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Settore auto: produttori più generosi con gli azionisti

L'immagine mostra delle automobili in carica presso distributori di energia elettrica

Nel settore auto i produttori occidentali, impegnati nella transizione verso l’auto green e pressati dalla concorrenza cinese, dopo aver accantonato per anni risorse da dedicare alla sviluppo di questi progetti ora hanno iniziato a restituire parte di questo accumulo di capitale agli azionisti. Vediamo la view espressa dagli analisti di Vontobel Certificati nella loro Newsletter settimanale (Clicca QUI per iscriverti).

 

Le vendite crescono ma non ai ritmi sperati. La competizione cinese, attuale ma soprattutto prospettica, preoccupa, specie per i veicoli di fascia bassa. Ed ecco allora che le case automobilistiche occidentali iniziano a interrogarsi sulle auto elettriche. Non sul loro futuro, con la transizione energetica che permane centrale in tutti i progetti, ma sull’entità delle risorse da destinare alle rispettive divisioni di Ricerca e Sviluppo (R&D). Tra accordi con le società minerarie e l’apertura di più di una casa automobilistica all’avvio di collaborazioni sul fronte dello sviluppo congiunto di batterie elettriche per ridurre i costi, la tendenza che sembra delinearsi nel settore auto a livello generale è quella di una riduzione delle spese destinate ai veicoli elettrici.

Dopo aver pubblicizzato per anni sforzi di sviluppo multimiliardari per i veicoli elettrici, ora le case automobilistiche stanno liberando le risorse che avevano accantonato. Guardando solo alla scorsa settimana, Renault e Stellantis hanno annunciato l’intenzione di restituire liquidità agli investitori tramite corposi buyback e dividendi munifici. Non si tratta ovviamente di una tendenza delle sole case automobilistiche europee. Basti pensare all’americana Ford, che ha annunciato la restituzione agli azionisti di circa 720 milioni di dollari sotto forma di un dividendo speciale di 18 centesimi per azione.

Considerando i multipli di mercato a cui scambiano le azioni delle case automobilistiche, questo cambio di rotta ha portato gli investitori ad apprezzare in modo significativo le decisioni del management con quotazioni schizzate all’insù verso massimi di periodo o addirittura storici. Perché, se la Cina preoccupa nel lungo termine, nel presente certi ritorni non possono passare inosservati agli investitori.

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Redazione

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