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Settore bancario europeo: 2024 più difficile secondo Scope

Una lente di ingrandimento inquadra un panorama in lontananza

L’anno della bonanza è finito per il settore bancario europeo. I tassi di interesse sui finanziamenti elevati a fronte di conti correnti la cui remunerazione è rimasta vicino allo 0 – generando polemiche e un intervento del governo – hanno permesso alle banche di avere margini elevati nel corso del 2023. Nel 2024 lo scenario dovrebbe invertirsi secondo l’European Banking Outlook di Scope Ratings.

“Riteniamo che la redditività del settore abbia raggiunto il suo picco nel 2023 e che inizierà a diminuire nel 2024 e nel 2025 a causa di una normalizzazione dei margini di interesse netti e di un moderato aumento del rischio di credito” commenta Marco Troiano, responsabile Financial Institutions Ratings. Il Report ha preso in esame le 40 maggiori banche europee per asset complessivi. Banco BPM, Intesa Sanpaolo e Unicredit sono i gruppi italiani entrati nel campione.

 

Settore bancario: nel 2024 aumentano i costi e scendono i margini

Lo scenario che il settore bancario europeo dovrà affrontare nel 2024 presenta diversi profili di deterioramento rispetto al 2023. Se da un lato saranno i margini a restringersi, dall’altro saranno i costi ad aumentare, insieme con una riduzione della qualità degli attivi. Le banche, in altre parole, si troveranno a dover fare i conti con attenzione nell’anno che si è appena aperto anche se, come sottolinea il Rapporto di Scope, partono da posizioni di forza guadagnate nel corso degli ultimi anni. “Nessuna delle banche del nostro campione registrerà una perdita netta nel 2024 secondo il nostro scenario di base” commenta Troiano, secondo cui il settore reggerà grazie “ai fondamentali solidi del credito costruiti negli ultimi anni”.

Il grafico mostra la riduzione del Return on Equity prevista dall'European Banking Outlook di Scope
Il RoE delle banche europee è atteso in contrazione. Linea blu: mediana; rettangoli colorati: variazione interquartile – Fonte Scope Ratings

Dopo aver toccato il picco massimo nel 2023, secondo il rapporto la redditività del settore bancario europeo è destinata a ridursi sia nel 2024 che nel 2025, anni durante i quali è prevista la prosecuzione della normalizzazione dei margini di interesse e un moderato aumento del rischio di credito. In particolare sarà dalla seconda metà dell’anno in corso che il calo diverrà evidente.

La mediana del margine di interesse, secondo l’analisi di Scope Rating, scenderà dall’1,71% del 2023 all’1,63% quest’anno e all’1,52% nel 2025, rimanendo comunque al di sopra dei livelli del 2022 (1,3%). La contrazione dei margini si affianca alla stagnazione in corso degli impieghi e al calo dei ricavi che potrebbero essere in media leggermente negativi per il 2024.

Sul fronte dei costi, per contro, la pressione salariale ha iniziato già a esplicare i suoi effetti nel 2023 e proseguirà nel 2024 anche se sarà più moderata. Inciderà comunque negativamente sul rapporto tra costi e ricavi visto in salita dal 53% circa del 2023 al 54% nel 2024 e al 57% nel 2025, sempre in media del campione analizzato. Gli utili prima degli accantonamenti dovrebbero infine scendere dal 2% dei prestiti ai clienti nel 2023 all’1,9% nel 2024.

 

Deterioramento del credito solo moderato

La frenata dell’economia e i costi di finanziamento elevati metteranno in difficoltà famiglie e imprese e determineranno un aumento dei prestiti in sofferenza nel corso del 2024. Si tratterà tuttavia di un incremento moderato secondo l’analisi di Scope e gestibile da parte del settore bancario europeo che ha accumulato ampie riserve nel corso degli ultimi anni.

““Il settore reggerà anche quest’anno, grazie ai fondamentali del credito più solidi costruiti negli ultimi anni. I fattori di rischio al ribasso e al rialzo sono ampiamente bilanciati” ha aggiunto Troiano.

In particolare, i parametri patrimoniali rimarranno un punto di forza fondamentale del credito per il settore, con una solida redditività che si tradurrà nella formazione di capitale nonostante gli elevati pagamenti di dividendi e i riacquisti di azioni proprie. La raccolta e la liquidità continueranno a normalizzarsi da livelli molto elevati, man mano che le ultime rate TLTRO III verranno rimborsate. In questo contesto, è prevedibile un’inversione della forte crescita dei depositi degli ultimi anni, che porterà ad una maggiore concorrenza per i finanziamenti al dettaglio e ad una maggiore attività di emissione nei mercati all’ingrosso.

Cosa potrebbe modificare lo scenario descritto? Lo scenario disegnato dall’European Banking Outlook include tre rischi di scostamento al ribasso e tre di scostamento al rialzo. Avrebbero effetti negativi sul settore bancario europeo:

 

  • Una recessione economica nei grandi Paesi europei con un aumento della disoccupazione che potrebbe impattare in maggiore misura sulla qualità degli attivi;
  • Una maggiore concorrenza per attrarre depositi non solo tra istituti ma anche tra diversi prodotti, come titoli di Stato o risparmio gestito;
  • Shock finanziari o geopolitici significativi.

 

Sul fronte opposto il report indica come evoluzioni positive:

 

  • L’irripidimento della curva dei rendimenti che sosterrebbe i margini di interesse;
  • Una crescita economica più forte del previsto che eviterebbe un deterioramento della qualità dell’attivo bancario;
  • Un’accelerazione delle riforme istituzionali verso l’Unione bancaria europea e un maggiore consolidamento all’interno del settore bancario europeo.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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