Saipem: arriva la fusione con Subsea7, ecco cosa sapere

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Dopo cinque mesi di attesa dal Memorandum of Understanding del 23 febbraio 2025, è arrivato finalmente l’annuncio: Saipem e Subsea7 si fonderanno dando vita a un leader globale dei servizi energetici. La notizia sopraggiunge quasi in concomitanza alla presentazione dei conti trimestrali della società fondata da Enrico Mattei, che registrano un’ulteriore crescita a conferma della costante progressione della performance operativa e finanziaria degli ultimi tre anni. In questo articolo:

 

  • Nasce Saipem7, ecco cosa sapere
  • Saipem: i vantaggi della fusione con Subsea7
  • Saipem: i numeri della semestrale

 

Nasce Saipem7, ecco cosa sapere

Saipem si unirà mediante fusione per incorporazione alla multinazionale lussemburghese impegnata nell’ingegneria e nelle costruzioni sottomarine per il settore energetico Subsea7. La società combinata prenderà il nome di Saipem7 e avrà sede in Italia. Le azioni saranno quotate sia alla Borsa di Milano che a quella di Oslo. Dopo la fusione, Siem Insustries – attuale azionista di riferimento di Subsea7 – sarà titolare di circa l’11,8% del capitale sociale di Saipem7, mentre Eni e Cdp Equity – principali azionisti di Saipem – deterranno rispettivamente il 10,6% e il 6,4%.

L’operazione avverrà nel seguente modo: gli azionisti di Subsea7 che parteciperanno alla proposed combined riceveranno per ogni loro azione 6,688 nuove azioni Saipem. Nell’ipotesi in cui tutti quanti prendano parte alla fusione, il capitale sociale della nuova realtà sarà ripartito in maniera paritetica tra gli attuali azionisti di Saipem e Subsea7. Inoltre, i titolari delle azioni Subsea7 riceveranno un dividendo extra in contanti per 450 milioni di euro. Gli azionisti dissidenti potranno cedere i propri titoli “in cambio di un adeguato corrispettivo in denaro alle condizioni previste dalla normativa societaria del Lussemburgo”, si legge nel comunicato di Saipem. Secondo quanto previsto dallo statuto della nascente Saipem7, il meccanismo di voto sarà maggiorato, ossia due voti per azione, disponibile su richiesta a tutti gli azionisti.

 

Saipem: i vantaggi della fusione con Subsea7

Sulla base di quanto riportato da Saipem, la fusione con Subsea7 porterà vantaggi per entrambe le società, risaltando i rispettivi punti di forza. In primo luogo, verranno garantiti una presenza globale e progetti in più di 60 nazioni, con un’alta complementarità geografica tra le due società. I servizi vanno dalla perforazione, ingegneria e costruzione, alla manutenzione e decommissioning. In secondo luogo, si creerà una flotta ampia e diversificata di oltre 60 navi da costruzione, il che consentirà di operare su una vasta gamma di progetti. Terzo, la nuova società sarà dotata di esperienza e competenze all’avanguardia, grazie a 44 mila persone specializzate, inclusi 9 mila ingegneri e project manager. Quarto, la combinazione di expertise consentirà di aumentare il livello di innovazione e tecnologia offshore. Quinto, verranno create sinergie in termini di costi operativi e investimenti stimabili in 300 milioni di euro a partire dal terzo anno successivo al perfezionamento della fusione. Sesto, ci sarà un programma di investimenti più efficiente, grazie all’allocazione del capitale ottimizzata su una flotta di mezzi navali più ampia e complementare. Settimo luogo, la maggiore dimensione dei mercati dei capitali consentirà l’accesso a una base di investitori più ampia e a fonti di finanziamento più diversificate. Infine, la politica di remunerazione per gli azionisti sarà più attrattiva, in quanto Saipem7 distribuirà un dividendo annuale pari ad almeno il 40% del free cash flow al netto del rimborso delle passività derivanti dai beni in leasing.

 

Saipem: i numeri della trimestrale

Saipem ha presentato anche i risultati del secondo trimestre 2025. L’azienda ha riportato ricavi per 3,69 miliardi di euro, in crescita del 9,6% rispetto ai 3,37 miliardi di euro dello stesso periodo del 2024. Il margine operativo di 0,15 miliardi di euro segna un incremento del 12,1% anno su anno, mentre l’utile netto di 0,06 miliardi di euro ha avuto un miglioramento del 3,3% su base annua. La società ha prodotto un free cash flow di 0,38 miliardi di euro, che si confronta con i 0,14 miliardi di euro del secondo trimestre 2024. L’azienda guidata da Alessandro Puliti ha confermato anche la guidance per il 2025, annunciata il 25 febbraio dello stesso anno. Nell’intero anno sono previsti ricavi per circa 15 miliardi di euro, un margine operativo lordo pari a circa 1,6 miliardi di euro, e un cash flow operativo di circa 900 milioni di euro.

 

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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