la notizia che nessuno avrebbe voluto ascoltare: Putin attacca Kiev con missili e incursioni aeree, dando inizio di fatto alla guerra Russia-Ucraina.

 

IPO: un crollo quest’anno rispetto al 2021

Alcune grandi IPO avrebbero dovuto decollare nelle prossime settimane, come ad esempio l’azienda di impianti di elettrolisi di Thyssenkrupp AG Nucera, la divisione energie rinnovabili di Eni SpA Plenitude e l’ unità alimentare di Olam International Ltd. Tuttavia, è davvero improbabile che le offerte possano andare avanti, a meno che la situazione nei Balcani non rientri rapidamente, il che avrebbe qualcosa di miracoloso.

Il 2022 è stato finora un anno magro in tema di Offerte Pubbliche Iniziali, dal momento che sono stati raccolti solamente 3 miliardi di dollari nelle Borse europee, l’80% in meno rispetto allo stesso periodo del 2021. A compromettere tutto è stata l’enorme volatilità nelle quotazioni azionarie, che ha dissuaso le società a sfidare il mercato. Le aziende che invece si sono spinte oltre, hanno dovuto ridimensionare le loro aspettative di valutazione trovando una combinazione con una maggiore prudenza da parte degli investitori.

Paul Go, leader globale dell’IPO presso Ernst & Young, ha affermato che i market maker non amano l’incertezza quando valutano un’IPO, di conseguenza alcune delle operazioni più consistenti verranno sospese, almeno fino a quando la situazione generale non verrà stabilizzata.

A fare da eco alle considerazioni di Go è Gavin Launder, gestore di fondi presso Legal & General Investment Management, che ha dichiarato di sentirsi sorpreso se in questo contesto di grande tensione sul fronte Russia-Ucraina le aziende europee procedessero con i piani di IPO. Inoltre, aggiunge, l’Europa è molto più coinvolta rispetto al resto del mondo a causa della sua vicinanza con il terreno di guerra.

Del medesimo avviso risulta essere Susannah Streeter, analista di Hargreaves Lansdown Plc, che ritiene come la guerra Russia-Ucraina abbia aggiunto volatilità ulteriore rispetto a quella che si è vista dall’inizio del 2022, quindi è molto probabile che i vari progetti IPO verranno accantonati fino a quando non si torni alla calma.

 

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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